Le nostre indagini sui due allevamenti facenti parte del Consorzio del Grana Padano di nuovo online 


Simone Montuschi
Presidente

Questa è una vittoria importante per noi, perché siamo riusciti a fare in modo che le indagini in questione tornino a essere visibili e condivisibili. Il nostro lavoro è proprio quello di fare luce su ciò che avviene negli allevamenti e oggi possiamo tornare a farlo.

Come ricorderete dal nostro articolo dello scorso 10 gennaio, dopo l’accoglimento del Tribunale di Brescia del ricorso del Consorzio di tutela del Grana Padano, abbiamo dovuto rimuovere i nostri video che mostravano le immagini filmate durante due indagini in due diversi allevamenti di mucche da latte utilizzato anche per la produzione del formaggio DOP più consumato al mondo.

Le indagini erano state pubblicate a luglio e settembre 2021 per dare forza e visibilità alla campagna europea No Animal Left Behind, coordinata da Eurogroup For Animals e lanciata per chiedere alle istituzioni europee una revisione delle leggi sulla protezione degli animali, incluse le norme di protezione dei vitelli.

Nonostante il duro colpo non ci siamo arresi e abbiamo presentato reclamo contro questa decisione. Tra le altre argomentazioni, i nostri legali hanno eccepito l’incompetenza territoriale del Tribunale di Brescia, investito della questione, perché in questo caso il giudice competente avrebbe dovuto essere quello del luogo in cui sono stati caricati i filmati, quindi il Tribunale di Bologna, ove si trova la nostra sede legale.

Da pochi giorni la buona notizia: il Tribunale ha accolto integralmente il nostro reclamo, revocando l’ordinanza con la quale ci è stato ordinato di rimuovere i filmati delle due investigazioni diffuse lo scorso anno. Questo significa che oggi possiamo nuovamente rendere disponibili online le immagini che raccontano queste due indagini.

Questa è una vittoria importante per noi, perché siamo riusciti a fare in modo che le indagini in questione tornino a essere visibili e condivisibili. Il nostro lavoro è proprio quello di fare luce su ciò che avviene negli allevamenti e oggi possiamo tornare a farlo.

Ringraziamo gli avvocati Chiara Bianchi e Massimo Donna dello Studio Paradigma Law & Strategy di Milano per l’assistenza in giudizio. 

Cosa avevamo documentato?

La prima indagine, diffusa il 13 luglio 2021, documentava le condizioni di vita delle mucche allevate in un allevamento intensivo in provincia di Bergamo, mostrando alcuni comportamenti violenti degli operatori nei confronti degli animali ma focalizzandosi principalmente sulle condizioni dei vitelli, separati dalla madre alla nascita e poi rinchiusi in recinti individuali di esigue dimensioni.

Il 29 settembre abbiamo diffuso una nuova video investigazione realizzata in un allevamento di mucche da latte situato in provincia di Brescia, facente parte del Consorzio per la tutela del Grana Padano. Le immagini mostrano, oltre alla separazione dei vitelli appena nati e al loro isolamento nei box individuali, anche una situazione generale di estrema trascuratezza e la presenza di molti vitelli morti, deceduti in allevamento. Il video è stato pubblicato anche nel Regno Unito, dal The Guardian, e in Spagna, da El Diario.

I carabinieri del NAS e i veterinari dell’ATS di Brescia, intervenuti in seguito alla nostra segnalazione, hanno trovato diversi animali in pessime condizioni e l’allevamento, in cui già in passato erano state riscontrate irregolarità, è stato destinatario di una multa di quasi 10 mila euro oltre che di numerose prescrizioni cui conformarsi per sanare le carenze emerse.

In entrambi gli allevamenti abbiamo filmato violenze nei confronti degli animali, condizioni sanitarie critiche o altre irregolarità di legge. Episodi per cui abbiamo anche sporto denuncia alle autorità competenti. Non possiamo certo affermare che queste violazioni avvengono nella maggior parte degli allevamenti italiani, ma questo è ciò che abbiamo documentato con preoccupante frequenza.

In tutti gli allevamenti intensivi di mucche da latte avvengono pratiche legali come la separazione del vitello appena nato dalla madre e il suo successivo confinamento in un box fino alle otto settimane di vita. Si tratta di pratiche consentite dalla legge, tuttavia diversi studi indicano che causano stress e sofferenza agli animali e sono associate a danni comportamentali. È un nostro diritto criticarle e impegnarci affinché vengano abbandonate.

Ricordiamo che il Consorzio di tutela del Grana Padano aveva anche sporto denuncia per diffamazione e altri reati nei confronti di alcuni responsabili dell’associazione in relazione alle nostre indagini. Se necessario, ci difenderemo quindi anche in sede penale, cercando di fare in modo che questa diventi un’occasione per parlare nuovamente delle condizioni vergognose e inaccettabili in cui vengono tenuti gli animali negli allevamenti da latte.

Aiutaci a diffondere le nostre investigazioni