3 camion sanzionati grazie alla nostra indagine sul trasporto degli agnelli per Pasqua

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3 camion sanzionati grazie alla nostra indagine sul trasporto degli agnelli per Pasqua


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Francesco Ceccarelli
Responsabile investigazioni

Tra il 9 e l’11 aprile siamo stati al confine tra Slovenia e Italia per documentare le condizioni degli agnelli importati dall’Est Europa in Italia per essere venduti in occasione della Pasqua.

Ogni anno, prima delle festività pasquali, le importazioni di ovini che arrivano nel nostro Paese dopo viaggi che durano fino a 30 ore aumentano notevolmente. Lo scorso anno sono stati oltre 120 mila gli agnelli trasportati, in questo periodo, da Romania e Ungheria, diretti soprattutto nei macelli di Lazio e Puglia. Quest’anno, come lo scorso, siamo tornati sul campo per documentare le condizioni che questi animali devono sopportare.

Guarda il reportage

Nei giorni di lavoro sul campo il nostro team ha percorso oltre 2.500 km e 50 ore di monitoraggio. Il 10 aprile, è stata presente insieme a noi l’eurodeputata Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde e membro della Commissione d’inchiesta sulla protezione degli animali durante il trasporto (ANIT), da lei fortemente voluta.

Che cosa abbiamo fatto

Abbiamo individuato quattro veicoli, di cui solo uno non è stato sanzionato. I tre ad aver ricevuto multe provenivano due dall’Ungheria e uno dalla Romania, ognuno con all’interno oltre 700 agnelli caricati su quattro piani. Dopo averli segnalati alle autorità, li abbiamo seguiti a distanza per oltre 2.500 km fino all’intervento della polizia stradale che li ha intercettati rispettivamente a Ferrara, Rovigo e Udine.

Il posto di blocco istituito dalla Polizia Stradale nell’area di servizio di Gonars Nord in provincia di Udine il 7 aprile.
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Tra le violazioni riscontrate, l’altezza insufficiente dei compartimenti che non permettevano agli animali di muoversi adeguatamente stando in piedi, una condizione che può provocare urti, ematomi e bruciature, oltre a non permettere una ventilazione adeguata. Le sanzioni per violazioni come queste possono raggiungere i 6.000 euro.

Secondo il regolamento UE, gli agnelli trasportati in camion senza il sistema di ventilazione forzata, come quelli sanzionati, dovrebbero essere trasportati in compartimenti che garantiscono almeno 30 cm di spazio tra la testa dell’agnello ed il piano superiore, quando l’animale è in posizione eretta. Una prescrizione che non è stata chiaramente rispettata.

Nel trasporto fermato dalla Polizia in provincia di Rovigo abbiamo documentato un agnello che ha viaggiato per ore con una zampa incastrata nelle sbarre del camion.

Sono i diversi i punti critici nel camion dove più volte abbiamo liberato agnelli intrappolati. La maggior parte si incastra nell’intercapedine che si crea tra il pavimento del ripiano e la paratia esterna.

Un’altra problematica osservata in tutti i camion consiste nel sistema di abbeveraggio che risulta non idoneo per questi animali, per questo molti agnelli erano chiaramente assetati. Questa mancanza rappresenta un esempio lampante dei vuoti normativi sul trasporto degli animali che unito al sovraffollamento fa sì che gli agnelli esposti a lunghi viaggi soffrano la sete e siano a serio rischio di disidratazione.

Negli allevamenti o anche al pascolo gli agnelli sono abituati a bere nei secchi è per questo che una volta sul camion non capiscono il modo in cui dissetarsi negli abbeveratoi a “tettarella” montati sul mezzo.

In un resoconto apparso su Repubblica, Eleonora Evi ha dichiarato «Il nostro appello è rivolto in particolare alla Commissione Europea affinché, nel processo di revisione del regolamento sui trasporti, vada oltre le raccomandazioni votate in Parlamento e si impegni ad ascoltare e adottare le richieste di cittadini europei e società civile. E ponga fine all’insensatezza di una normativa che consente di far nascere un animale in un Paese, allevarlo in un altro e macellarlo in un altro ancora. Non a caso l’Europa è il continente che esporta il maggior numero di animali vivi.».

Vogliamo di più dalle istituzioni europee

Lo scopo di queste attività di monitoraggio di Essere Animali non è solo quello di individuare e denunciare eventuali irregolarità nei trasporti, ma vogliamo anche rivolgere un appello alla Commissione Europea affinché, nel processo di revisione del regolamento sui trasporti, vada oltre le raccomandazioni votate in Parlamento e si impegni ad ascoltare e adottare le richieste di cittadini europei e società civile. Lo abbiamo spiegato approfonditamente qui.

Dobbiamo cambiare questo sistema, e dobbiamo farlo subito, perché non c’è più tempo da perdere.
Eleonora Evieurodeputata

“Il nostro appello è rivolto in particolare alla Commissione Europea affinché ponga fine all’insensatezza di una normativa che consente di far nascere un animale in un Paese, allevarlo in un altro e macellarlo in un altro ancora. Non a caso l’Europa è il continente che esporta il maggior numero di animali vivi.” queste le parole dell’eurodeputata.

Eleonora Evi in macchina durante l’inseguimento di un camion carico di agnelli proveniente dall’Ungheria.
© Essere Animali

Ringraziamo Eleonora Evi per la preziosa collaborazione e le forze di polizia per il loro intervento tempestivo. Informeremo la Commissione Europea e il Ministro della Salute dell’esito delle violazioni riscontrate, fornendo immagini che documentano una realtà allarmante. Il Regolamento europeo, oltre ad essere frequentemente violato, non è in grado di proteggere concretamente gli animali. Oggi è legale trasportare agnelli di meno di due mesi di vita per viaggi della durata anche di 30 ore, sottoponendoli a condizioni tali da generare loro forte stress e sofferenza.

Insieme ad altre ONG di tutta Europa, chiediamo maggiori tutele agli animali, come il divieto di trasporto di animali vivi su lunghe distanze e di animali non svezzati. L’Unione Europea ha la possibilità di migliorare realmente le condizioni degli animali, non tradisca le richieste dei propri cittadini.


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La revisione del Regolamento sui trasporti costituisce un’occasione unica per la Commissione europea e i co-legislatori dell’UE per garantire una maggiore e migliore protezione degli animali e per intervenire sulle problematiche più gravi al fine di risparmiare agli animali sofferenze evitabili.

Per questo chiediamo:

  • Un divieto del trasporto degli animali vivi verso Paesi extra-UE.
  • Un divieto del trasporto di animali vivi su lunga distanza nell’UE, limitando la durata di percorrenza a un massimo di 8 ore per i suini, i bovini e gli ovini adulti, e di 4 ore per il pollame e i conigli.
  • Un divieto del trasporto di animali non svezzati e in stato di gravidanza avanzato (oltre il 40% del periodo gestazionale).
  • L’individuazione e la definizione di parametri e condizioni specifici per specie e categoria di animali vivi, volti a valutare l’idoneità al trasporto, a stabilire i limiti minimi e massimi delle temperature esterne, e ad assicurare un’adeguata disponibilità di spazio e un’appropriata somministrazione di cibo e acqua durante gli spostamenti all’interno dell’UE.
  • La riduzione e la sostituzione del trasporto di animali vivi con quello di carne e carcasse, e semi e embrioni, come raccomandato anche da FVE, OIE, ed EFSA.

Chiediamo inoltre di garantire un’applicazione più rigorosa della normativa comunitaria che deve essere altresì accompagnata da un numero maggiore di controlli ed ispezioni e da rigide sanzioni in caso di infrazioni.

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