Decine di maiali feriti e immersi nei liquami: denunciato allevamento

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Decine di maiali feriti e immersi nei liquami: denunciato allevamento


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Simone Montuschi
Presidente

La nostra nuova indagine in un allevamento di maiali destinati alla produzione di prosciutto DOP nel lodigiano mostra maltrattamenti, crudeltà e problematiche igienico-sanitarie molto gravi.

Il video dell’indagine

Durante una prima visita nell’allevamento situato nel comune di Sant’Angelo, il nostro team investigativo ha documentato una situazione molto critica, dovuta innanzitutto all’accumulo di centinaia di carcasse di suinetti smaltite in modo irregolare. Di fronte a questa situazione, si è deciso di installare una telecamera nascosta all’interno di uno dei capannoni dell’azienda.

Che cosa abbiamo documentato

Le immagini realizzate mostrano animali con ferite e lesioni, decine di secchi contenenti cadaveri di cuccioli, abbandonati di fronte alle gabbie e all’esterno dell’allevamento. All’interno delle gabbie parto erano presenti suinetti morti e agonizzanti, alcuni con le zampe o altre parti del corpo incastrate nella struttura e nella pavimentazione. A livello strutturale e sanitario, l’allevamento risultava fortemente trascurato, senza arricchimenti ambientali e con diverse parti in rovina e pericolose, elemento che potrebbe spiegare sia la presenza degli animali feriti che l’alta mortalità dei suinetti. Vistose anche le mancanze a livello igienico-sanitario, con animali costretti a vivere nelle loro deiezioni e una presenza diffusa di ratti. Molti maiali risultavano mutilati della coda, pratica che se effettuata in modo sistematico è illegale.

Durante il parto un suinetto è rimasto incastrato nella porta deteriorata della gabbia.
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I filmati ripresi dalla telecamera nascosta mostrano ulteriori problematiche, alcune delle quali illegali, che in questo caso coinvolgono soprattutto il personale: un operaio che uccide due suinetti malati sbattendoli violentemente contro il muro, alcuni membri del personale che maneggiano brutalmente alcuni suinetti, afferrandoli per le zampe in maniera inadeguata e lanciandoli nei recinti, oppure un altro operaio che depone i testicoli dei suinetti appena castrati nella mangiatoia della scrofa.

Qui il momento, ripreso da una telecamera nascosta, in cui un operatore abbatte due suinetti debilitati. Sopprimere in questo modo gli animali è irregolare perché non si ha la certezza di procurare una morte indolore e immediata.

Il nostro esposto e il controllo dell’ATS

Dopo le ispezioni abbiamo inviato un esposto ai NAS di Cremona, mentre un controllo successivo dell’ATS di Milano ha confermato diverse criticità relative al benessere degli animali, come la presenza di 20 maiali con zoppie e lesioni “gravi” e 20 con lesioni “lievi” che invece di essere ricoverati in un’area adibita a infermeria, sono stati lasciati nei recinti con gli altri animali e non curati in modo adeguato.

In questo capannone dei 125 animali controllati dall’ATS tutti avevano il corpo con un alto livello di imbrattamento. I maiali devono disporre di una superficia prosciugata e pulita per coricarsi.
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Le autorità hanno impartito delle prescrizioni, come l’obbligo di spostare gli animali malati e migliorare lo smaltimento dei liquami, installare arricchimenti ambientali, sostituire le strutture danneggiate in grado di ferire gli animali, cambiare le pavimentazioni non idonee. Per quanto riguarda i comportamenti violenti degli operatori, abbiamo depositato una denuncia alla Procura di Lodi nei confronti del legale rappresentante e dei lavoratori coinvolti, per i reati di uccisione di animali (544 bis c.p.) e maltrattamento di animali (544 ter c.p.).

Questo sistema deve cambiare

La situazione che i nostri investigatori hanno ritrovato nell’allevamento di maiali di Sant’Angelo Lodigiano non è affatto un’eccezione nel sistema d’allevamento intensivo.

Solo negli ultimi due anni, il lavoro di inchiesta di Essere Animali ha portato alla denuncia di 9 allevamenti. Ormai è evidente che non si tratta di casi isolati.

Per questo motivo chiediamo alle istituzioni di intervenire con urgenza per modificare l’attuale sistema dei controlli negli allevamenti, di competenza del Ministero della Salute, perché è evidente che siano molti gli illeciti che sfuggono alle ispezioni ufficiali. Inoltre, pensiamo sia fondamentale iniziare un percorso che agevoli l’abbandono di metodi di produzione intensivi verso sistemi più sostenibili.


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PER UNA RIFORMA DELLE LEGGI SULLA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI

Destinatari

Presidente del Consiglio, Mario Draghi

Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Stefano Patuanelli

Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Roberto Cingolani

Ministero della Salute, Roberto Speranza

Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico

Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati

L’organizzazione Essere Animali negli ultimi anni ha diffuso diverse indagini realizzate all’interno di allevamenti intensivi e stabilimenti di macellazione italiani, alcune svolte in collaborazione con importanti organi di informazione internazionali, allo scopo di documentare le condizioni degli animali allevati per l’alimentazione.
Durante tali indagini, portate a termine con un capillare lavoro di monitoraggio con telecamere nascoste e infiltrati all’interno degli allevamenti, sono state puntualmente filmate violazioni alla normativa sulla protezione degli animali e alle norme del codice penale.

Le indagini di Essere Animali hanno mostrato:

  • violenze inferte dal personale dell’allevamento durante gli spostamenti degli animali o quando questi oppongono resistenza ai trattamenti, come colpi con tubi di ferro, utilizzo improprio di taser elettrico, sollevamento con muletto delle mucche a terra, calci e lanci degli animali di piccola taglia;
  • mutilazioni effettuate senza l’utilizzo di anestesia e analgesia e senza la presenza di un medico veterinario oltre l’età consentita dalla legge e il taglio sistematico della coda dei suinetti, una pratica illegale ma diffusa in quasi tutti gli allevamenti italiani;
  • animali agonizzanti lasciati morire di stenti o uccisi in modo brutale dagli operai dell’allevamento, senza l’applicazione delle corrette disposizioni sull’abbattimento d’emergenza degli animali malati;
  • uccisioni di gruppo all’interno degli stabilimenti di macellazione, con animali che assistono alla morte dei loro simili e l’utilizzo di pratiche di stordimento inefficaci.

Per questi maltrattamenti sono state presentate diverse denunce alle autorità competenti ma la frequenza di tali episodi, filmati nella quasi totalità delle aziende oggetto d’indagine scelte a campione sul territorio nazionale, anche tra fornitori di prodotti DOP, mi spinge a esprimervi la mia profonda preoccupazione.
Accanto a queste violazioni di legge, le indagini di Essere Animali hanno inoltre mostrato tipologie e pratiche di allevamento che, pur essendo ora legali, sono causa di indiscussa sofferenza fisica e psicologica per gli animali, tra cui:

  • utilizzo di gabbie in cui gli animali trascorrono buona parte o tutta la loro vita;
  • elevate densità quando gli animali sono allevati “a terra” o in recinti;
  • castrazione chirurgica dei suinetti e debeccaggio delle galline uccisione tramite macerazione dei pulcini considerati inutili ai fini dell’allevamento;
  • separazione alla nascita delle madri dai cuccioli per la produzione di latte.

Chiedo quindi che sia intrapreso un processo di riforma legislativo che:

  • vieti l’utilizzo, anche parziale, delle gabbie;
  • vieti ogni mutilazione così come l’uccisione dei pulcini maschi, perfettamente sani ma considerati non produttivi dall’industria zootecnica;
  • metta fine ai sussidi pubblici al settore zootecnico;
  • porti all’inasprimento delle pene per il maltrattamento degli animali e per le altre violazioni delle normative di protezione, prevedendo nei casi più gravi la revoca delle autorizzazioni e l’interdizione dall’attività;
  • instauri un sistema di controllo negli allevamenti, durante il trasporto e nelle fasi di macellazione assolutamente più efficace di quello adottato sinora;
  • riformuli le densità di allevamento, concedendo agli animali più spazio per muoversi, anche all’aperto, e con la presenza di arricchimenti ambientali;
  • preveda sistemi di allevamento che permettano agli animali di soddisfare i propri bisogni etologici in funzione dell’età e della specie, in concerto con le organizzazioni per i Diritti Animali.
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