Chiediamo ai ministri Speranza e Patuanelli di dire NO alle bugie in etichetta


Brenda Ferretti
Outreach manager

Dopo l’incontro del 15 marzo organizzato dal Ministero della Salute, Ministero delle Politiche Agricole e Accredia, la coalizione contro le #BugieInEtichetta lancia l’allarme contro i piani del governo di promuovere un vero e proprio inganno.

Assieme alle associazioni che fanno parte della coalizione per fermare le #BugieInEtichetta, denunciamo il piano dei Ministeri della Salute e delle Politiche Agricole di istituire una certificazione nazionale volontaria sul benessere animale che tradisce qualsiasi ispirazione di trasparenza e verità nei confronti dei consumatori, promuovendo un inganno che andrà a discapito di animali, cittadini e ambiente. 

Il Sistema di Qualità Nazionale Benessere Animale è fuorviante

L’etichetta “Sistema di Qualità Nazionale Benessere Animale” (SQNBA), che potrebbe essere approvata dal Ministero della Salute e quello delle Politiche Agricole, è un’etichetta che da una certificazione fuorviante. Non si può definire come “benessere animale” prodotti provenienti da allevamenti intensivi, dove le scrofe vivono in gabbia e dove viene praticato il taglio sistematico della coda ai suini.

Inoltre, questa certificazione, è incapace di favorire una reale transizione verso sistemi di produzione che si allontanino dalle condizioni tipiche degli allevamenti intensivi che sono fortemente dipendenti da massicce importazioni di materie prime, soggette, come stiamo vedendo proprio in questi giorni, a forti oscillazioni dei prezzi e speculazione.

Questi meccanismi livellano al ribasso tutta la filiera italiana della produzione alimentare e mettono a rischio una transizione adeguata a forme che garantiscano livelli maggiori di benessere animale. Questa etichettatura andrebbe infatti a favore di chi lavora ai margini degli standard minimi di legge, creando una sorta di concorrenza sleale e una comunicazione istituzionale fuorviante per i consumatori.

Le richieste della coalizione #BugieInEtichetta

Le associazioni italiane che sono parte della coalizione #BugieInEtichetta hanno chiesto più volte la revisione del decreto in alcuni, precisi, punti essenziali

  • l’introduzione di almeno cinque livelli diversificati per ogni specie chiaramente visibili in etichetta 
  • la cancellazione dei riferimenti alla diminuzione delle emissioni di gas serra nella definizione di benessere animale – azione importante e necessaria ma del tutto scollegata da questa certificazione 
  • la considerazione dei bisogni etologici di specie, della densità di animali e delle condizioni di trasporto tra i criteri atti a determinare il benessere animale
  • controlli non annunciati in situ, sia per gli operatori della produzione primaria che per gli operatori del settore alimentare, almeno una volta all’anno, e non ogni tre anni come previsto dal decreto, al fine di garantire la corretta verifica dei requisiti che consentiranno di ottenere la certificazione SQNBA
  • permettere che le associazioni facciano parte del Comitato Tecnico con tre rappresentanti esperti indicati dalla società civile. 

Senza queste modifiche etichettare con il claim “benessere animale” i prodotti sarà un mero atto di inganno nei confronti dei consumatori, e un danno nei confronti degli animali.

Aiutaci a far sentire la nostra voce

Per chiedere ai ministri Patuanelli e Speranza di rivedere con urgenza la proposta e bloccare questa iniziativa che si rivelerebbe un clamoroso esempio di #BugieInEtichetta abbiamo fatto diverse manifestazioni e faremo ancora azioni di protesta online. Iscriviti anche tu per partecipare!

*Le associazioni che aderiscono alla coalizione sono: Animalisti Italiani, Animal Law Italia, Animal Equality, CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA, Essere Animali, Greenpeace, LAV, LEIDAA, Legambiente, OIPA, The Good Lobby, WWF Italia