Primo passo verso la fine della triturazione dei pulcini maschi


Lorenzo Bertolesi
web content editor

La Camera dei Deputati ha approvato il divieto di uccisione dei pulcini maschi nati dalle galline per la produzione di uova. Si tratta di un primo passo verso la fine di una delle pratiche più crudeli dell’industria zootecnica.

Pulcini tritati vivi negli allevamenti: perché?

Oggi fino a 40 milioni pulcini in Italia vengono triturati vivi ogni anno poco dopo la nascita perché considerati uno scarto, perché non utili alla produzione. Se da una parte infatti non possono deporre uova, i pulcini maschi nati dalle galline non sono neanche adatti alla produzione di carne, in quanto non presentano le caratteristiche tipiche dei polli allevati a questo scopo.

Cosa succede ora?

Con l’approvazione di ieri dell’emendamento proposto dalla relatrice Francesca Galizia (M5S), lo Stato si impegna a favorire l’introduzione di tecnologie e strumenti che permettono di riconoscere il sesso dei pulcini prima della nascita. Di conseguenza non verranno più fatti nascere pulcini maschi, così da evitarne l’abbattimento. Il divieto dovrà essere discusso e votato anche dal Senato il prossimo anno e dovrebbe entrare in vigore a partire dal 2027.

L’Italia è il terzo paese europeo a fare questa scelta, dopo Francia e Germania.

Non solo pulcini: la crudeltà degli allevamenti di galline

È un importante risultato, reso possibile grazie anche alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica resa possibile dal lavoro di informazione e investigazione di associazioni come la nostra. Con le nostre indagini documentiamo la realtà di allevamenti e macelli. Questo significa sia le crudeltà ancora oggi legali e che devono cambiare, come questa dei pulcini e non solo, ma soprattutto tante irregolarità.

Proprio ieri, in concomitanza del voto di questo divieto, abbiamo diffuso una nuova inchiesta sotto copertura in un allevamento di galline in provincia di Venezia. Abbiamo scelto a campione questa struttura, ma come accade sempre, abbiamo documentato terribili crudeltà nei confronti degli animali, ma anche una possibile frode commerciale e sfruttamento dei lavoratori.