Con il progetto MenoPerPiù stiamo cambiando le mense aziendali italiane

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Valentina Taglietti
Food Policy Manager

La multinazionale italiana di prodotti cosmetici è l’ultima di una lunga lista di aziende in giro per il mondo che scelgono di rendere più vegetale l’offerta di piatti nelle loro mense. Alfaparf lo ha fatto grazie al nostro programma MenoPerPiù. 

D’ora in poi i lavoratori e le lavoratrici della sede bergamasca di Alfaparf potranno gustare un menu composto almeno il 50% da piatti preparati con ingredienti interamente vegetali, di stagione e a basso impatto ambientale. Un grandissimo risultato che si addice perfettamente al clima PreCOP.

Com’è nata la partnership tra Alfaparf e MenoPerPiù

Tutto è iniziato l’anno scorso quando nel Bilancio di Sostenibilità 2020 Alfaparf ha annunciato il desiderio di porre più attenzione alla salute dei suoi oltre 400 dipendenti della sede italiana. Il nostro programma MenoPerPiù è stato un modo per farlo a partire dalla pausa pranzo. Abbiamo formato il personale di cucina sia dal punto di vista teorico che pratico, fornendo un menu alternativo di quattro settimane — comprensivo di ricette, procedimenti e proiezioni sul food cost.

Non ci siamo fermati qui: abbiamo lavorato molto sulla sensibilizzazione e sull’educazione alimentare dei dipendenti, coinvolgendoli con sondaggi, webinar, videopillole, infografiche e poster. Per concludere, abbiamo ideato un concorso: per ogni pasto sostenibile consumato, i dipendenti ottengono un timbro su una tessera punti che, una volta riempita, può essere imbucata per partecipare all’estrazione di un premio.

Il lancio del nuovo menu nella mensa aziendale di Alfaparf ha riscosso un immediato successo e ha registrato un +50% di presenze durante il giorno del test dei piatti con lo chef Emanuele Giorgione. La soddisfazione da parte di tutti, clienti e gestori, è stata grande e il nuovo menu è piaciuto così tanto che d’ora in poi almeno la metà delle proposte della mensa saranno vegan.

Non solo gusto: anche più salute e più benessere per gli animali

L’alimentazione vegetale non solo fa bene alla nostra salute — gioca ad esempio un ruolo fondamentale nella prevenzione delle principali patologie non trasmissibili: tumori, malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2 — ma evita anche la sofferenza di miliardi di animali ogni anno.

Secondo i dati di Animal Charity Evaluators scegliere un’alimentazione completamente vegetale risparmierebbe la vita ad almeno 105 animali a testa ogni anno: 79 pesci selvatici, 14 pesci provenienti da allevamenti ittici, 11,5 avicoli (polli, tacchini, galline…) e 0,5 mammiferi. C’è da notare che questa cifra non include i molluschi come cozze, polpi e gamberetti, altrimenti sarebbe molto più alta.

Ogni anno per il consumo umano muoiono circa 772 miliardi di animali, molti dei quali vivono rinchiusi in allevamenti, senza vedere la luce del sole e senza soddisfare i propri bisogni etologici. Scegliere di mangiare meno o nessun animale può cambiare la loro vita enormemente.

Una mensa più vegetale fa bene al Pianeta

Ma non solo: ciò che fa bene a noi e agli animali fa bene anche all’ambiente. Il settore alimentare ha un impatto devastante sul Pianeta e mangiare meno carne significa consumare meno terra, inquinare meno acqua, produrre meno gas serra e inquinanti ambientali, disboscare di meno, tutelare gli ecosistemi e preservare la biodiversità.

Secondo alcune stime se tutti gli italiani eliminassero un solo piatto di carne alla settimana, avremmo gli stessi benefici di tre milioni e mezzo di auto in meno sulle strade in un anno. Pensate a cosa succederebbe se questo accadesse ogni giorno! Non è un caso infatti che Greta Thunberg e altri attivisti di Fridays for Future scelgano di mangiare a base vegetale. 

COP26: basta “blablabla”, è ora di cambiare

Quest’anno, in occasione della COP26, i leader mondiali hanno l’occasione di cambiare il corso degli eventi per limitare le peggiori conseguenze del cambiamento climatico. E una delle iniziative lanciate dalla società civile per chiedere un sistema alimentare più sostenibile è il Plant Based Treaty, a cui ha aderito anche Essere Animali.

L’iniziativa si rivolge alla classe politica per porre il sistema alimentare al centro della lotta contro i cambiamenti climatici promuovendo il passaggio a un’alimentazione a base vegetale e la sensibilizzazione sui danni causati dall’allevamento degli animali. La sfida del futuro è mettere in pratica più azioni concrete e non continuare con i “bla bla bla”, per citare il celebre discorso di Greta Thunberg alla PreCOP di Milano.

Il nostro progetto MenoPerPiù è l’aiuto che mancava per farlo in azienda. Se vuoi sapere come portare la sostenibilità nella tua mensa: contattaci oppure aiutaci a spargere la voce.


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