Denunciato dai NAS un allevamento di mucche da latte dopo nostra indagine

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Simone Montuschi
Presidente

Bovini confinati in ambienti angusti e umidi, pavimenti ricoperti da uno spesso strato di letame, tanto da raggiungere le ginocchia degli animali e limitarne la libertà di movimento. È quello che si sono trovati davanti i NAS e i veterinari dell’ATS di Brescia in un allevamento che abbiamo segnalato dopo la nostra indagine.

Pochi mesi fa un nostro investigatore è entrato in un allevamento facente parte del Consorzio per la Tutela del Grana Padano in provincia di Brescia per documentare le condizioni di vita degli animali rinchiusi nella struttura. In seguito a questa indagine abbiamo segnalato la struttura alle autorità, il cui intervento ha portato a sanzioni e una denuncia.

La seconda indagine in un allevamento facente parte del Consorzio per la tutela del Grana Padano

Questa non è la prima volta che entriamo in un allevamento facente parte del Consorzio: a luglio di quest’anno, infatti, avevamo pubblicato una prima indagine svolta in provincia di Bergamo in cui mostravamo la crudele realtà che si nasconde dietro l’industria lattiero-casearia.

Il video di questa seconda indagine mostra gravissime carenze igienico-sanitarie e grave incuria: animali immersi nelle loro feci tanto da non riuscire a muoversi, stalle umide e coperte di pozze d’acqua e urina, decine di vitelli morti abbandonati. Altri vitelli, affetti da patologie, non vengono ricoverati in ambienti confortevoli, idonei a limitare le loro sofferenze e a favorire il decorso della malattia.

Sanzioni e denuncia: il controllo delle autorità

In seguito alla nostra segnalazione, i carabinieri del NAS e i veterinari dell’ATS di Brescia sono intervenuti nell’allevamento e hanno trovato diversi animali, in particolare vitelli, in pessime condizioni. Già in passato l’azienda, che alleva oltre settecento bovini, aveva mostrato non conformità. 

I veterinari dell’ATS hanno accertato diverse violazioni alle norme sul benessere animale, con multe che sfiorano i 10 mila euro, e hanno impartito numerose prescrizioni all’allevatore, che dovrà rispettare secondo un piano di interventi necessari a sanare le numerose carenze emerse dall’attività ispettiva.

Gli atti redatti in seguito al controllo verranno quindi trasmessi alla Procura della Repubblica di Brescia per il reato di detenzione di animali incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze (art. 727 comma 2 codice penale). Questo soprattutto a causa dello stato in cui vivevano gli animali, sofferenti e abbandonanti a loro stessi senza cure.

Quest’immagine è stata fatta dal nostro investigatore durante l’indagine sotto copertura nell’allevamento.
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Alessandro Ricciuti, responsabile del nostro team legale, ha dichiarato: 

«Ogni nuova denuncia ed esposto che depositiamo fa sgretolare la retorica dei “casi isolati”. Abbiamo ormai ampiamente dimostrato che il sistema di allevamento intensivo nasconde molteplici illegalità e che i controlli sono largamente insufficienti: ulteriore riprova è il fatto che le autorità erano completamente all’oscuro della situazione, nonostante presso l’allevamento fossero già state riscontrate precedenti irregolarità».

Non solo illegalità

Può sembrare difficile da credere, ma alcune delle pratiche più crudeli documentate in questa indagine sono consentite dalla legge, in particolar modo la separazione della madre dal suo vitello e i loro confinamento in box singoli dove non possono muoversi e soddisfare i loro bisogni etologici. 

Perciò con questa indagine non ci limitiamo a denunciare le illegalità, che pure sono frequenti negli allevamenti di mucche da latte, ma vogliamo anche gettare luce su ciò che l’attuale legislazione in materia di benessere animale prevede e tollera. Per questo motivo abbiamo aderito alla campagna No Animal Left Behind, coordinata da Eurogroup For Animals, con la quale 79 organizzazioni internazionali chiedono la completa revisione delle leggi UE sul benessere degli animali per cambiare una volta per tutte questa situazione, senza lasciare indietro nemmeno un animale.


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