Troppi incendi negli allevamenti intensivi: ecco le cause


Maria Mancuso
Web content editor

Ogni anno milioni di animali in tutto il mondo muoiono a causa degli incendi che scoppiano negli allevamenti intensivi. La mancanza di adeguati sistemi antincendio ed efficienti piani di evacuazione non lascia scampo agli animali rinchiusi.

L’estate è alle porte e per gli animali questo vuol dire un caldo asfissiante. Gli allevamenti intensivi sono luoghi sovraffollati, poco aerati, chiusi e soffocanti, in cui gli animali faticano a muoversi perché hanno poco spazio a disposizione, e dove il caldo non fa altro che esacerbare una situazione già di per sé insopportabile.  

Ma che sia estate o inverno, gli incendi nei capannoni lasciano poco scampo agli animali, che molto spesso muoiono perché non trovano vie di fuga. Dall’inizio dell’anno in Italia ci sono stati almeno 9 incendi, ma temiamo ce ne siano stati altri che non sono stati riportati dai media.

Il caso di Brescia e di Mantova: migliaia di uccelli bruciati vivi

Non ultimo quello avvenuto a febbraio di quest’anno in provincia di Brescia che ha portato alla morte di 7 mila pulcini di tacchino. Gli ambienti in cui vivevano gli animali erano riscaldati da stufe alimentate a GPL dalle quali potrebbe essere partita la scintilla che ha innescato l’incendio. 

Nel 2019 ce n’è stato uno ancora più grave: in un allevamento di Castiglione in provincia di Mantova sono morte 80.000 galline sfruttate per la produzione di uova. La causa sarebbe stato un inconveniente tecnico nel nastro trasportatore che raccoglie il letame. 

L’incendio a Romano di Lombardia: coinvolti 800 maiali

Nel tardo pomeriggio del 6 aprile un incendio è divampato in un allevamento intensivo di maiali, probabilmente a causa di un guasto all’impianto fotovoltaico presente sul tetto. In pochi minuti si è diffuso in tutta la struttura di circa 1000 metri quadrati e solo l’intervento dei vigili del fuoco ha permesso di domare le fiamme.

Tutti e 800 gli animali presenti nel capannone sono stati coinvolti e la maggior parte di loro ha presentato ferite e ustioni. Alcuni sono stati uccisi dalle fiamme, altri sono stati abbattuti perché gravemente feriti.

Il nostro team investigativo, venuto a conoscenza dell’incidente, si è recato sul posto per documentare ciò che stava accadendo.

Perché negli allevamenti intensivi scoppiano incendi?

Purtroppo non sempre è così facile chiarire quali siano i motivi dietro agli incendi, ma un report della no-profit statunitense Animal Welfare Institute, pubblicato nel 2018, ha messo in luce alcune delle principali ragioni per cui si verificano.

L’organizzazione ha analizzato i dati disponibili dal 2013 al 2017 e ha stabilito che la causa principale — nei casi in cui poteva essere determinata — è stato un uso improprio o un malfunzionamento dei dispositivi di riscaldamento elettrici e a seguire di altri dispositivi elettrici. In inverno infatti, secondo il report, gli incendi sono più frequenti che nel resto dell’anno, proprio a causa dell’utilizzo di stufe.  

Gli incendi però non si fermano mai, neanche in primavera. Ecco qualche esempio: ad aprile il tetto di un allevamento avicolo in provincia di Padova è andato a fuoco e 4000 polli sono morti. A maggio, in provincia di Cremona, un violento incendio partito dall’impianto fotovoltaico di un allevamento ha ucciso migliaia di galline ovaiole. A giugno, in provincia di Verona un fienile è andato in fiamme, ma questa volta per fortuna tutte le 500 mucche presenti nella stalla adiacente sono state salvate. 

La soluzione è chiudere gli allevamenti intensivi

Durante un incidente in un allevamento intensivo non esiste un piano di evacuazione per gli animali costretti a vivere nei capannoni e questo li porta ad essere due volte vittime di un sistema che prima di pensare alla loro sicurezza guarda al profitto.

Soprattutto non dobbiamo dimenticare che stiamo parlando di animali il cui destino è già stato segnato dalla nascita: anche quando si salvano da un incendio, la loro vita è comunque destinata a finire in un macello. Questo vuol dire che per salvare veramente questi animali l’unica soluzione è smettere di allevarli.