30 ore su un camion, il terribile trasporto degli agnelli per Pasqua

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30 ore su un camion, il terribile trasporto degli agnelli per Pasqua


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Francesco Ceccarelli
Responsabile investigazioni

Tra il 25 e il 28 marzo abbiamo percorso 2.500 km sulle autostrade al confine tra Italia e Slovenia per monitorare le condizioni in cui vengono trasportati gli agnelli diretti al macello per il periodo pasquale.

Ogni anno l’Italia importa centinaia di migliaia di agnelli da diversi Paesi europei, soprattutto da Ungheria e Romania. Nel 2019 sono stati 773.300, circa il 33% di tutti gli agnelli macellati nel nostro Paese. Il viaggio verso i macelli italiani è spesso una tortura per questi animali: trascorrono fino a 30 ore stipati in camion sovraffollati, senza cibo né acqua. 

Guarda il video

A pochi giorni dalla Pasqua, abbiamo deciso di svolgere un’indagine al confine tra Italia e Slovenia. A presidiare questa rotta — da dove nello stesso periodo dello scorso anno sono passati oltre 100.000 agnelli — c’erano assieme a noi altre organizzazioni, inclusa Animals’ Angels. Per 50 ore abbiamo seguito i camion provenienti dall’Est Europa e documentato le condizioni di viaggio in cui sono costretti gli animali. In alcuni casi abbiamo denunciato irregolarità alle autorità competenti. 

Cosa abbiamo visto durante l’indagine

Durante i giorni che abbiamo trascorso su strada, quattro dei camion che abbiamo seguito sono stati fermati dalla polizia, due di questi sono stati multati per spazio insufficiente e sistemi di abbeveraggio non idonei. Le sanzioni ammontano a 1300 e 3000 euro.

Un agnello prova a bere ma non riesce ad attivare il sistema di apertura dell’acqua.
© Animals’ Angels

Pochi giorni fa, un camion proveniente dall’Ungheria e diretto in Puglia fermato sull’A13 Bologna-Padova ha ricevuto una multa di 15.000 euro perché trasportava agnelli in condizioni limite, ed è notizia di ieri che un altro trasportatore di agnelli è stato multato (5.000 euro) dalla Polizia stradale nei pressi di Altedo (BO). In ogni caso si parla di cifre irrisorie se paragonate al guadagno che sta dietro un carico di agnelli nel periodo pasquale: dalle informazioni che abbiamo a disposizione, il valore di un carico di 500 agnelli si aggira attorno i 40 mila euro. Come denunciato nel corso degli ultimi anni da diverse organizzazioni tra cui Animals’ Angels, che si occupano nello specifico del trasporto di animali, la seppur minima normativa di riferimento, viene frequentemente infranta.

Controllo della Polizia stradale avvenuto dopo la nostra segnalazione nei pressi del casello autostradale di Firenze – Scandicci.
© Essere Animali

Trasporto di animali vivi: condizioni inaccettabili

Le principali problematiche che si riscontrano nel trasporto di agnelli sono:

  • sovraffollamento: gli animali sono troppo stipati perché non viene rispettata la densità prevista;
  • pericolo di ferimento: i camion non sono adatti al trasporto degli agnelli, per cui gli animali rimangono incastrati in spazi pericolosi col rischio di farsi male;
  • viaggi in condizioni di malessere: l’altezza dei ripiani non è sufficiente per distendere il collo toccando con la testa il tetto;
  • disidratazione: i beverini sono spesso non funzionanti e non adatti agli agnelli, i quali non sanno come usarli;
  • tragitti troppo lunghi: i viaggi durano 24-30 ore. Le principali nazioni di partenza sono Ungheria e Romania con destinazione Lazio o Puglia, dove si trovano grandi impianti di macellazione dedicati agli ovini.
Se mangiare cuccioli è gia da molte persone messo in discussione, trasportarli per un giorno intero è qualcosa di intollerabile, soprattutto se fatto nelle modalità che abbiamo documentato.

Con questa attività d’indagine, abbiamo voluto dare il nostro contributo alle campagne portate avanti da diverse organizzazioni europee per fermare, quantomeno, i lunghi viaggi che gli animali devono sopportare, anche in Europa.

Quest’anno a Pasqua #IoNonLoMangio

Ogni anno in Italia vengono macellati oltre 2 milioni di agnelli, di cui 300 mila solo a ridosso delle festività pasquali.

Vengono strappati alle loro madri ancora cuccioli e spesso sottoposti a forte stress e dolore prima di finire al macello. Vengono uccisi perché lo dice la tradizione, ma chi dice che le usanze non possono cambiare? Unisciti anche tu alla nostra campagna #IoNonLoMangio e scegli un menu pasquale senza crudeltà.


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