Bruciati vivi migliaia di tacchini a Brescia


Martina Scalini
Responsabile comunicazione

7 mila pulcini sono morti in un incendio divampato in un allevamento di tacchini in provincia di Brescia. Questo è l’ennesimo incidente che vede la morte di migliaia di animali. Appena ricevuta la notizia siamo andati sul posto.

La notte tra il 29 e il 30 gennaio un incendio ha distrutto un allevamento di tacchini ad Alfianello, un comune in provincia di Brescia. Appena ricevuta la notizia la nostra responsabile di Brescia Serena Capretti si è precipitata sul posto per documentare la situazione. Nonostante l’intervento dei Vigili del Fuoco, 7 mila pulcini sono rimasti intrappolati nella struttura, perdendo la vita nell’incendio.

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Incendi come questo non sono rari e come spesso accade anche stavolta pare che la causa sia stato un malfunzionamento tecnico, probabilmente all’impianto di riscaldamento. Gli ambienti in cui erano rinchiusi i circa diecimila pulcini erano riscaldati da stufe alimentate a GPL e forse da lì sarebbe partita la scintilla che ha innescato l’incendio.  

Confinare migliaia di animali ammassati in spazi così ristretti rende la loro vita miserabile e impedisce una via di fuga in casi di emergenza come questi. Non possiamo essere sicuri di quanti animali siano morti negli ultimi 12 mesi negli allevamenti italiani a causa di incendi o altri danni strutturali come il crollo di un tetto, ma da una rapida ricerca possiamo stimare che ammontino a oltre 200 mila.

Negli allevamenti, i tacchini vivono per circa 120 giorni ammassati in enormi capannoni. Dopo questo periodo, finiscono al macello.
© Essere Animali

Gli incidenti negli allevamenti intensivi non sono rari

A dicembre un incendio scoppiato all’interno di un capannone vicino Siena ha ucciso 500 pecore. A novembre 25 mila pulcini sono morti in un incendio in provincia di Forlì. Ad agosto la stessa fine è toccata a 150 mila galline morte carbonizzate in un allevamento di Eurovo vicino Fermo.

In estate, a causa del caldo, gli incendi negli allevamenti intensivi sono più frequenti. Nel 2019 un inconveniente tecnico nell’allevamento di Castiglione in provincia di Mantova ha ucciso 80.000 galline ovaiole. La miccia sarebbe partita da un cortocircuito nel meccanismo del nastro trasportatore che raccoglie il letame.

Negli allevamenti intensivi, il verificarsi di inconvenienti tecnici è favorito da un lato dal metano e dall’ammoniaca rilasciati dagli animali tenuti in condizioni anguste e sporche, dall’altro dalla mancanza di sistemi di sicurezza adeguati.

Durante un incidente in un allevamento intensivo, infatti, non esiste nessun piano di evacuazione per gli animali rinchiusi, che si ritrovano ad essere due volte vittime di un sistema che pensa solo al profitto a danno della loro sicurezza.