Allarme aviaria: confermati primi umani contagiati dal H5N8 in Russia


Maria Mancuso
Web content editor

Per la prima volta, un ceppo d’influenza aviaria (H5N8) è stato rinvenuto negli esseri umani. È successo in Russia a sette lavoratori entrati a contatto con animali infetti in un allevamento.

La Russia ha segnalato all’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la trasmissione di H5N8 da pollame infetto agli esseri umani. Il contagio sarebbe avvenuto a dicembre in un allevamento di polli. Al momento i lavoratori sono in buona salute e non sembrano aver contagiato altri esseri umani, ma non per questo bisogna abbassare la guardia o sminuire l’accaduto.

Questo avvenimento segnala ciò che sembra ormai inevitabile: una mutazione che sia capace di diffondersi tra gli esseri umani. Altri ceppi di influenza aviaria hanno contagiato l’essere umano in passato e al momento non possiamo sapere quante mutazioni manchino prima che il virus impari a trasmettersi agilmente da una persona all’altra.

È proprio quello che è successo con il Sars-CoV-2, un coronavirus che a un certo punto ha acquisito le capacità ‒ e l’opportunità ‒ di trasmettersi all’essere umano e soprattutto tra gli esseri umani. Con le potenzialità quindi di diventare una pandemia. Purtroppo per noi però, mentre il tasso di letalità del COVID-19 è di circa il 3%, quello dell’influenza aviaria si attesta al 60%. Una differenza colossale.

Focolai di influenza aviaria in tutto il mondo

Poco meno di un mese fa abbiamo parlato dei focolai di aviaria ‒ e dei conseguenti abbattimenti ‒ negli allevamenti di tutto il mondo. Russia, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito, Giappone, India e anche Italia, sono solo alcuni dei Paesi in cui il virus è stato rinvenuto.

Paesi che non solo si ritrovano ad affrontare questa emergenza, ma anche quella della pandemia di SARS-CoV-2. La soluzione più adeguata e prudente per la tutela della salute pubblica dovrebbe portare all’eliminazione delle fonti di contagio più pericolose e dannose, come l’allevamento di visoni. Ogni singolo allevamento di visoni, infatti, è a rischio coronavirus e nuove mutazioni potrebbero mettere a rischio l’efficacia dei vaccini. L’allarme arriva da organizzazioni autorevoli quali l’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e l’ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie: ecco perché chiediamo il divieto di allevamento di visoni e altri animali da pelliccia in Italia.

Le zoonosi sono un rischio globale: bisogna cambiare

Mentre il mondo affronta con difficoltà la pandemia di SARS-CoV-2, ci ritroviamo a fare i conti con una minaccia nuova e assai più pericolosa. Ma c’è un’alimentazione che non ha mai dato origine a nessuna epidemia: quella vegetale. Scopri Io Scelgo Veg, il nostro sito di cucina e informazione e scegli un’alimentazione amica degli animali, del Pianeta e delle persone.

È necessario rivedere la nostra alimentazione per tutelare e salvaguardare gli animali e per mettere al sicuro la salute globale. Scopri come farlo al meglio!