Al Tg1 la nostra terribile indagine negli allevamenti del Prosciutto DOP


Francesco Ceccarelli
Responsabile investigazioni

Siamo usciti questa sera con una nuova indagine condotta in due allevamenti che risultano essere fornitori del Prosciutto DOP, documentate feroci violenze sui maiali, anche su suinetti di pochi giorni di vita.

Le immagini, diffuse nell’edizione serale del Tg1 e realizzate con una telecamera nascosta da un investigatore sotto copertura assunto come operaio, mostrano animali colpiti con spranghe di ferro e scosse elettriche.

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«Ancora un’indagine che mostra la brutalità degli allevamenti intensivi, dove gli animali vivono confinati in capannoni bui, sporchi e pochi operatori sono costretti a gestire migliaia di animali, finendo – come spesso abbiamo documentato – a non percepire più il confine tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e a commettere gesti di inaudita crudeltà. Non si tratta di casi isolati, gli allevamenti devono essere riformati, è necessario abbandonare il sistema intensivo.» Simone Montuschi, presidente di Essere Animali

Un’indagine in 2 allevamenti

Gli allevamenti si trovano in provincia di Verona e Pavia e i maiali allevati risultano essere destinati alla produzione DOP, come Prosciutto di Parma e Prosciutto San Daniele.

Immagine presa dal video realizzato nell’allevamento in provincia di Verona.
© Essere Animali

Nell’allevamento in provincia di Verona sono stati documentati ripetuti comportamenti cruenti degli operatori durante la movimentazione degli animali, colpiti in più occasioni sul muso con spranghe di ferro, inseguiti, afferrati per le orecchie, trascinati per metri sul cemento e infine gettati a terra. Anche alle scrofe e ai suinetti non vengono risparmiate violenze. Una scrofa rinchiusa in una gabbia parto viene presa a calci, mentre i suinetti sono letteralmente lanciati all’interno di un carrello e in alcuni casi bloccati calpestandoli con gli stivali.

Immagine presa dal video realizzato nell’allevamento in provincia di Verona.
© Essere Animali

Più volte l’investigatore ha assistito all’uccisione dei maiali malati o deboli, effettuata con metodi approssimativi e per questo causa di agonia per gli animali. I suinetti malati, per cui si rende necessaria la soppressione per non procurare loro sofferenze evitabili, andrebbero abbattuti con modalità che portano a morte istantanea, mentre gli operatori dell’allevamento scaraventano a terra più volte i suinetti, non prestando alcuna attenzione durante questa operazione così delicata.

Nell’allevamento in provincia di Pavia, l’investigatore di Essere Animali ha filmato le operazioni di carico dei maiali verso il macello. Anche in questo allevamento, gli operatori utilizzano procedure irregolari che causano dolore agli animali, che vengono movimentati nei corridoi e condotti sulla rampa di carico con calci e con l’utilizzo di strumenti che trasmettono scossa elettrica.

Immagine presa dal video realizzato nell’allevamento in provincia di Pavia.
© Essere Animali

Riguardo all’utilizzo del teaser elettrico, il Regolamento (CE) n. 1/2005 prevede che la scarica sia utilizzata solo su animali che rifiutano di spostarsi e solo se hanno davanti a sé spazio per muoversi. Le scariche non dovrebbero durare più di un secondo e colpire soltanto i muscoli posteriori degli animali. Nell’allevamento indagato invece, gli operatori utilizzano il teaser direttamente sul muso dei maiali, in modo ripetuto, anche quando questo non reagisce o non ha possibilità di muoversi.

Di fronte alla mole di materiale video che abbiamo prodotto negli anni, la tesi del caso isolato non regge più.

«Non è la prima volta che documentiamo simili comportamenti nei confronti degli animali, anche in altri allevamenti fornitori del circuito delle produzioni DOP. Queste violenze sono il risultato di un sistema intensivo di allevamento che, oltre a essere crudele verso gli animali, rinchiusi in spazi angusti senza la possibilità di vedere mai la luce del giorno, ha gravi ripercussioni anche sugli esseri umani che vi lavorano, che diventano desensibilizzati di fronte alla sofferenza degli animali.» Simone Montuschi

Oltre ai comportamenti degli operatori, che prontamente abbiamo denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona per i presunti reati di uccisione di animali, 544 bis c.p. e maltrattamento di animali 544 ter c.p., le immagini mostrano anche diverse problematiche del sistema intensivo di allevamento che si ripercuotono direttamente sul benessere degli animali.

Documentate pratiche crudeli ma consentite dalla legge

Alcune scrofe rinchiuse nelle gabbie di gestazione presentano infezioni agli organi riproduttivi, presumibilmente una conseguenza dei continui parti indotti dalle inseminazioni artificiali. Negli allevamenti, infatti, le scrofe trascorrono circa metà della loro vita in gabbie così strette da impedire loro la maggior parte dei movimenti e vengono nuovamente inseminate a poco più di un mese dal precedente parto.

Una scrofa in una gabbia parto. Le dimensioni di questo box metallico sono di 190 x 75 e alte 80 cm.
© Essere Animali

I suinetti di pochi giorni di vita subiscono inoltre mutilazioni come il taglio sistematico della coda e, se maschi, la castrazione chirurgica. Operazioni condotte sulla quasi totalità dei maiali allevati in Italia, senza l’utilizzo di anestesia e analgesia. Il taglio sistematico della coda, un’operazione illegale nell’Unione Europea, ma purtroppo ancora molto diffusa in Italia, viene effettuata per limitare le morsicature fra gli animali i quali, stressati dal sistema di allevamento, tendono ad aggredirsi fra loro. Per prevenire il cannibalismo andrebbero invece adottate una serie di misure, tra cui l’utilizzo di arricchimenti ambientali, ovvero materiali che consentono agli animali adeguate attività di esplorazione e manipolazione, assenti nell’allevamento oggetto di indagine.

La castrazione chirurgica dei suinetti maschi viene invece effettuata per prevenire l’odore di verro, un sapore sgradevole che può presentarsi durante il consumo della carne di suini non castrati che abbiano raggiunto la pubertà. I suinetti vengono castrati soprattutto per le filiere DOP, per cui sono macellati maiali con un’età e un peso più elevato rispetto alle produzioni standard. L’operazione è condannata dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e dalla Federazione dei Veterinari Europei (FVE).

È ora di fermare queste crudeltà

Per contrastare i comportamenti crudeli degli operatori, documentati più volte con le nostre indagini e le numerose problematiche degli allevamenti è necessario abbandonare il sistema di produzione intensiva. Essere Animali ha lanciato una petizione per la riforma delle leggi a protezione degli animali, ma è necessario intervenire anche sulle nostre abitudini quotidiane, scegliendo un’alimentazione cruelty-free.