Chiude l’allevamento di visoni di Scorzè (VE)!


Simone Montuschi
Presidente

L’allevatore conferma la chiusura a causa delle pressioni delle associazioni per i diritti animali e per le restrizioni imposte agli allevamenti a causa delle infezioni da SARS-CoV-2 rilevate nei visoni in numerosi Paesi del mondo e i casi conclamati di passaggio del virus dai visoni all’essere umano.

Solo un mese fa abbiamo fatto affiggere a Scorzè decine di manifesti per informare i cittadini sulle problematiche etiche e sanitarie che comportano gli allevamenti di visoni. Una delle ultime iniziative della nostra campagna Visoni Liberi con cui da anni chiediamo al Governo l’introduzione di un divieto di allevamento di animali per la produzione di pellicce, luoghi crudeli verso gli animali e pericolosi per la salute pubblica.

Affissione a Scorzè
Il cartello che abbiamo affisso a Scorzè (VE) per allertare i cittadini sulle problematiche etiche e sanitarie degli allevamenti di visoni.
© Essere Animali

L’Ordinanza del 21 novembre è insufficiente

In Italia restano attivi solo sette allevamenti di visoni e attualmente è in vigore l’Ordinanza del Ministero della Salute emessa il 21 novembre che ha sospeso questi allevamenti fino a fine febbraio. Sin da subito abbiamo criticato questo provvedimento, in quanto misura insufficiente.

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Infatti, le riproduzioni dei visoni negli allevamenti avvengono a marzo e, a oggi, non si sa ancora se gli allevatori saranno autorizzati a far riprodurre migliaia di visoni destinati a soffrire negli allevamenti e potenzialmente pericolosi per l’essere umano. Gli allevamenti vanno subito vietati senza attendere altro tempo.

Il caso di Capralba

Nel frattempo, migliaia di visoni in Italia sono stati uccisi per la produzione di pelliccia o a causa dell’emergenza coronavirus, come nell’allevamento di Capralba (CR) dove sono stati rinvenuti casi di visoni infetti i quali, come successo in Danimarca, sono stati uccisi in una camera a gas e gettati con la pala del trattore in un cassone per poi essere inceneriti. 
Il nostro team investigativo è riuscito a filmare le immagini drammatiche dell’abbattimento grazie all’utilizzo di un drone, diffuse anche dal Tg1.

L’unica strada è il divieto di allevamento

Ieri abbiamo appreso dell’uccisione degli ultimi 400 animali rinchiusi nell’allevamento di Scorzè, le cui gabbie potevano contenere sino 1.300 visoni. Un fatto tristissimo, ma inevitabile, in quanto con l’emergenza coronavirus e l’ordinanza del Ministro i visoni non possono nemmeno essere movimentati fuori dall’allevamento.

L’unica strada per salvare i visoni è un divieto totale di allevamento. Da anni chiediamo che le gabbie in cui i visoni vivono rinchiusi, con ferite e comportamenti stereotipati — come le nostre investigazioni hanno ampiamente documentato — devono restare vuote per sempre, così come le terribili camere a gas utilizzate per uccidere i visoni.

Sapere che un altro allevamento è stato chiuso per sempre dopo anni di campagna è un buon passo verso quella strada. E noi continueremo a percorrerla fino alla fine.