La carne coltivata sarà l’alternativa alla sofferenza degli animali?


Maria Mancuso
Web content editor

L’industria della carne causa sofferenze atroci agli animali, è tra le più inquinanti al mondo e produce tonnellate di gas serra. La carne coltivata può essere un’alternativa?

Oltre a contribuire alla distruzione degli ecosistemi e al riscaldamento delle temperature globali, l’industria della carne è colpevole di provocare sofferenze a miliardi di animali. Consumare più prodotti a base vegetale, come cereali, legumi e verdure, è sicuramente l’atto più importante che si può fare affinché le loro sofferenze vengano risparmiate e la nostra salute ne giovi. Ma diverse aziende stanno lavorando alla creazione di carne “coltivata” che non comporta l’uccisione di nessun animale e, secondo molti, questa sarà la carne del futuro. Ma cos’è la carne coltivata e come si produce?

La coltura cellulare: come si produce la carne coltivata?

La tecnica in questione viene chiamata “coltura cellulare” e i suoi prodotti sono noti come carne “coltivata” in laboratorio. Nella pratica funziona accumulando tessuto muscolare da una manciata di cellule prelevate da un animale, che vengono nutrite in un bioreattore e alimentate con uno speciale “brodo nutritivo”. La tecnica è molto recente e il primo burger di carne coltivata è stato cucinato e mangiato nel 2013 al costo di $330.000.

All’inizio di quest’anno, la Memphis Meats, una delle principali startup produttrici della carne coltivata della Silicon Valley, ha dichiarato di essere vicina alla costruzione del suo primo impianto di produzione pilota negli Stati Uniti. Aumentando la produzione su scala industriale, afferma l’azienda, il costo si abbasserà, rendendo questo prodotto decisamente più accessibile ai consumatori.

pancakes laboratorio essere animali
Pancakes salati con bacon realizzato in laboratorio dall’azienda Higher Stakes.
© Higher Stakes

Altri operatori nel settore sono la Future Meat Technologies con base in Israele, che nell’ottobre 2019 ha annunciato la costruzione di un impianto a sud di Tel Aviv; e la Eat Just Inc., con base a San Francisco e un impianto che usa bioreattori da mille litri. Ma sono almeno 50 le startup in tutto il mondo che sono impegnate nella produzione di carne coltivata — con il cell-based beef, cioè il manzo coltivato, che registra il maggior numero di progetti. 

Oltre alla produzione di carne di manzo, pollo, maiale, queste aziende stanno anche progettando uova, latte e derivati, pesci e molluschi, tutti prodotti attraverso la coltura cellulare. In Finlandia, alcuni ricercatori hanno addirittura messo a punto una tecnica per produrre una proteina utilizzando solamente acqua, aria ed elettricità.

Pochi giorni fa, Singapore è stato il primo Paese ad approvare la vendita di pollo coltivato in bioreattori da Eat Just Inc. La decisione delle autorità di approvare il consumo di questa carne segna secondo molti un momento fondamentale per tutto il settore. I piatti a base di carne di pollo coltivato di Eat Just saranno preparati e venduti al pubblico per la prima volta sabato 19 dicembre nel club 1880 a Singapore.

Il fondatore del 1880, Marc Nicholson, ha dichiarato: «Siamo onorati di ospitare il lancio globale del primo prodotto a base di carne coltivata di Eat Just. Questo è un passo rivoluzionario verso una soluzione per il cambiamento climatico e un’opportunità per nutrire il Pianeta senza distruggerlo».

Questo video mostra la visione di Eat Just Inc. sulla carne coltivata.

I vantaggi

Secondo i produttori di carne coltivata in laboratorio, questo tipo di alimento motiverà al consumo soprattutto chi mangia carne e altri prodotti animali. Per molti di questi, infatti, l’alimentazione vegana appare troppo difficile o sacrificante — pur non essendolo affatto — e i sostituti della carne a base vegetale non abbastanza «verosimili». Per questo motivo, in molti credono che la carne coltivata rappresenti un buon compromesso che va  incontro alle abitudini della maggior parte della popolazione mondiale, ma anche ad alcune delle istanze di chi difende gli animali e la salute del Pianeta. E difatti le aziende che stanno investendo in questa tecnica sono per lo più fondate da vegani e ambientalisti che vedono in questa strada una soluzione.

salsicce padella laboratorio essere animali
Salsicce in padella con carne realizzata in laboratorio dall’azienda Higher Stakes.
© Higher Stakes

Questo alimento, se prodotto su scala industriale, potrebbe arrivare a evitare l’uccisione di milioni, se non miliardi, di animali ogni anno, evitando il consumo di antibiotici e ormoni negli animali e i problemi di contaminazione batterica. Inoltre, una volta ingrandito il mercato, il consumo di risorse idriche e di suolo sarà molto inferiore rispetto a quelle necessarie per la produzione di carne convenzionale — per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, alcuni studi dimostrano che la carne coltivata sarebbe dal 2000 al 4000% più efficiente in termini di uso del suolo rispetto all’allevamento di bovini. Infine, non meno importante è il fatto che questa produzione ridurrebbe drasticamente la necessità di deforestare intere aree in tutto il mondo, prima fra tutte la foresta amazzonica. 

Fonte: The Good Food Institute, “Growing meat sustainably: the cultivated meat revolution”.
© Essere Animali

Come hanno dimostrato ormai decine e decine di studi, l’impatto della produzione di carne e prodotti animali sul pianeta è pesantissimo. Ci viene spesso ricordato che se le mucche fossero un pianeta sarebbero il terzo produttore di gas serra al mondo. Un recente studio ha stabilito che negli ultimi dieci anni, gli allevamenti intensivi europei hanno inquinato più di tutte le auto e i furgoni in circolazione nell’UE.

Le conseguenze di questa produzione sono visibili anche in Italia. Per fare solo un esempio, in molte zone della Lombardia, regione in cui vive il 50% dei suini presenti nell’intero Paese (4.3 milioni di capi), viene sistematicamente superato il limite legale di azoto al campo annuo che deriva dalle deiezioni animali. Questo fa sì che i liquami diventino un fattore inquinante dell’ambiente con rischi di salute molto gravi, soprattutto a carico di neonati e bambini. A Brescia si è scoperto che gli allevamenti intensivi di maiali riempiono di farmaci e antibiotici i fiumi

Le controversie

Uno studio pubblicato nel 2019 conclude che riguardo le emissioni di gas serra la carne coltivata in laboratorio potrebbe sul lungo periodo non portare i benefici aspettati. Gli autori della ricerca, tuttavia, basano i loro presupposti sull’idea che le fonti di energia utilizzate per produrre carne coltivata continueranno a essere le stesse che utilizziamo oggi, vale a dire principalmente combustibili fossili. In aggiunta, lo studio ipotizza che questo si protrarrà per i prossimi 1000 anni, previsione poco probabile. Se invece venisse impiegata energia proveniente da fonti pulite, come quella solare o eolica, i risultati sarebbero ampiamente diversi: le emissioni si ridurrebbero tra il 40 e l’80%.

Una problematica di questo prodotto era legata al brodo di coltura, visto che quello utilizzato inizialmente era composto da siero fetale bovino, tuttavia aziende come Mosa Meat e Eat Just Inc. hanno già superato il problema creando e utilizzando un brodo di coltura vegetale che è adesso il nuovo standard. Alcuni sollevano inoltre questioni morali che bisogna considerare quando si parla di carne coltivata, perché il materiale di partenza sono cellule animali. Per i bovini si tratta di un prelievo con una siringa, sicuramente un metodo non molto invasivo o doloroso, ma è un dato di fatto che si tratta di un sistema che alla base rimane dipendente, anche se in numeri incredibilmente bassi, dagli animali. 

Invece Just Inc per creare la carne di pollo coltivata, al posto delle cellule muscolari, hanno scelto di utilizzare le cellule delle penne che un animale ha perso naturalmente. Il pollo Ian, che ha fornito la prima penna per questa produzione, vive in un rifugio per animali.

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Sushi maki con verdure e salmone realizzato in laboratorio da Higher Stakes.
© Higher Stakes

Le cose devono cambiare

Senza un cambiamento deciso verso diete più sostenibili, ci sono poche possibilità di salvare il destino del pianeta. Mangiare carne realizzata in laboratorio è solo un modo per ridurre la sofferenza degli animali, ma eliminare del tutto la carne e i derivati dal proprio piatto non è difficile, anzi. Esistono moltissime iniziative, tra cui Veganuary, che possono aiutarti a farlo.

L’anno scorso quasi 15,000 persone in tutta Italia hanno provato l’alimentazione vegetale a gennaio. Unisciti anche tu: iscriviti a Veganuary 2021 e scopri come può essere facile e gustoso mangiare vegetale.