La Polonia verso il divieto di allevamenti da pelliccia


Simone Montuschi
Presidente di Essere Aniamali

La scorsa settimana i parlamentari polacchi hanno votato a favore di una proposta di legge che modifica la normativa sulla protezione degli animali, incluso un emendamento che prevede il divieto di allevare animali da pelliccia.

La Camera del Parlamento polacco ha votato sì al disegno di legge che vieta definitivamente l’allevamento di animali finalizzato alla produzione di pellicce. Un importante passo avanti che attende ora la conferma anche dal Senato. Si tratta di un voto dalla portata storica perché la Polonia risulta, ancora oggi, il terzo produttore al mondo di pellicce con più di 5 milioni di animali uccisi ogni anno.

In Italia, invece, sono 13 gli allevamenti di visoni ancora attivi. Grazie alle nostre indagini sotto copertura e alla campagna #VisoniLiberi sono molte le strutture che hanno chiusi i battenti, ma rilanciamo il nostro appello al Governo e al Parlamento per bandire questa industria, che rappresenta una crudeltà verso gli animali e un problema di salute pubblica.

Un voto storico per la Polonia: un primo sì alla Camera per bandire le pellicce

Venerdì 18 settembre sarà ricordata come una giornata storica per gli animali sfruttati in Polonia: con ben 356 voti favorevoli su un totale di 460 parlamentari la legge Five For Animals, che vieterebbe l’allevamento per gli animali da pelliccia, è passata al voto del Sejm (la Camera del Parlamento polacco) con il 77% di voti a favore.

Ora dovrà passare al vaglio del Senato che avrà 30 giorni (a partire dal 18 settembre) per confermare questa vittoria per gli animali. Se il disegno di legge venisse approvato anche dal Senato, riceverà la firma del Presidente, diventando così una legge effettiva. Purtroppo la discussione in Senato non è solo una formalità: la legge ha suscitato le proteste di allevatori e operatori del settore che chiedono un dietrofront.

Una vittoria per gli animali sfruttati per le pellicce, ma non solo: il disegno di legge Five For Animals permetterà anche ulteriori misure a favore di tutti gli animali, prevedendo il divieto di macellazione rituale (fatta senza lo stordimento preventivo), il divieto di impiegare animali nei circhi e maggiori tutele per cani e gatti.

La decisione arriva dopo pochi giorni dalla divulgazione, da parte di Anima International, dei filmati girati nell’allevamento di visoni di Góreczki, molto probabilmente il più grande allevamento di pellicce al mondo. L’organizzazione animalista ha condotto un’indagine sotto copertura durante l’estate, portando alla luce la crudele realtà all’interno dello stabilimento.

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Le immagini mostrano condizioni di grave sofferenza, ma che sono del tutto in linea con quelle degli allevamenti di visoni in altri Paesi europei, inclusa l’Italia. Anche i nostri investigatori hanno documentato più volte le condizioni dei visoni negli allevamenti italiani, filmando animali con comportamenti stereotipati, feriti e cadaveri nelle gabbie a stretto contatto con quelli vivi.

Tra le nostre azioni a difesa di questi animali ricordiamo l’occupazione dell’allevamento di visoni a Mantova, le denunce per maltrattamento di animali e per la presenza di coperture in amianto, particolarmente pericolose per la salute degli esseri umani. Denunce che ci hanno permesso di comunicare la chiusura, negli ultimi 3 anni, di 9 allevamenti di visoni. Chiuderne alcuni però non è abbastanza: anche l’Italia deve introdurre una legge che vieti del tutto l’allevamento di animali da pelliccia, così come molti Paesi europei hanno già fatto.

Corteo per l’abolizione degli allevamenti di visoni. Modena, 2013.
© Essere Animali

La Polonia non è la sola infatti: in Europa questi allevamenti sono vietati o rigidamente normati in ben 15 Stati. Ad agosto il collettivo dei ministri e dei segretari di Stato dei Paesi Bassi ha annunciato che l’allevamento di visoni sarà vietato in Olanda da marzo 2021, anticipando il termine ultimo per la dismissione degli allevamenti di tre anni. Difatti, il governo olandese aveva già scelto nel 2013 di vietarli, ma inizialmente il bando sarebbe dovuto entrare in vigore a partire dal 2024.

La decisione è stata sollecitata dalla diffusione del COVID-19 all’interno degli allevamenti di visoni, sia tra gli animali, che tra i dipendenti. Ad agosto erano oltre 40 le aziende olandesi in cui è stato riscontrato il virus, un terzo del totale. Secondo le autorità olandesi è plausibile che siano stati i visoni a contagiare i lavoratori degli allevamenti.

Oltre ai casi in Olanda, il coronavirus è stato rilevato anche in visoni presenti negli allevamenti in Danimarca, Spagna, e Stati Uniti. Migliaia di animali sono stati uccisi per scopi dichiarati preventivi. In Italia, il Ministero della Salute si è limitato a stilare un Protocollo Covid che prevede che gli allevamenti debbano essere messi in isolamento solo in caso di presenza di sintomi di coronavirus.

La risposta del Ministero è molto timida e non tiene in considerazione casi di visoni infetti ma asintomatici, quindi comunque potenziali serbatoi di virus. Anche il Governo italiano deve seguire l’esempio olandese e vietare questa pratica, considerata crudele dalla quasi totalità degli italiani.