Anche la Francia dice no alla produzione di pelliccia


Maria Mancuso
Web content editor di Essere Animali

È di oggi la notizia che anche la Francia chiuderà gli allevamenti di animali da pelliccia. Sempre più Paesi stanno prendendo le distanze dalla crudeltà sugli animali: anche l’Italia deve seguire l’esempio. 

Il divieto è stato annunciato oggi dalla ministra per la Transizione Ecologica Barbara Pompili ed entrerà in vigore dopo un periodo transitorio di 5 anni, cioè a partire dal 2025. Oltre a quello contro la produzione di pellicce, le misure annunciate includono anche il divieto di impiegare animali selvatici nei circhi. 

Non solo in Francia

Francia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia: sono solo alcuni dei Paesi che hanno deciso di chiudere gli allevamenti di animali da pelliccia in Europa. Altri invece hanno deciso di adottare norme sul benessere più rigorose che rendono questa attività meno redditizia o quasi impossibile.

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Qualche giorno fa anche la Polonia ha fatto un grande passo avanti verso la stessa direzione: la Camera del Parlamento ha votato sì al disegno di legge che vieta definitivamente l’allevamento di animali finalizzato alla produzione di pellicce. Un voto dalla portata storica, perché la Polonia è a oggi il terzo produttore al mondo di pellicce; con più di 5 milioni di animali uccisi ogni anno. La legge dovrà passare al vaglio del Senato che avrà 30 giorni (a partire dal 18 settembre) per confermare questa vittoria per gli animali. 

Nei Paesi Bassi invece è stato deciso di anticipare a marzo 2021 il divieto che sarebbe dovuto entrare in vigore nel 2024. La ragione che ha spinto il Nederlands kabine – il collettivo dei ministri e dei segretari di stato dei Paesi Bassi – a prendere questa decisione sono i numerosi contagi di COVID-19 che ha interessato quasi la metà degli allevamenti di visoni nel Paese.

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La Gran Bretagna d’altro canto potrebbe prendere una decisione ancora più rivoluzionaria. Nel Paese l’allevamento di animali da pelliccia è vietato dal 2000, ma alcuni ministri stanno lavorando a un piano per vietare anche l’importazione di questi prodotti dopo l’uscita dall’UE. Il cambiamento interesserebbe le importazioni di quasi 200 milioni di sterline di pellicce e prodotti a base di pellicce ogni anno, molti dei quali provengono dall’Europa continentale.

La situazione in Italia

In Italia sono circa dieci gli allevamenti di visoni ancora attivi e ogni anno al loro interno vengono uccisi fino a 100.000 visoni. Grazie alla nostra campagna #VisoniLiberi negli anni siamo riusciti a chiudere molti allevamenti presenti sul nostro territorio, ma non basta: vogliamo lo stesso risultato ottenuto in altri Paesi dell’Unione Europea. Partecipa anche tu alla campagna!