Le Nazioni Unite avvertono: l’allevamento intensivo è causa di pandemie


Maria Mancuso
Web content editor di Essere Animali

Nel report pubblicato il 6 luglio scorso le Nazioni Unite hanno inserito l’allevamento intensivo tra i fattori di rischio che provocano l’insorgenza di pandemie.

Dopo qualche mese dall’inizio dell’emergenza globale causata dal COVID-19 il Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) e l’Istituto Internazionale di Ricerca Zootecnica (ILRI) hanno pubblicato lo studio Preventing the next pandemic – Zoonotic diseases and how to break the chain of transmission (Evitare la prossima pandemia – le malattie zoonotiche e come rompere la catena della trasmissione). 

Gli autori avvertono che future epidemie emergeranno presto «a meno che i governi non prendano attivamente misure che impediscano che altre malattie zoonotiche si diffondano tra la popolazione umana».

Secondo la valutazione scientifica delle Nazioni Unite, tre dei dieci punti fondamentali che gli esponenti politici di tutto il mondo devono necessariamente prendere in considerazione sono:

1. La frequenza e la prevedibilità delle epidemie

Secondo lo studio, la frequenza con cui i microrganismi patogeni eseguono il salto di specie dagli animali agli esseri umani stanno aumentando, perché le attività umane legate alla produzione di cibo sono sempre più insostenibili. Le pandemie come il COVID-19 sono «prevedibili» e possono essere considerate «il risultato preannunciato del modo in cui la popolazione umana si procura e produce cibo, commercia e consuma animali e infine altera l’ambiente circostante».

2. Connessioni e complessità

Gli studiosi affermano che le interconnessioni tra ambiente, biodiversità e l’emergere di virus sono complesse. Mentre gli animali selvatici sono la fonte più comune di malattie infettive, gli animali negli allevamenti possono rappresentare la causa originale, il canale di trasmissione o quello di amplificazione di malattie zoonotiche. Questi legami – così come l’interconnessione con elementi come la qualità dell’aria e dell’acqua, la sicurezza alimentare, la dieta e la salute psicofisica – dovrebbero trovarsi al centro delle politiche volte a far fronte alle sfide che questo tipo di malattie rappresentano per gli esseri umani. 

3. Elementi di trasmissione di malattie

Gli autori hanno identificato sette fattori che favoriscono l’emergere di malattie zoonotiche e tra queste al primo e al secondo posto ci sono l’aumento della domanda di proteine animali e le forme intensive di allevamento e agricoltura.

Gli esperti avvertono che la situazione è critica e se non invertiamo la rotta emergeranno presto nuove pandemie.
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Non solo covid-19

Come abbiamo raccontato in passato, il COVID-19 appartiene a una lunga serie di malattie zoonotiche. Rientrano in questa categoria SARS, Ebola, Zika, Mers, le infezioni da Escherichia coli, Campylobacter e Salmonella, oltre all’influenza aviaria e a quella suina che proliferano negli allevamenti intensivi. 

Alcune di queste si sono sviluppate in animali selvatici e hanno fatto il salto di specie attraverso un ospite intermedio, in alcuni casi un animale da allevamento. Altre si sono sviluppate negli allevamenti intensivi, veri e propri incubatori di virus.

È di un paio di settimane fa la notizia che in Cina è stato individuatoun virus con potenziale pandemico tra dei maiali, si tratterebbe dell’ennesima malattia diffusasi in un allevamento intensivo e che potrebbe in futuro sviluppare la capacità di trasmettersi agli esseri umani.

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L’elemento comune di tutti questi virus è uno solo: lo sfruttamento degli animali. Non lo diciamo solo noi, sempre più pubblicazioni dimostrano che più grandi sono gli allevamenti, più letali sono i virus che qui vengono alla luce.

Come citato dal nuovo rapporto pubblicato qualche giorno fa dall’organizzazione globale ProVeg International, l’allevamento intensivo di animali è da considerarsi probabilmente come «il comportamento umano più rischioso in relazione alle pandemie».

I segnali sono lampanti: dobbiamo invertire la rotta prima che sia troppo tardi.

È necessario rivedere la nostra alimentazione per tutelare e salvaguardare gli animali e per mettere al sicuro la salute globale. Scopri come farlo al meglio!