Eurovo abbandona fornitore dopo la nostra indagine

Carico violento delle galline verso il macello
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Eurovo abbandona fornitore dopo la nostra indagine


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Simone Montuschi
Presidente di Essere Aniamali

Dopo l’indagine in cui abbiamo documentato maltrattamenti sulle galline, il Gruppo Eurovo ci ha comunicato di aver chiuso definitivamente i rapporti di fornitura con l’azienda proprietaria degli allevamenti in cui sono state filmate le violenze.

Per gli animali e per il movimento che vuole che siano riconosciuti i loro diritti questa notizia può avere ripercussioni positive. Non si tratta di una vittoria, come comunemente chiameremmo il raggiungimento di un obiettivo di una campagna in difesa degli animali, oppure un cambiamento politico o culturale che si traduce nella salvezza di animali prima sfruttati, ma è comunque un avvenimento che non deve passare inosservato.

Cosa è successo

Il Tg1 diffonde la nostra indagine negli allevamenti di galline

Nell’ottobre del 2019 abbiamo diffuso un’indagine realizzata in alcuni allevamenti di galline in gabbia e a terra, situati in diverse province dell’Emilia-Romagna e di proprietà di un’unica azienda che rifornisce marchi di uova che troviamo comunemente al supermercato, tra cui le Naturelle, un noto marchio del Gruppo Eurovo. L’indagine, realizzata grazie a un nostro investigatore sotto copertura assunto presso l’azienda, ha svelato comportamenti violenti degli operatori nei confronti degli animali, sia durante gli spostamenti che al momento dell’uccisione delle galline malate, alcune lasciate agonizzare.

In seguito a queste immagini, andate in onda anche su diversi telegiornali nazionali, come Tg1, Tg2, Tg3, il Gruppo Eurovo ci ha comunicato di aver chiuso definitivamente i rapporti di fornitura con l’azienda proprietaria degli allevamenti. Da un punto di vista legale prosegue invece l’attività della magistratura, impegnata nel ricostruire tutti gli aspetti che avevamo messo in evidenza con la nostra denuncia, che si riferiscono non solo alle condizioni di detenzione degli animali e ai comportamenti violenti degli operatori, documentati in ogni allevamento di proprietà dell’azienda indagata, ma anche alla presunta “truffa bio”. In uno degli stabilimenti in cui ha lavorato il nostro investigatore infatti le uova erano presumibilmente spacciate come biologiche anche se provenienti da galline allevate a terra, senza la possibilità di accedere a uno spazio aperto.

Non è una vittoria ma una buona notizia

Il fatto che grandi gruppi alimentari rescindano il contratto di fornitura con allevamenti in cui sono state appurate violenze sugli animali è un monito verso altri allevatori ad astenersi dal  commettere illegalità e dal compiere comportamenti crudeli. E, viste le brutalità documentate durante le nostre indagini, ovvero ogni qual volta un nostro investigatore riesce a farsi assumere in un allevamento, la notizia non può non avere esiti positivi per gli animali.

Camion di le Naturelle in un allevamento intensivo
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Verrebbe da pensare che lo stop alla fornitura dopo la diffusione di un video in cui sono state filmate crudeltà sugli animali sia il minimo che si possa chiedere a questi grandi gruppi alimentari; ma non dimentichiamo che c’è chi, come il Consorzio del Prosciutto di Parma, dopo un’indagine che ha documentato violenze sui maiali presso un loro allevamento fornitore, ha preferito denunciare i responsabili di Essere Animali per diffamazione a mezzo stampa senza preoccuparsi di comunicare pubblicamente alcuna azione nei confronti dell’allevamento indagato, anche questo comunque da noi denunciato alla Procura competente per territorio.

C’è chi sostiene che le associazioni per i diritti animali non dovrebbero in alcun modo interagire o confrontarsi con i grandi gruppi alimentari, in quanto direttamente responsabili dello sfruttamento degli animali. Il gruppo Eurovo è infatti uno dei principali leader europei nella produzione e distribuzione di uova e ovoprodotti.

La nostra strategia

Come Essere Animali abbiamo scelto di dialogare con tutti perché crediamo che una società libera dallo sfruttamento degli animali possa nascere solo con il coinvolgimento dei diversi attori che questa società la compongono. Dalle persone, che hanno un ruolo fondamentale nell’aprirsi verso un’alimentazione a base vegetale, cambiando quel paradigma culturale che vede gli animali come produttori di cibo per l’essere umano. Alle aziende, che da una parte devono abbandonare subito i fornitori in cui vengono documentate violenze e dall’altra possono rivedere le modalità di allevamento al fine di ridurre notevolmente le sofferenze a cui oggi vengono sottoposti gli animali, impegno quest’ultimo che stiamo portando avanti con le campagne #SOSpig e #AncheiPesci. Fino alle istituzioni, a cui chiediamo con una petizione promossa con il lancio di questa indagine, un’urgente riforma delle leggi di protezione degli animali.

Una gallina in un allevamento fornitore di le Naturelle
Molte galline non resistono ai maltrattamenti e alle condizioni di allevamento, si ammalano ma non vengono curate. Muoiono quindi di inedia all’interno del capannone o sono uccise in malo modo.
© Essere Animali

Firma la petizione

Se vogliamo liberare veramente gli animali occorrerà una sinergia di forze dal basso, come le persone in quanto cittadini e consumatori, e dall’alto, ovvero le istituzioni e le aziende, che dovranno convergere tutte in un’unica direzione. Certo, può sembrare paradossale che un’organizzazione per i diritti animali sia disposta a confrontarsi con un’azienda ora responsabile dell’allevamento e dell’uccisione di milioni di galline, ma la storia ha già dimostrato che i grandi gruppi alimentari non sono intrinsecamente legati alla produzione di prodotti di origine animale, quanto più attratti dalla capacità di fare profitto.

Abbiamo scelto di muoverci su tutti i fronti, perché non vogliamo solo individuare il problema, ma vogliamo anche proporre soluzioni e adoperarci per compiere passi in avanti in difesa degli animali.

E se oggi la produzione di uova genera profitto, il motivo è da ricercare anche nelle scelte alimentari dei consumatori, chiaramente influenzati da abitudini radicate nel tempo. Questi passi in avanti oggi possono avere la semplice forma di una persona informata che, in seguito alla visione delle nostre indagini sceglie di eliminare o ridurre drasticamente il consumo di uova, oppure di una rescissione del contratto di fornitura di un allevamento che maltratta gli animali, ma quello che rappresenteranno un domani dipende solo da noi e dalla nostra volontà di liberarli. Essere Animali è nata per arrivare fino in fondo e quella che adottiamo ora è la strategia che crediamo più opportuna per affrontare un futuro ricco di sfide, in cui si deciderà della sorte di miliardi di animali.

Noi ci saremo e abbiamo ben chiaro quello che vogliamo ottenere.


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