#PrideMonth, tutte le lotte contro discriminazione e oppressione sono interconnesse


Martina Scalini
Responsabile comunicazione di Essere Animali

Giugno è il mese del Pride, durante il quale si ricordano i moti di Stonewall del 28 giugno 1969, nati dopo l’ennesima retata della polizia in un celebre bar frequentato dalla comunità LGBT di New York.

Da quel lontano ‘69 sono stati fatti molti passi avanti, ma purtroppo questa comunità continua a subire discriminazioni e violenze anche in Paesi come l’Italia dove l’omosessualità non è un reato.

Essere Animali crede in un mondo senza oppressioni e discriminazioni, per gli animali e per gli esseri umani. Rifiutiamo ogni forma di razzismo, sessismo, omofobia, xenofobia, transfobia.

Da sempre Essere Animali sostiene la lotta per i diritti della comunità LGBTQ+, perché crediamo in un mondo inclusivo in cui a tutti è garantito il diritto di vivere liberamente la propria identità. Essere Animali non ha mai nascosto di avere a cuore tutte le specie animali, esseri umani inclusi. Tra i valori dell’organizzazione si può infatti leggere: «Per quanto l’organizzazione si occupi esclusivamente di animali, i suoi valori fondanti sono l’uguaglianza, la parità, il rispetto di ogni essere umano. Il fine di Essere Animali (art 3.1 Statuto) è diffondere una cultura basata sul rispetto del diritto alla vita, alla dignità e alla libertà di ogni individuo umano e non umano; una cultura capace di trovare forme di convivenza non conflittuali, non fondate sullo sfruttamento degli animali ma sull’utilizzo razionale delle risorse naturali, nell’interesse delle generazioni presenti e future.»

Questo perché le lotte sono interconnesse

Tra i numerosi attivisti che si battono per un mondo libero dalle discriminazioni sulla base di genere, sessualità, razza e specie, spicca la figura di Angela Davis

Nera, femminista, vegana, lesbica e attivista all’interno del movimento afroamericano e LGBTQ+, Davis fonda da sempre le sue riflessioni e la sua attività politica sulle interconnessioni tra oppressioni. Non è un caso che sia l’autrice del libro Donne, razza e classe, uno dei testi cardine del femminismo odierno e di quello che, anni dopo, è stato definito “femminismo intersezionale”. 

Vegana da diversi anni, Angela Davis ha affermato «Di solito non menziono il fatto di essere vegana, ma questo è cambiato. Penso sia il momento di parlarne perché è parte di una prospettiva rivoluzionaria: come possiamo scoprire relazioni più compassionevoli non solo con gli esseri umani, ma anche con altre creature con cui condividiamo questo pianeta? Quando mangiano una bistecca o del pollo, le persone non pensano alle tremende sofferenze che quegli animali hanno dovuto sopportare semplicemente per diventare prodotti alimentari che gli esseri umani consumeranno». 

Secondo la Davis tutte le lotte devono confrontarsi e sostenersi vicendevolmente e quindi per imparare a rispettare altri esseri umani, non ci si può dimenticare degli esseri viventi con i quali condividiamo lo spazio in cui abitiamo, smettendo di considerarli come oggetti a nostra disposizione e iniziare a rispettare la loro dignità di individui. Non è difficile vedere i punti di congiunzione tra le lotte per i diritti umani e quelle per i diritti animali: entrambe si basano sull’idea che non esista una superiorità di un gruppo di individui su un altro, che arrivi a giustificare forme di violenza o soppressione.

Siamo tutti individui, animali inclusi 

Specie, colore della pelle, genere, orientamento sessuale, religione, etnia, disabilità non sono motivi che possono giustificare oppressione o discriminazione. Siamo diversi e siamo tutti individui con lo stesso diritto di vivere.