Strategie europee su allevamenti intensivi: qualcosa si muove


Claudio Pomo
Responsabile sviluppo di Essere Animali

Con una lettera aperta alla Commissione europea e ai ministri italiani abbiamo aderito e preso parte attivamente a una nuova campagna diretta all’Unione europea, con l’obiettivo di influenzare le strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030, centrali all’interno del Green Deal.

I temi centrali delle richieste avanzate insieme a più di altre 70 associazioni europee sono due: un bando definitivo del commercio di animali esotici e l’abbandono di forme intensive di allevamento, promuovendo una loro riconversione e il passaggio al consumo di proteine di vegetali.

Gli obiettivi su allevamenti e consumi di carne

Negli scorsi giorni la Commissione ha reso pubblici i documenti delle due strategie per il prossimo decennio e su entrambi i temi ci sono già sviluppi positivi. In particolare riguardo l’industria agro-alimentare e gli allevamenti la Commissione ha posto alcuni obiettivi interessanti:

  • rivedere e ampliare la legislazione su allevamenti, trasporti e macellazione con l’introduzione di nuove norme che dovranno assicurare standard più elevati di quelli attuali;
  • introdurre per la prima volta nelle discussioni anche l’acquacoltura e quindi probabilmente le prime norme in difesa dei pesci;
  • ridurre del 50% l’utilizzo di antibiotici in zootecnia e acquacoltura entro il 2030. Un obiettivo ambizioso che può essere raggiunto solo modificando le attuali pratiche di allevamento;
  • stanziare 10 miliardi di euro in ricerca e sviluppo per aumentare la disponibilità di “proteine alternative”, come le proteine di origine vegetale e altri prodotti sostitutivi della carne.
antibiotico somministrato a un maiale
Il 70% degli antibiotici utilizzati in Italia è impiegato nella zootecnia. Siamo il terzo paese nell’Unione europea dopo Cipro e Spagna.
© Essere Animali

Un altro tema molto importante di Farm to Fork è la promozione di una dieta a base vegetale attraverso un’etichettatura più trasparente che contemplerà non solo l’apporto nutrizionale dei prodotti, ma anche gli aspetti climatici, ambientali e sociali che stanno dietro alla produzione del cibo. Secondo la Commissione questo darà ai consumatori gli strumenti necessari per compiere scelte alimentari consapevoli, sane e sostenibili, ma non è chiaro come nel concreto questa etichettatura verrà imposta ai produttori. Si parla di “valutare”, “proporre”, “prendere in considerazione”: termini troppo vaghi per imporre un cambiamento concreto nel settore.

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Infine, la Commissione si impegna a elaborare un codice di condotta per pratiche commerciali e di marketing responsabili. Imprese e organizzazioni del settore alimentare dovranno impegnarsi a riformulare le loro strategie di marketing garantendo che la percezione del valore degli alimenti non sia ingannevole. Bisognerà ad esempio evitare campagne che pubblicizzano la carne a prezzi stracciati.

Segnali positivi, ma tutto questo non basta

Seppure siano stati fatti passi avanti verso un sistema alimentare più sostenibile, ancora una volta l’Unione europea ha perso una grande opportunità: quella di bloccare definitivamente i sussidi agli allevamenti e ai prodotti di origine animale.

Deforestazione in Amazzonia
Secondo la Yale School of Forestry & Environmental Studies, l’80% della distruzione della foresta amazzonica deriva dalla creazione di pascoli o campi coltivati per il mangime degli animali.
© David Gilbert / RAN

In un’Europa in cui le nuove generazioni sono sempre più attente alla cura dell’ambiente e alla tutela degli animali, e a soli dieci anni dal punto di non ritorno per salvare il pianeta, non è più possibile fare scelte fiacche e inadeguate alla sfida che abbiamo di fronte.

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Una maggiore tutela degli ecosistemi naturali, unita a sforzi che riducano drasticamente l’allevamento, il commercio e il consumo di animali contribuirà a rafforzare la resilienza di intere società, così da poter prevenire future pandemie come quella attuale e rallentare la sesta estinzione di massa.

Vogliamo di più e ci faremo sentire

Noi vogliamo che il sistema alimentare venga rivisto completamente e che si gettino le basi per quello del futuro, davvero sostenibile. Lo stesso documento Farm to Fork afferma dopotutto che «un’alimentazione sana e basata su vegetali riduce il rischio di epidemie e l’impatto sull’ambiente del nostro sistema alimentare».

Ormai anche l’Unione europea sembra essere d’accordo che un futuro senza allevamenti e macelli è migliore su tutti i fronti. E noi chiediamo che fin da subito inizi questa transizione.

Noi vogliamo che il sistema alimentare venga rivisto completamente e che si gettino le basi per quello del futuro, davvero sostenibile. Lo stesso documento Farm to Fork afferma dopotutto che «un’alimentazione sana e basata su vegetali riduce il rischio di epidemie e l’impatto sull’ambiente del nostro sistema alimentare».

La campagna è appena iniziata: il prossimo passo sarà quello di contattare gli europarlamentari chiedendo di accogliere i documenti della Commissione con modifiche e integrazioni, mettendo in campo più fatti concreti. Questo sarà parte di un intenso lavoro nei prossimi mesi, da realizzarsi con Eurogroup For Animals a Bruxelles, ma anche con la vostra partecipazione online. Si tratterà di un secondo momento di questa campagna, coordinato in tutta Europa, su cui vi aggiorneremo presto.