Gli Stati Uniti potrebbero abbandonare l’allevamento intensivo entro il 2040


Martina Scalini
Responsabile comunicazione di Essere Animali

Dopo le recenti denunce delle condizioni dei lavoratori nell’industria della carne, la senatrice statunitense ex candidata alla presidenza degli Stati Uniti Elizabeth Warren ha deciso di sostenere un progetto di legge presentato dal suo collega Cory Booker. Proposto la prima volta a dicembre dell’anno scorso, il FRSA (Farm System Reform Act) prevede la chiusura dei grandi allevamenti intensivi entro il 2040, dai quali proviene il 99% dei prodotti di origine animale degli Stati Uniti.

Una proposta rafforzata dal pericolo dei virus

Questa riforma, tanto ambiziosa quanto lungimirante, porterebbe alla fine dei famigerati CAFO (Concentrated Animal Feeding Operations), sistemi di allevamento intensivo molto diffusi negli Stati Uniti e in Cina che funzionano come delle vere e proprie fabbriche: ogni operazione ha l’obiettivo di produrre la maggiore quantità di carne nel più breve tempo possibile.

La riforma prevede lo stanziamento di 100 miliardi di dollari che andrebbero a supporto della transizione verso forme di allevamento più sostenibili.

L’anno scorso Cory Booker ha dichiarato: «I grandi allevamenti industriali sono dannosi per le comunità rurali, la salute pubblica e l’ambiente» e questi rischi sono ancora più lampanti durante la pandemia di COVID-19. Negli Stati Uniti, il più grande focolaio di coronavirus è scoppiato proprio all’interno di un impianto di lavorazione della carne nel South Dakota e nel Paese sono stati riportati casi di COVID-19 in oltre 115 impianti.

L’appello delle celebrità contro la vendita di animali selvatici

Nell’ultimo periodo anche numerose celebrità, tra cui Paul McCartney o Brian Adams, hanno chiesto a gran voce la messa al bando del commercio di animali selvatici, che sembra essere una delle ragione dietro la comparsa del COVID-19. Ma sempre più studi e inchieste dimostrano che dietro alla diffusione di questo virus ci sono anche gli allevamenti intensivi. Proprio su questo punto il chitarrista dei Queen Brian May ha accusato in modo molto diretto l’industria della carne, invitando tutti a passare a un’alimentazione vegan.

Nel caso della propagazione di malattie, il fatto che gli animali siano chiusi in allevamenti intensivi o cacciati in ambienti naturali non fa gran differenza. Ogni anno le malattie zoonotiche, cioè trasmesse dagli animali (di ogni specie) all’uomo, sono responsabili dell’insorgenza di oltre due miliardi di malattie e due milioni di morti.

Dobbiamo agire tutti, politici e cittadini

Riforme innovative come quelle proposte da Cory Booker sono strumenti preziosi, ma devono avere come obiettivo l’abbandono totale dello sfruttamento di tutti gli animali attraverso una riconversione a favore della produzione vegetale. Anche la Commissione Europea in questi giorni sta elaborando delle strategie per proteggere la biodiversità e rendere i sistemi alimentari più sostenibili. Strategie che saranno parti integranti del Green Deal europeo, un piano che punta a rendere sostenibile l’economia dell’UE.

Articolo correlato
Il nostro appello all’Ue: stop allevamenti intensivi e commercio di animali selvatici

Essere Animali insieme a 70 associazioni in difesa degli animali ha sottoscritto una lettera alle istituzioni europee per chiedere la messa al bando del commercio di animali esotici e l’abbandono delle forme intensive di allevamento. Insieme ad altre associazioni italiane abbiamo poi sottoscritto e inviato le stesse richieste e sollecitazioni al Presidente del Consiglio e ai Ministri della Salute, dell’Ambiente, delle Politiche Agricole e Forestali e degli Affari Europei.

Per quanto riguarda l’azione dei singoli, per prevenire nuove pandemie come quella del COVID-19, cambiare la nostra alimentazione e preferire il consumo di prodotti a base vegetale è la soluzione più pratica e facile da mettere in atto per ognuno di noi. Provaci con il nostro aiuto: partecipa alla Settimana Veg! è già iniziata, ma niente ti vieta di cominciarla oggi!