L’aberrante evoluzione degli allevamenti, ieri su Rai3


Giacomo Vitali
Web content editor di Essere Animali

Anche nella seconda puntata del programma di inchiesta “Indovina chi viene a cena”, sono state utilizzate immagini provenienti dalle nostre indagini, in particolare riguardanti polli e mucche da latte, del cui sfruttamento sono state mostrate le estreme conseguenze sul loro organismo.

Il servizio dal titolo “Cosa mangeremo?”  di Sabrina Giannini ha mostrato a 1 milione e 760 mila telespettatori come la tecnologia stia rispondendo alla crescente domanda di prodotti di origine animale con soluzioni aberranti, controproducenti sia per la salute degli animali che per la sopravvivenza della nostra specie.

Vi siete mai chiesti perché la carne di pollo costa così poco?

Per far fronte a una crescita sempre maggiore e senza controllo dei consumi di prodotti di origine animale, abbiamo plasmato il corpo degli animali affinché fosse più produttivo. È il caso del pollo “broiler”, un ibrido il cui un tasso di crescita è superiore del 400% rispetto al predecessore allevato nel 1950. Si sono creati degli enormi polli di Frankenstein con terribili conseguenze per il loro metabolismo e la loro salute. Oggi il 90% del pollo da carne in vendita in tutto il mondo è di questo tipo.

VI SIETE MAI CHIESTI PERCHÉ IL POLLO COSTA COSI POCO?

Il mercato voleva un pollo del petto enorme che crescesse rapidamente, così più di un mezzo secolo fa un agronomo statunitense ha iniziato la selezione genetica trasformando il pollo nel brevettato broiler. 50 anni durante i quali il tasso di crescita giornaliero del pollo è aumentato del 400%. Oggi il 90% dei polli da carne in vendita è broiler. Un impero alimentare che domina il pianeta, in mano a poco aziende che hanno selezionato il pollo a rapido accrescimento. Ingenuo pensare che intervenire sulla genetica di un animale non avrebbe avuto conseguenze sulla sua carne: scarsa qualità, poche proteine, più collagene e più lipidi, più grassa. Ma la carne di pollo non era quella meno grassa? Il consumatore che non si domanda perché il pollo costi così poco?➡La puntata integrale a breve su https://www.raiplay.it/programmi/indovinachivieneacenaSabrina Giannini

Posted by Indovina Chi Viene A Cena on Sunday, April 5, 2020

Il falso equilibrio della frisona

Sabrina Giannini è andata a visitare la Fiera Internazionale del Bovino da Latte di Cremona, una delle più importanti d’Europa. Le sono state mostrate magnifiche mucche frisone trattate come delle modelle a una sfilata. Questo video mostra la facciata di un’industria crudele.

L'EQUILIBRIO DELLA FRISONA

É alla fiera internazionale del bovino da latte di Cremona, una delle più antiche e importanti, che va in mostra il mondo della frisona, la vacca che produce più latte, che per sopportare quello che l'uomo le sta facendo, da 70 anni a questa parte, per ingrandire le sue mammelle ha bisogno di molto equilibrio. ➡La puntata integrale a breve su https://www.raiplay.it/programmi/indovinachivieneacenaSabrina Giannini

Posted by Indovina Chi Viene A Cena on Sunday, April 5, 2020

Rispetto al 1972 la produzione giornaliera di latte di una mucca frisona è passata da 18 a 33 litri, con picchi di 40. Come per il pollo, anche in questo caso le esigenze di mercato hanno portato a selezionare mucche sempre più produttive e più feconde. Si sono battuti tutti i record, tranne quello della durata della vita: una mucca non può sostenere a lungo una produzione così elevata ed è quindi destinata a diventano hamburger a basso costo entro i 5 anni e a essere sostituita nella filiera da un nuovo animale.

SELEZIONE GENETICA

Cosa avrà fatto la selezione genetica alle mammelle che forniscono latte?La produzione di latte in soli 50 anni è passata da circa 18 litri al giorno agli attuali 33 di media, arrivando a picchi di 40 litri al giorno. Questo è il frutto di una selezione genetica orientata alla fecondità e alla produzione di latte. Le vacche più produttive sono state fecondate artificialmente e così, generazione dopo generazione, si è creata la frisona che batte tutti i record. Tutti a parte uno: quello della sua sopravvivenza. La media di vita è di 5 anni anziché 30, finendo la sua carriera diventando hamburger.➡La puntata integrale a breve su https://www.raiplay.it/programmi/indovinachivieneacenaSabrina Giannini

Posted by Indovina Chi Viene A Cena on Sunday, April 5, 2020

I rischi della manipolazione genetica

Non solo selezione, ma anche ingegneria genetica. Per anni l’uomo ha selezionato cani, maiali e tanti altri animali portando avanti incroci per ottenere le caratteristiche desiderate. Ma ora, così come abbiamo fatto per i vegetali, stiamo cominciando a modificare direttamente il corredo genetico degli animali in laboratorio. Il primo animale largamente consumato ad affrontare questo destino è il salmone. Viene presentata come una risorsa per l’umanità, ma per il pianeta cosa sarà?

I RISCHI DELLA MANIPOLAZIONE GENETICA

Questi salmoni sono una novità assoluta: sono i primi animali geneticamente modificati di cui l'uomo ben presto si nutrirà. É già stata autorizzata la vendita negli Stati Uniti e in Canada e questo spalancherà la porta ad altre specie geneticamente modificate e sulle quali laboratori stanno già facendo le ricerche: pecore, capre e maiali. Ci saranno dei rischi?➡La puntata integrale a breve su https://www.raiplay.it/programmi/indovinachivieneacena Sabrina Giannini

Posted by Indovina Chi Viene A Cena on Sunday, April 5, 2020

L’impatto sull’ambiente degli allevamenti intensivi

Gli scienziati hanno più volte avvisato i nostri politici sull’enorme impatto ambientale e sulla vasta produzione di gas serra derivati dagli allevamenti, quest’ultima superiore addirittura a quella dell’insieme di tutti i mezzi di trasporto. Eppure gli organi mondiali delegati a trovare soluzioni per contenere il riscaldamento globale non sono mai intervenuti sull’allevamento industriale. Piuttosto, come in Olanda, ci si sta ingegnando su come costruire allevamenti in un mondo in cui lo scioglimento dei ghiacci avrà sollevato di molto il livello del mare.

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Un enorme spreco alimentare

3/4 dei campi agricoli del pianeta è coltivato per produrre vegetali destinati a diventare mangime per gli allevamenti, ma una volta che gli animali vengono convertiti in cibo essi apportano al nostro organismo molte meno proteine. La carne bovina è quella con l’impatto maggiore: la produzione dei mangimi e i pascoli per ottenerla sono tra le cause principali del disboscamento dell’Amazzonia.

UN ENORME SPRECO ALIMENTARE

Il 30% che resta della superficie del pianeta è ormai utilizzato per nutrire gli animali allevati. L'83% dei campi serve per coltivare vegetali per i mangimi, che una volta convertiti in prodotti animali producono molte meno calorie e proteine. Da 100 g di proteine vegetali, che alimentano le vacche, ne otteniamo 43 dal latte, 35 dalle uova, 40 dal pollame, 10 dalla carne di maiale e soltanto 5 grammi di proteine da quella di manzo, perché il bovino è il più inefficienti di tutti gli animali, in particolare se allevato con un sistema intensivo. Questo modello industriale, che abbiamo preferito e finanziato da 70 anni a questa parte, è un enorme spreco alimentare, e noi italiani non siamo fuori da questo sistema globalizzato.➡La puntata integrale a breve su https://www.raiplay.it/programmi/indovinachivieneacena Sabrina Giannini

Posted by Indovina Chi Viene A Cena on Sunday, April 5, 2020

L’umanità sta andando nella direzione sbagliata

La produzione alimentare industriale sta distruggendo la maggior parte degli ecosistemi e con l’aumento della popolazione l’effetto è destinato a farsi ancora più forte. L’IPCC, il comitato scientifico dell’ONU per il clima, ha messo in chiaro che per ridurre il riscaldamento globale è necessario agire subito sulle nostre abitudini alimentari.

L’UMANITÀ STA ANDANDO NELLA DIREZIONE SBAGLIATA

Il 70% degli animali selvatici, mammiferi, insetti, uccelli, rettili, anfibi e pesci sono scomparsi dalla faccia del pianeta proprio a causa della produzione alimentare industriale. Una natura plasmata in miliardi di anni e a noi ne sono bastati solo 40 per distruggere la gran parte degli ecosistemi dei cinque continenti. Grazie per essere stati con noi, a domenica prossima.➡La puntata integrale a breve su https://www.raiplay.it/programmi/indovinachivieneacena Sabrina Giannini

Posted by Indovina Chi Viene A Cena on Sunday, April 5, 2020

Il nostro destino è profondamente collegato all’alimentazione che decideremo di sostenere. Ciò che è chiaro da questo servizio è che la strada attuale non è quella che può garantire né agli animali né a noi un futuro felice.

Noi di Essere Animali stiamo cercando di fare la nostra parte per cambiare le cose: investigazioni, azioni legali, campagne dirette ad aziende e istituzioni, progetti innovativi per promuovere un cambiamento nell’alimentazione di tutti. Scegli di contribuire a tutto questo, dona il tuo 5×1000 in difesa degli animali! Bastano una tua firma e il nostro codice fiscale 976 762 00 153.