Quasi il 10% degli italiani sono vegan o vegetariani: massimo storico per l’Italia

Scritto il 31 Gennaio 2020
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persona vegan al supermercato

Anche quest’anno è stato pubblicato il rapporto Eurispes che monitora le abitudini degli italiani. Ciò che emerge è una lenta, ma costante, crescita delle persone che scelgono un’alimentazione a base vegetale, oltre a una maggiore sensibilità rispetto ai problemi dell’ambiente.
Ecco i dati del 2020.

L’alimentazione vegan

persona vegan che fa la spesa

📷 Le donne in misura maggiore rispetto agli uomini affermano di essere diventate vegetariane o vegan per curiosità e desiderio di sperimentare (13% contro 5,7%). © AdobeStock

Il sondaggio che ogni anno fotografa la realtà italiana sotto diversi aspetti sociali, politici ed economici, mostra dati incoraggianti. Al campione usato nella ricerca è stato domandato se la loro alimentazione prevede prodotti di origine animale o se si considerano vegetariani o vegani. A dare questa seconda risposta sono stati l’8,9% dei partecipanti allo studio. In particolare il 6,7% ha dichiarato di essere vegetariano e il 2,2% di essere vegan.

Il dato è interessante soprattutto se messo a confronto con gli ultimi due anni: nel 2018 l’insieme di questi due gruppi rappresentava il 7,1% degli intervistati e nel 2019 il 7,3. La crescita non solo è continua, ma ha avuto anche una accelerazione rispetto agli anni scorsi e questo fa ben sperare che il trend positivo possa proseguire anche nei prossimi anni.

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Tra i motivi principali della scelta si trovano la salute e il benessere (23,2%) e l’amore per gli animali (22,8%). A favorire questa seconda risposta un fattore chiave potrebbe essere stata la maggiore vicinanza degli italiani agli animali, visto che dal 2018 si ha avuto una costante crescita delle persone che hanno adottano un animale (dal 33,6% al al 39,5%).

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Grazie anche a Greta Thunberg e al movimento Fridays for Future, la sensibilizzazione sulle tematiche che riguardano la salvaguardia degli ecosistemi è relativamente alta. Un quarto del campione (26,6%)  identifica il riscaldamento globale con il problema principale e a giudicare più urgente una soluzione sono soprattutto i giovani tra i 18 e i 24 anni (34,3%), più del doppio rispetto agli over 65 (16,1%).

In molti (34,7%) sono disposti a ridurre i consumi quotidiani per limitare il riscaldamento (nel 2018 erano il  23%) e un terzo (33,2%) pensa sia una misura utile solo se lo fanno in tanti tutti i giorni; la porzione rimanente invece si divide su chi è scettico e chi è poco disposto a cambiare le proprie abitudini.

Quando gli intervistati si dicono favorevoli a ridurre i consumi, purtroppo non vengono considerati i prodotti di origine animale. Non a caso, solo il 5,1% delle persone che scelgono una alimentazione vegan affermano di farlo per ridurre il proprio impatto sull’ambiente.

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La maggior parte degli italiani sono disposti a utilizzare lampadine a basso consumo (79,4%), ad acquistare prodotti privi di imballaggio in plastica (74,4%), a ridurre l’uso dell’auto privata (72,2%), a usare meno i condizionatori d’aria d’estate (71%), e a consumare meno acqua quando ci si lava (70,1%). Meno apprezzata la possibilità di rinunciare il più possibile ai viaggi in aereo (59,7%) insieme all’acquisto di pannelli fotovoltaici per la propria casa (63,2%).

I dati Eurispes sull’alimentazione vegan fanno ben sperare. In particolare rendono ancora più importanti nei prossimi anni iniziative come il LunedìVeg, la Settimana Veg a maggio e Veganuary, l’evento mondiale appena concluso.

È ben chiaro tuttavia che la relazione tra l’innalzamento delle temperature e gli allevamenti non è ancora sufficientemente considerata e conosciuta.

Se anche tu non sei completamente consapevole di come le nostre scelte alimentari influiscano sull’ambiente, prova il calcolatore di impronta ecologica. Ti dirà quanto quello che mangi influisce su acqua, emissioni di gas serra, uso suolo e vite animali.

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