Pellicce in crisi: chiuso anche l’allevamento di visoni in provincia di Parma!

Scritto il 28 Gennaio 2020
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L’allevamento situato a Cella di Noceto (PR) ha cessato l’attività, le gabbie che rinchiudevano circa 4000 visoni sono finalmente vuote!

Il nostro team investigativo ha documentato più volte le condizioni di questo allevamento, nel 2013 e nel 2015, mostrando per la prima volta in Italia la misera vita dei visoni condannati a diventare pellicce.

Vogliamo una legge che chiuda gli ultimi allevamenti rimasti

La chiusura dell’allevamento è confermata dall’AUSL di Parma, Direzione Amministrativa Distretto di Fidenza, che ha trasmesso alla nostra organizzazione gli atti che indicano la cessazione dell’attività della Mavical S.r.l., la Società Agricola che gestiva l’allevamento per conto dei proprietari, una ditta di Bolzano di impianti fotovoltaici.

Non è la prima azienda che alleva visoni a chiudere i battenti. Negli ultimi tre anni abbiamo segnalato la chiusura di altri 8 allevamenti, tra cui uno dei più grandi d’Italia.

Ne restano attivi poco più di dieci che, secondo la nostra stima, ogni anno uccidono circa 100.000 visoni. Nel 2016 la produzione nazionale ammontava a 180.000 visoni, praticamente dimezzata in poco tempo.

Da tempo con la campagna Visoni Liberi chiediamo l’introduzione di un divieto nazionale di allevamento di animali da pelliccia. In Italia i partiti della maggioranza hanno già mostrato il loro sostegno a una simile legge. È urgente che ora mantengano i loro impegni.

 

Protesta per i visoni

La crisi globale del settore

Alcuni allevamenti italiani hanno chiuso in seguito a nostre denunce presentate per diverse violazioni della legge. Ma la crisi del settore è mondiale e innescata dalla presa di coscienza dei consumatori nei confronti della sofferenza degli animali.

Lo stesso allevamento di visoni di Cella di Noceto (PR) aprì nel 2012 fra le polemiche. Il Consiglio Comunale di Noceto tentò di introdurre un Regolamento per la tutela ed il benessere degli animali per vietare l’insediamento di allevamenti per pellicce. La ditta venne anche sanzionata per aver introdotto gli animali senza aver notificato l’apertura dell’attività.

Le mobilitazioni contro la nascita di allevamenti di visoni si sono poi estese in tutta Italia e, negli ultimi anni, importanti stilisti e case di moda di tutto il mondo si sono adeguati al cambiamento e hanno bandito le pellicce animali dalle loro collezioni.

Numerosi paesi hanno modificato le proprie leggi. Oggi gli allevamenti di animali da pelliccia sono vietati, o normati così rigidamente da non essere di fatto realizzabili, in ben 15 stati europei.

Pochi mesi fa in California è stato approvato per la prima volta nel mondo il divieto di vendita di pellicce. Nello stesso periodo la NAFA, North American Fur Auctions, la più grande casa d’aste del Nord America e la seconda al mondo, ha chiuso per bancarotta dopo la decisione di alcuni importanti finanziatori di non investire più nel settore.

Mai più visoni uccisi per la pelliccia

Come mostrano le immagini delle nostre indagini, la vita dei visoni negli allevamenti è straziante. Si tratta di animali di indole selvatica rinchiusi in piccole gabbie di rete metallica dove si feriscono e soffrono di comportamenti stereotipati e autolesionisti.

Governo e Parlamento possono chiuderli subito. Ci sono tre proposte di Legge, presentate da LAV, da anni ferme alla Camera e al Senato. Sapere che nel giro di pochi anni il numero di visoni uccisi si è dimezzato è un’ottima notizia, ma dobbiamo arrivare a quota zero, l’unico risultato che vogliamo raggiungere.

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