Avevano aggredito e ferito nostri attivisti, condannati a 6 mesi


Claudio Pomo
Responsabile sviluppo
Si è concluso ieri presso il tribunale di Cremona il processo a carico delle persone che a ferragosto del 2013 minacciarono e aggredirono due nostri attivisti, che si erano semplicemente avvicinati con una telecamera alla recinzione di un allevamento di visoni a Dovera (CR).
Il giudice ha emesso una condanna a 6 mesi per lesioni e violenza privata, pena sospesa. Il Pubblico Ministero aveva chiesto la condanna a 1 anno per Sergio Moroni, padre del proprietario dell’allevamento, e due suoi amici.
Nel 2013 in provincia di Cremona e nella bassa bergamasca stavano sorgendo nuovi allevamenti di visoni e quel giorno di ferragosto, intorno all’ora di pranzo, Claudio e Brenda si erano recati a documentare dall’esterno con fotografie e videoriprese queste strutture. Lo scopo era produrre del materiale per un rilancio sui media della problematica. Arrivati presso l’allevamento di Dovera l’abbaiare di un cane, chiuso in un minuscolo box accanto ai capanni dei visoni, aveva allertato i proprietari, che da lontano si erano affacciati urlando offese. I nostri attivisti non rispondono, chiudono semplicemente la telecamera e tranquillamente si allontanano verso l’auto. Ma all’improvviso una macchina arriva sfrecciando da una strada sterrata laterale per bloccare loro l’uscita e inizia un inseguimento durato ben 9 km tra sterrate, stradine di campagna e statale. Durante l’inseguimento l’auto degli allevatori tampona ripetutamente quella degli attivisti, spingendoli pericolosamente a grande velocità su strade molto strette. I tre inoltre minacciano con un bastone, tagliano la strada più volte, scendono dall’auto cercando di aprire la portiera ai nostri. Con grande sangue freddo il tutto viene filmato e quel video, che è stato ripreso da TgR e Tg1 e ha fatto il giro del web, è stato la prova schiacciante per identificarli e condannarli al processo.
L’inseguimento si è concluso vicino alla Questura di Lodi, dove viene sporta denuncia e aperto un fascicolo. Claudio e Brenda sono poi andati al pronto soccorso, riportando lesioni da trauma con prognosi di 8 e 10 giorni. La vicenda si è conclusa ieri dopo molti anni con una condanna, ma non possiamo dirci soddisfatti. La segreteria del Tribunale di Cremona ha infatti commesso degli errori con il fascicolo e alle vittime dell’aggressione non è stato notificato l’inizio del procedimento, rendendo impossibile costituirsi parte civile durante il processo, necessario per poter chiedere i danni.
Questo è stato un caso emblematico e gravissimo di quanto anche solo documentare la realtà degli allevamenti possa nascondere dei rischi.
Ogni giorno i nostri coraggiosi attivisti continuano a farlo, anche infiltrandosi con telecamere nascoste all’interno delle aziende, perché riteniamo che questo sia un lavoro fondamentale e assolutamente necessario se vogliamo puntare i riflettori su un mondo altrimenti tenuto segreto e invisibile.