11mila scienziati si sono uniti per dire come frenare i cambiamenti climatici

Scritto il 6 Novembre 2019
cambiamenti climatici

Sempre più studi e istituzioni riportano dati incontrovertibili sulla necessità di porre un freno alle emissioni di gas serra. Studenti di tutto il mondo si sono mobilitati per sollecitare i loro governi seguendo l’esempio di Greta Thunberg.

Oggi sono gli scienziati a unire le loro voci in un appello, invitando a mettere in campo contromisure razionali e concrete per l’emergenza climatica in corso. Tra queste è fondamentale anche la diminuzione del consumo di carne.

L’appello è globale

Meno carne per proteggere il pianeta

L'Amazzonia brucia perché mangiamo sempre più carne. Cambiamo alimentazione, fermiamo le fiamme.

Posted by Essere Animali on Monday, September 9, 2019

Riportata sulla rivista BioScience, la dichiarazione è stata resa pubblica il 5 novembre in modo non casuale: lo stesso giorno di 40 anni fa si svolgeva a Ginevra la prima conferenza globale sul clima.

Hanno deciso di sottoscrivere l’appello rivolto ai politici e ai cittadini di tutto il mondo ben 11 mila ricercatori di 153 paesi, tra cui circa 250 italiani.

«È un obbligo morale per noi scienziati lanciare un chiaro allarme all’umanità in presenza di una minaccia catastrofica».

I 6 obiettivi individuati dai ricercatori

L’appello degli scienziati non si limita a essere un monito, ma anche a indicare in modo concreto i punti critici su cui si deve assolutamente intervenire.

  1. Riforma del settore energetico. È necessario puntare su rinnovabili e fonti più pulite, bisogna eliminare rapidamente i sussidi ai combustibili fossili e, i paesi più ricchi, devono sostenere le nazioni più povere nel passaggio a fonti alternative.
  2. Riduzione degli inquinanti. Un aspetto prioritario è la riduzione delle emissioni di inquinanti tra i quali in particolare metano, carbonio nero e idrofluorocarburi. La loro diminuzione sarebbe in gran parte possibile con l’attuazione degli altri punti.
  3. Salvaguardia degli ecosistemi. Le piante, gli animali e i microrganismi svolgono un ruolo significativo nel ciclo e nello stoccaggio del carbonio. Bisogna quindi tutelare gli ecosistemi ancora presenti e aumentare il rimboschimento su vasta scala.
  4. Ottimizzazione delle risorse alimentari. È fondamentale ridurre drasticamente il consumo di carne – in particolare la carne rossa – e favorire i prodotti di origine vegetale. Ciò non solo ridurrà le emissioni di metano, ma permetterà anche di riconvertire molti terreni dedicati a pascolo e produzione di mangime. Si potranno coltivare in questo modo più alimenti vegetali destinati all’uomo e creare nuove aree di rimboschimento. A ciò si aggiunge la necessità di ridurre lo spreco di cibo.
  5. Modifica del sistema economico. L’ingente uso di risorse naturali e l’eccessivo sfruttamento degli ecosistemi, trainati dalla crescita economica, devono essere rapidamente ridotti. I nostri obiettivi devono spostarsi dalla crescita del PIL e della ricchezza a quelli della sostenibilità a lungo termine, del dare priorità ai bisogni di base e di ridurre le disuguaglianze.
  6. Controllo della crescita demografica. La popolazione mondiale deve essere stabilizzata e, idealmente, gradualmente ridotta in un quadro che garantisca l’integrità sociale. Esistono politiche comprovate ed efficaci che rafforzano i diritti umani riducendo al contempo i tassi di fertilità, le emissioni di gas serra e la perdita di biodiversità.
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Molte misure possono sembrare radicali, ma è perché prendono sul serio i risultati degli studi sul clima degli ultimi anni. Si tratta di scegliere se garantirci un futuro, tutto qui.

Ci possiamo sentire impotenti di fronte a tutte queste problematiche globali, ma anche noi possiamo fare la nostra parte. Uno dei modi più facili per contribuire in prima persona al cambiamento auspicato dagli scienziati e scegliere un’alimentazione a base vegetale.

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