80.000 galline morte per un incidente, l’ultimo di una lunga serie

Scritto il 3 Agosto 2019
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Un inconveniente tecnico nell’allevamento di Castiglione in provincia di Mantova ha causato la morte di 80.000 galline ovaiole in un colpo solo.

La miccia è partita da un cortocircuito nel meccanismo del nastro trasportatore che raccoglie il letame. L’incendio si è diffuso in due grossi capannoni dove gli animali in trappola sono morti di asfissia o bruciati.

Gli incendi negli allevamenti non sono rari

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📷 Le strutture bruciate nell’incendio dell’allevamento di Castiglione. © Gazzetta di Mantova

Quello nella provincia di Mantova non è stato un caso isolato. Le notizie di incendi negli allevamenti continuano a susseguirsi.

A luglio aveva preso fuoco un altro grande allevamento in provincia di Padova dove sono morte tra le fiamme 200 mila galline ovaiole. Anche in questo caso a generare l’incendio è stato un cortocircuito, questa volta dei pannelli solari.

E ancora ad aprile, 250 mucche hanno subito la stessa sorte in un allevamento a Pavullo, in provincia di Modena.

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Non si tratta nemmeno di un fenomeno legato unicamente al nostro territorio.

Questa primavera 250.000 galline ovaiole hanno fatto la stessa fine in un enorme allevamento del Michigan fornitore di McDonald’s.

Il Welfare Animal Institute ha rilevato che dal 2013 al 2017 sono morti in questo modo 2.7 milioni di animali solo negli Stati Uniti.

Perché questi incidenti sono così frequenti?

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📷 Il fumo generato dall’incidente in Michigan dove sono morte 250.000 galline ovaiole. © MLive

Il fatto che negli allevamenti intensivi gli inconvenienti tecnici si verifichino spesso è favorito, oltre che dalla mancanza di sistemi di sicurezza adeguati, dal metano e dall’ammoniaca rilasciati da migliaia di animali tenuti in condizioni anguste e sporche.

L’aria degli allevamenti è infatti impregnata di questi gas corrosivi che favoriscono il deterioramento dei sistemi elettrici. L’agricoltura industriale sta trasformando i granai in vere e proprie bombe a orologeria.

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Tenere gli animali ammassati in spazi così ristretti è inoltre di per sé il modo peggiore per garantire loro una via di fuga, rendendo impossibile isolare i focolai. Un incendio in un allevamento intensivo non è mai un incidente di proporzioni limitate.

Le vite degli animali non sono tutelate

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📷 Un pulcino sofferente trovato durante un’indagine in un allevamento intensivo. © Essere Animali

Forse le assicurazioni ripagheranno tutti i danni, ma le atroci sofferenze degli animali prodotte dalle fiamme non possono essere riscattate.

Gli allevamenti intensivi sono luoghi in cui tutto è standardizzato e tutto è calcolato per poter funzionare al meglio. Eppure basta un inconveniente tecnico a raderli al suolo e bruciare centinaia di migliaia di vite.

In questi luoghi ciò su cui si investe è l’efficienza e non la salute e la sicurezza degli animali: in caso di incendio non esiste nessun piano di evacuazione, soprattutto per gli animali chiusi in gabbia.