Allevamenti fornace: il caldo estivo uccide migliaia di animali

Scritto il 24 Luglio 2019
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D’estate il caldo asfissiante è un problema che tocca tutti, compresi gli animali negli allevamenti.

Mentre ognuno di noi cerca di trovare sollievo andando al mare, in piscina, con ventilatori e quant’altro, milioni di animali rinchiusi nei capannoni non possono fare altro che cercare di resistere. Molti però non ce la fanno.

Tacchini e galline morti in Lombardia

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📷 Galline ovaiole in un allevamento a terra italiano. © Essere Animali

Durante i picchi di giugno il caldo africano ha provocato la morte di 400 tacchini a Leno, in provincia di Brescia. Gli animali sono stati trovati senza vita dall’allevatore da un giorno all’altro. Le condizioni di vita di tacchini, polli e galline sono già difficili in condizioni “standard”: sovraffollamento, animali malati o morti lasciati insieme a quelli vivi, aria malsana e impregnata di ammoniaca esalata dall’accumulo delle feci. Il caldo ha solo dato il colpo di grazia a questi animali indifesi, resi ulteriormente fragili dalla selezione dell’uomo.

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Il 28 giugno la catastrofe è stata ancora più grave. A Cologne, sempre nel bresciano, 10.000 galline sono morte asfissiate in un allevamento intensivo della ditta Parmovo trasformatosi in un vero e proprio forno crematorio. Con un’ordinanza straordinaria le 18 tonnellate di carcasse sono state “smaltite” tramite infossamento.

Non dimentichiamoci di loro

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📷 La ventola di areazione in un allevamento italiano di tacchini. © Tras los Muros – Essere Animali

Quelli del bresciano sono alcuni esempi, ma mentre in città ci preoccupiamo che i nostri cani e i nostri gatti possano sopportare al meglio il caldo estivo, ci sono milioni di animali negli allevamenti di cui ci stiamo dimenticando, ma che non soffrono di meno.

Per loro le poche tutele applicate, come ventole che spostano l’aria o in alcuni casi impianti che spruzzano l’acqua, possono far poco in capannoni in cui le condizioni sono già estremamente critiche.

Per fermare questa mattanza alla radice, una soluzione c’è: cambiare i nostri consumi. Prova un’alimentazione a base vegetale.

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