Sai com’è fatto un würstel? Dopo non avrai più il coraggio di mangiarlo

Scritto il 21 Giugno 2019
wurstel

Non conoscere il processo con cui si producono i würstel forse è l’unico modo per riuscire ancora a mangiarli.

Citiamo sempre la sofferenza per gli animali derivata dal mangiare carne, latte e uova, motivo che già da solo può indurre a non consumare questi alimenti. Ma non è tutto.

Würstel: melma rosa condensata

I würstel stanno alla carne come il truciolato sta al legno. Gli hot dog industriali infatti non sono altro che un miscuglio di scarti – in genere di tessuti muscolari ma che possono includere anche cartilagini e residui di altro tipo – macinati assieme e condensati.

Nella produzione industriale di buona parte dei würstel di maiale e in quasi la totalità di quelli di pollo o di tacchino, si parla addirittura di carni separate meccanicamente. Questo processo ha come fine l’ “ottimizzazione”: i resti delle carcasse vengono fatte passare direttamente all’interno di presse speciali e attraverso setacci molto fini per eliminare i residui di ossa troppo grandi.

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Il composto così ottenuto non ha un sapore particolarmente marcato e per questo motivo vengono aggiunti sale, sciroppo di mais e sostanze che esaltano gli aromi. Anche crocchette, polpette, cordon bleu e a volte persino il ripieno dei tortellini possono essere realizzati a partire da questa melma, basta mescolarci additivi diversi. L’aggiunta di amido e altri trattamenti successivi servono invece per addensare il tutto. Il risultato è una poltiglia marroncina o rosata chiamata anche pink slime (melma rosa).

Dopo altri procedimenti per indurirli e la rimozione del tessuto contenitivo, i würstel sono pronti per essere mangiati da chiunque abbia il coraggio di metterli in bocca.

wurstel vegetali

📷  La storica azienda di crauti Zuccato, nel suo sito propone questa ricetta con würstel vegetali © Zuccato

Scarsamente proteici ed eccessivamente ricchi di calcio, grassi e colestorolo, possiamo fare decisamente a meno di questi prodotti. Le alternative vegetali offrono una scelta più salutare, amica degli animali e più ecologica.