#SOSpig la campagna per eliminare gabbie e mutilazioni sui maiali

Scritto il 8 Aprile 2019

Scrofe rinchiuse in gabbia per la maggior parte della loro vita. Maialini appena nati orribilmente mutilati. Queste sono le atroci condizioni in cui vivono 9 milioni di maiali e 500 mila scrofe all’interno degli allevamenti intensivi in Italia. I nostri investigatori hanno documentato questa terribile realtà in un’indagine svolta in numerosi allevamenti del Nord e Centro Italia. In ognuno di questi hanno assistito a pratiche crudeli che infliggono un’enorme sofferenza agli animali.

L’indagine

Per questo motivo abbiamo lanciato la campagna #SOSpig, con la quale ci rivolgiamo alla grande distribuzione organizzata (GDO) affinché le catene di supermercati abbandonino le terribili pratiche che abbiamo documentato nella nostra inchiesta.

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Una vita in gabbia per le scrofe

Durante la prima fase di gestazione, il parto e l’allattamento, le scrofe sono rinchiuse, per più di un terzo della loro vita, in gabbie così strette da impedire loro qualsiasi movimento: possono solo stare in piedi o sdraiate sul fianco. Nelle nostre immagini si possono vedere animali letteralmente incastrati tra le sbarre, con ferite profonde e infezioni sparse su tutto il corpo. Stati di apatia e comportamenti anomali, come scuotere ripetutamente il capo o mordere compulsivamente le sbarre delle gabbie, sono conseguenze dello stato in cui vivono.

📷 © Essere Animali

Durante l’allattamento, le scrofe non riescono a prendersi cura dei propri cuccioli perché il confinamento in gabbia non consente l’interazione con loro. Inoltre, il rischio che i maialini vengano schiacciati è alto poiché le scrofe, impossibilitate a muoversi, non riescono ad allontanarli prima di coricarsi.

Dolorose mutilazioni per i maialini

Dopo solo qualche giorno di vita, i cuccioli vengono sottoposti al taglio della coda e alla castrazione chirurgica. Si tratta di operazioni molto dolorose e, nel caso del taglio sistematico della coda, per giunta illegali. La rimozione della coda avviene, infatti, per prevenire episodi di cannibalismo tra gli animali. Questo fenomeno, tuttavia, potrebbe essere contenuto fornendo gli arricchimenti ambientali necessari e previsti per legge. La quasi totalità degli allevamenti intesivi in Italia, invece, ne è completamente sprovvista. I maialini urlano e si dimenano sofferenti di fronte alla loro madre, ma non viene somministrato loro nulla per alleviare il dolore.

📷 © Essere Animali

Inoltre, nel caso della castrazione chirurgica, abbiamo documentato operazioni illegali poiché praticate senza anestesia e analgesia in maialini con più di sette giorni di vita da operatori dell’allevamento e non da veterinari specializzati, come invece previsto dalla legge. La castrazione chirurgica costituisce ancora un’operazione di routine in Italia, effettuata principalmente per prevenire odori e sapori sgradevoli nella carne.

Perché ci rivolgiamo alla grande distribuzione organizzata

La nostra indagine conferma le principali preoccupazioni della Commissione Europea e dimostra che siamo di fronte a un problema diffuso e strutturale, che coinvolge l’intera industria alimentare in Italia. L’intervento della grande distribuzione organizzata per risolvere queste problematiche può essere decisivo. Infatti, le catene di supermercati possono influenzare i metodi di allevamento dei fornitori grazie al loro potere di acquisto. Il ruolo dei consumatori, di conseguenza, è fondamentale al fine di spingere la GDO a intraprendere questo percorso, ragione per cui dobbiamo mobilitarci e agire per realizzare questo importante obiettivo.

CONSULTA IL REPORT COMPLETO DELLA CAMPAGNA #SOSPIG

Per questa motivazione, con la campagna #SOSpig chiediamo alle catene di supermercati di promuovere un cambiamento concreto, vincolando i propri allevamenti fornitori al rispetto di policy che pongano fine a queste crudeltà nei confronti dei maiali. Gruppi alimentari esteri o interi stati dell’Unione Europea hanno già superato queste pratiche crudeli. Le nostre richieste, con la giusta pressione, sono dunque realizzabili in tempi ragionevolmente brevi.

Il motivo delle nostre campagne aziendali

La promozione di un’alimentazione a base vegetale è al centro della missione di Essere Animali. Tuttavia, lungo questo cammino, riteniamo che sia fondamentale riuscire a ottenere nel breve periodo dei risultati concreti per la vita di tutti quegli animali sottoposti a torture e maltrattamenti negli allevamenti intensivi. Le nostre campagne aziendali hanno infatti il preciso compito di fare pressioni sull’industria alimentare affinché si impegni ad adottare policy che riducano la sofferenza di milioni di animali.

Lavoriamo per costruire una società senza violenze sugli animali. Eliminare fin da subito le pratiche più crudeli negli allevamenti intensivi costituisce un importante passo per raggiungere questo scopo.

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