Come sono uccisi gli animali destinati al consumo umano?


Francesco Ceccarelli
Responsabile investigazioni

Quando si va al supermercato, raramente si riflette sul fatto che i prodotti di origine animale derivino dalla morte di individui senzienti. Delegare a operatori anonimi le operazioni di macellazione non ci fa pensare a come queste avvengano. Ecco alcuni esempi.

1) Iugulazione

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Una nostra indagine mostra i lunghissimi viaggi a cui sono sottoposti i cavalli che da vari Paesi europei arrivano fino agli impianti di macellazione in Italia.
© Essere Animali

Molti animali vengono normalmente uccisi attraverso sgozzamento e successivo dissanguamento. Tuttavia il processo per uccidere gli animali nei macelli non inizia qui. La legge infatti prevede che prima dell’uccisione vera e propria, l’animale debba essere stordito in modo da non essere cosciente e non soffrire. Ciò avviene principalmente in due modi.

  • Nell’elettronarcosi si usa la corrente elettrica, ma esistono diverse procedure. Per i volatili si parla soprattutto di bagni elettrificati, ovvero vasche d’acqua in cui l’elettricità stordisce gli animali appesi a un nastro trasportatore. Per ovini, mucche e maiali sono più usati gli storditori manuali. Nella maggior parte dei casi si tratta di grosse pinze le cui estremità, dotate di elettrodi, vengono posizionate sulle tempie dell’animale rilasciando una forte scarica elettrica.
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Un’operatore stordisce un maiale con la pinza elettrica sugli occhi dell’animale, i ritmi frenetici del macello fanno sì che i lavoratori agiscano in modo grossolano, causando ulteriori sofferenze.
© Essere Animali
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Un agnello viene stordito con pinza elettrica, in una ristretta area all’interno del macello, insieme agli altri animali.
© Essere Animali
  • Con lo stordimento tramite pistola a proiettile captivo una punta di ferro penetra rapidamente nel cranio dell’animale, generando uno shock. Questo metodo è usato soprattutto per vitelli, mucche e cavalli.
Due pistole a proiettile captivo e i proiettili in un macello di bovini.
© Essere Animali

Sia attraverso l’elettricità che con la pistola, gli animali collassano a terra, mentre la morte è causata dal successivo sgozzamento. Queste pratiche non sempre garantiscono un completo stato di incoscienza e numerose investigazioni all’interno dei macelli hanno mostrato animali appesi ai ganci trasportatori ancora vigili.

2) Asfissia

La nostra indagine negli allevamenti intensivi in Grecia ha documentato le terribili condizioni di vita e le pratiche crudeli a cui sono sottoposti le orate e i branzini che arrivano in Italia.
© Selene Magnolia / We Animals Media

Nel caso dei pesci, gli unici metodi di stordimento efficaci approvati dall’Organizzazione mondiale della sanità animale (OIE) sono lo stordimento elettrico e quello a percussione. Nella maggioranza dei casi, tuttavia, nessuno di questi due metodi è impiegato al momento della macellazione. Molto più comunemente i pesci vengono rimossi dall’acqua ed esposti all’aria fino a quando la morte non sopraggiunge dopo lunghissimi minuti (alcune specie di pesci impiegano dai 55 ai 250 minuti prima di morire di asfissia). Per specie come branzini e orate, invece, il metodo di uccisione più utilizzato è l’immersione in acqua e ghiaccio: i pesci, ancora coscienti, vengono stipati gli uni sugli altri in enormi vasche dove muoiono di asfissia, schiacciati dal peso degli altri esemplari.

Altri metodi crudeli di macellazione sono la saturazione di acqua ghiacciata con biossido di carbonio, e la decapitazione e l’eviscerazione effettuate senza stordimento preventivo.

3) Camera a gas

A dicembre 2020 abbiamo ripreso l’abbattimento nelle camere a gas di migliaia di visoni nell’allevamento di Capralba, in provincia di Cremona.
© Essere Animali

Il monossido di carbonio è stato inizialmente adottato per i visoni, così da non danneggiare il loro prezioso manto. Come abbiamo più volte documentato vengono gettati in camere a gas, ammassati uno sopra l’altro nonostante la legge imponga di attendere il decesso degli animali prima di immetterne altri. Chiusi e senza ossigeno si dimenano fino al momento della morte, lasciando sulle pareti i segni di un’impossibile fuga.

Oggi, oltre a essere comune anche per i pulcini non idonei alla produzione, l’uso del gas sta prendendo piede anche per volatili adulti e animali di grossa taglia, come i maiali. Si tratta di una tecnica più costosa, ma che si sta diffondendo perché garantisce l’accorciamento dei tempi produttivi.

4) Triturazione

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Una nostra attivista ha lavorato per diversi mesi in un incubatoio industriale italiano mostrando la fine che fanno i pulcini maschi.
© Essere Animali

Il metodo principale per disfarsi dei pulcini maschi delle galline ovaiole o di quelli feriti e malati dei volatili in generale, è quello di buttarli direttamente in un tritacarne. Per loro le regole dello stordimento non sono contemplate e la morte avviene direttamente tra lame rotanti.

Molti muoiono prima

Quelli riportati sono i casi di quegli animali che hanno resistito fino al tempo previsto dai processi produttivi. Ma non tutti sono così “fortunati”. Molti di loro muoiono negli allevamenti, infatti non resistono ai maltrattamenti, allo spazio ristretto e allo stress a cui sono costretti.

A tutto questo si aggiungono le irregolarità nei metodi di uccisione degli animali. Nella nostra indagine all’interno dell’allevamento degli orrori abbiamo documentato come fosse la norma uccidere i maiali malati lasciandoli agonizzare per decine di minuti dopo che erano stati colpiti in testa con un martello.

In tutto questo dolore c’è una buona notizia: come indica l’Academy of Nutritions and Dietetics, mangiare carne non è affatto necessario. Scopri come sostituirla nella nostra guida meat-free.