Cumuli di cadaveri e di ossa trovati all’esterno di un allevamento

Scritto il 20 Febbraio 2019

Non c’è mai limite agli orrori che avvengono tra le mura degli allevamenti o, come in questo caso, appena fuori.

Allertati dall’associazione Leal, i nostri investigatori hanno filmato decine di carcasse di bovini e maiali abbandonate e lasciate decomporre vicino a un vasto allevamento intensivo nella provincia di Cremona. Molto probabilmente non si tratta di un caso isolato; nei dintorni abbiamo rinvenuto anche cumuli di ossa e ciò suggerisce che questa pratica sia la norma e non un’eccezione.

Un cimitero di animali a cielo aperto


Il Regolamento dell’Unione Europea identifica come pericolosi i resti degli animali deceduti all’interno degli allevamenti per via delle malattie infettive trasmissibili all’essere umano. Per questo motivo la legge prescrive l’obbligo di conservare le carcasse in un’apposita cella frigorifera e di smaltirle successivamente tramite incinerazione. Ciò che abbiamo documentato quindi, oltre a essere un caso di brutalità, è una chiara situazione di smaltimento di carcasse svolto illecitamente, probabilmente per risparmiare sulle spese.

Tra gli animali morti, alcuni dei quali in avanzato stato di decomposizione e con a fianco le marche auricolari che identificano l’allevamento, è stato trovato anche un vitellino decapitato con la testa troncata di netto.

Come se la situazione non fosse già abbastanza orribile, i nostri investigatori si sono accorti che su un davanzale di una finestra dell’allevamento c’erano alcune orecchie mozzate di bovini. L’allevatore può inviare parti del tessuto degli animali con le marche auricolari ai servizi veterinari, per controlli sulle cause del decesso e prevenire così il diffondersi di malattie. Ma di certo non possono essere conservate sul davanzale di una finestra, anche per settimane. Per questo stiamo indagando il motivo di questo macabro ritrovamento.

Un altro fattore di illegalità potrebbe invece essere lo sversamento nel terreno di probabili reflui di allevamento, anche questi rinvenuti nei campi attorno all’azienda. Le deiezioni degli animali sono rifiuti speciali che, per l’elevata presenza di nitrati e di altre sostanze inquinanti per le falde, non possono essere sparse direttamente a terra e devono essere raccolte in apposite vasche.

L’intervento delle autorità

📷 © Essere Animali

Documentate queste terribili immagini, è stato segnalato il caso ai Carabinieri Forestali locali che hanno eseguito un sopralluogo, e abbiamo sporto denuncia alla Procura di Cremona per abbandono incontrollato di rifiuti speciali pericolosi.

Ma non ci fermiamo qui. Ora chiediamo un’accurata verifica dei registri obbligatori di carico/scarico, per chiarire con quali modalità l’azienda abbia provveduto in passato allo smaltimento delle carcasse.

«Le carcasse che abbiamo filmato, lasciate in putrefazione all’aria aperta, costituivano un rischio per la salute pubblica. La contaminazione può avvenire attraverso l’aria o la falda acquifera. La situazione era ancora più grave perché ciò accadeva a pochi metri da una casa di riposo, la cui vicinanza con l’allevamento intensivo è già di per sé molto discutibile.»

Vigilare in situazioni come questa è un modo per prevenire sofferenze e contrastare le illegalità diffuse negli allevamenti intensivi. Per farlo abbiamo bisogno del tuo aiuto, diventa socio di Essere Animali per sostenere il prezioso lavoro dei nostri investigatori!