Anche i pesci vanno al macello, sai come?

Scritto il 9 novembre 2018

Negli allevamenti intensivi di pesci e nelle aziende di lavorazione gli animali sono uccisi in modo brutale, esattamente come mucche, maiali e polli nei macelli, se non peggio. Questa realtà è troppo poco conosciuta e ancora oggi non si considera che anche i pesci provano dolore e paura.

I metodi di uccisione utilizzati sono diversi a seconda delle specie e delle tipologie di allevamento. In rari casi si effettua uno stordimento, ma come evidenziato anche dal recente rapporto della Commissione Europea e dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità Animale (OIE) i metodi di stordimento più diffusi sono inaffidabili o inefficaci.

Qui i principali metodi con cui vengono uccisi i pesci prima di finire sui banchi dei mercati italiani.

Uccisione senza stordimento

Asfissia

📷 © Essere Animali

Per orate e spigole il metodo di uccisione più diffuso è l’asfissia nel ghiaccio. È opinione comune che il ghiaccio provochi uno stordimento, ma i pesci rimangono coscienti e muoiono dopo una lunga agonia. Per le trote il metodo più comune è l’asfissia senza ghiaccio. Gli animali vengono semplicemente prelevati dall’acqua e lasciati morire.

Da uno studio olandese che ha coinvolto diverse specie di pesci il tempo necessario alla morte per asfissia varia tra i 55 e i 250 minuti.

Congelamento con Co2

È un metodo recente, utilizzato per i salmoni, che comporta la saturazione di acqua ghiacciata con biossido di carbonio. Non garantisce nessuno stordimento degli animali e sono state evidenziate attività di agitazione e stress da parte degli animali.

Decapitazione

Viene utilizzata soprattutto per le carpe. È un metodo di uccisione che provoca dolore e non segue le linee guida dell’OIE.

Uccisione pesci con stordimento

Percussione

📷 © Essere Animali

Come evidenziato anche dal nostro video in molti allevamenti viene utilizzata la percussione, cioè un colpo in testa agli animali per stordirli. Questo metodo può essere impreciso e ha una ulteriore problematica grave: prima di essere storditi gli animali passano periodi lunghi anche decine di minuti in asfissia fuori dall’acqua.

Stordimento elettrico

Può avvenire facendo passare i pesci in zone con un determinato voltaggio. Questo metodo è consigliato dall’OIE come l’unico che garantisce ai pesci sia di non essere esposti a lungo fuori dall’acqua che uno stordimento rapido e preciso. In Italia ed Europa è ancora scarsamente diffuso.

I pesci negli allevamenti non hanno alcun diritto e anche i metodi di uccisione più utilizzati comportano sofferenze gravi e prolungate.

Pensare che oggi centinaia di miliardi di animali muoiano agonizzando e senza nemmeno uno stordimento preventivo è incredibile. L’Unione Europea stessa ha ammesso che i pesci sono capaci di provare dolore e che l’assenza di regole comporta gravi sofferenze, ma non ha fatto nulla per iniziare un percorso di cambiamento, se non sperare nella buona volontà delle aziende di itticoltura.

I consumatori non sono al corrente di quanta sofferenza si celi negli allevamenti di pesci e della mancanza legislativa su questo tema.

Sostieni la campagna #ancheipesci e aiutaci a dire no all’agonia di questi animali.

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