Blitz dei Carabinieri nell’allevamento degli orrori dopo la nostra denuncia

Scritto il 13 settembre 2018

La nostra inchiesta all’interno dell’allevamento di maiali di Senigallia ha già ha avuto molta risonanza. Il Tg1 e svariati media hanno rilanciato la notizia. La petizione per chiudere l’allevamento ha già raggiunto 40 mila firme in meno di due giorni.  Ma la nostra denuncia ha avuto anche un effetto concreto: il blitz dei Carabinieri Forestali e le indagini della Procura.

Gli agenti hanno effettuato una perquisizione nella prima mattinata di lunedì. Insieme ai colleghi delle zone di Genga, Sassoferrato e Arcevia hanno rilevato gravi inadempienze che confermano le terribili scene filmate dal nostro infiltrato.

Carabinieri forestali all'allevamento

📷 © Il Resto del Carlino

Cosa hanno trovato i carabinieri forestali

«Abbiamo sequestrato – afferma il maggiore Simone Cecchini – la mazzetta per abbattere il maiale e diversi taser utilizzati al di fuori della normativa vigente, i tubi di ferro e gli strumenti per la castrazione dei suini, eseguiti da personale non abilitato a farlo e fuori dai periodi consentiti dalla legge. Al momento è stato denunciato il responsabile legale dell’allevamento.»

La mazza di cui parla il maggiore è proprio quella che appare nel video tra le mani di un operatore mentre uccide a martellate un maiale malato. Nell’allevamento non c’era inoltre nessuno storditore, ovvero la pistola necessaria per stordire gli animali destinati all’uccisione.

Anche le condizioni igieniche in alcuni casi sarebbero state al limite, non solo per la custodia degli animali, ma anche per lo stato di conservazione delle varie apparecchiature.

Maiale agonizzante

📷 © Essere Animali

Come andrà avanti

A questo punto i reati ipotizzati sono maltrattamento e uccisione di animali, per cui sonopreviste pene che vanno da multe fino a 30 mila euro alla reclusione fino a due anni. Nei prossimi giorni verrà completato il fascicolo accusatorio che vede coinvolti sia il titolare dell’impresa che alcuni operatori.

Ciò che chiediamo è però di velocizzare quello che sarebbe un lento iter del sistema giudiziario e revocare immediatamente le autorizzazioni.

L’intervento del Ministero

Sulla vicenda è inoltre intervenuto il Ministero della Salute con un comunicato stampa nel quale ha condannato le violenze filmate dal nostro investigatore, evidenziandole chiaramente come reati. Anche il Ministero sembra interessato a perseguire questo allevamento i cui “comportamenti così gravi (…) danneggiano l’immagine della suinicoltura italiana.”

Un intervento ministeriale sulla nostra indagine è importante e benvenuto, ma è bene notare che in realtà il problema della sofferenza degli animali è sistemico e diffuso negli allevamenti intensivi italiani. Da anni il nostro Team Investigativo è impegnato a documentare gli allevamenti di maiali e, anche se in questo caso l’uccisione a colpi di mazza va oltre ogni limite, maltrattamenti e presenza di animali sofferenti e in agonia sono stati da noi denunciati e resi pubblici più volte.

La nostra volontà è che questo caso possa aprire una discussione più ampia sulle condizioni di vita in cui sono costretti 8 milioni di maiali.

Non ci fermiamo qui

La diffusione del filmato e la denuncia dell’allevamento è solo il primo passo. Stiamo seguendo la vicenda sia a livello legale sia facendo pressione su tutte le istituzioni locali e nazionali affinché a questo allevamento venga revocata la licenza e ai titolari interdetta la possibilità di lavorare con animali.

Anche tu da casa puoi fare subito qualcosa. Firma la petizione e condividi il video.

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