Animali al metro quadro: tutte le misure degli allevamenti intensivi

Scritto il 16 Agosto 2018

Come qualsiasi altra industria, negli stabilimenti per la produzione di carne e derivati si cerca di massimizzare i profitti riducendo il più possibile i costi. Uno dei modi per farlo è quello di allevare il maggior numero di animali nel minor spazio possibile. Le normative in vigore impongono degli spazi minimi, ma basta vedere le condizioni degli animali rinchiusi nelle gabbie per capire che si tratta di misure del tutto insufficienti.

Scrofe

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📷 © Essere Animali

Le femmine di maiale destinate alla riproduzione vengono rinchiuse singolarmente in gabbie di ferro larghe 60 cm, alte 65 cm e lunghe 2 m. In queste condizioni gli animali non riescono nemmeno a girarsi su se stessi.

Le scrofe rimangono in queste gabbie di gestazione almeno 28 giorni, il tempo necessario per accertare il loro stato di gravidanza. Terminato questo periodo per legge devono essere trasferite in recinti collettivi, ma non finisce qui. A una settimana dal parto vengono nuovamente confinate in box singoli, simili alle gabbie di gestazione ma con un piccolo spazio per i cuccioli. Dopo lo svezzamento dei porcellini, le madri vengono rimesse nelle gabbie di gestazione e inseminate nuovamente.

All’interno di queste nursery, più volte abbiamo filmato lattonzoli morti schiacciati, animali che partorivano sopra i loro escrementi e scrofe con grosse piaghe dovute allo sfregamento con le barre di ferro dei box.

Galline ovaiole

Galline in batteria

📷 © Essere Animali

Per indicare quante galline per metro quadro ci sono negli stabilimenti che producono uova, bisogna prima considerare di che tipo di allevamento stiamo parlando. Il codice sulle uova in vendita al supermercato indica proprio quello.

Le galline in gabbia, che costituiscono il 60% degli animali allevati, vivono in 13 all’interno di 1 m². Questo vuol dire che ognuna ha a disposizione uno spazio di 750 cm², vale a dire poco di più di un foglio da stampante. L’altezza minima della gabbie, spesso impilate in più piani, è di 45 cm. In spazi così ristretti una gallina non ha nemmeno modo di allargare le ali.

Per le galline a terra e all’aperto la densità è di 9 galline per m². Negli allevamenti biologici si ha la situazione meno critica con 6 galline per m².

In ogni tipo di allevamento abbiamo riscontrato animali spiumati. Se negli allevamenti in gabbia questo si verifica anche per lo sfregamento con la struttura, negli altri casi è dovuto all’aggressività tra le galline conseguenza dello stress a cui sono sottoposte.

Polli da carne

📷 © Essere Animali

Si può pensare che la condizione dei polli da carne siano migliori di quelle delle galline, poiché vengono allevati a terra. Per “allevamento a terra” si intende un enorme capannone di cemento senza finestre, areato e illuminato artificialmente. In queste strutture vengono stipati anche 30.000 animali con una densità che raggiunge i 20 polli per m² su di un pavimento che giorno dopo giorno si ricopre dei loro escrementi rendendo l’aria carica di ammoniaca. L’utilizzo di farmaci in questo sistema di allevamento è inevitabile per garantire la sopravvivenza degli animali.

Conigli

📷 © Essere Animali

I conigli hanno ancor meno diritti rispetto agli altri animali allevati, dato che non esiste una normativa che disciplina le dimensioni delle loro gabbie.

Quello che abbiamo visto negli stabilimenti italiani sono condizioni molto simili a quelle delle galline in batteria. Abbiamo documentato gabbie di circa 20 per 35 cm o 30 per 25 cm e di altezza tra i  30 e i 35 cm con all’interno 1 o 2 animali. Si tratta di misure che permettono ai conigli il solo girarsi su se stessi e l’alzarsi a malapena sulle zampe posteriori.

Vitelli

📷 © Essere Animali

I vitelli vengono strappati alla madre dopo solo pochi giorni di vita. Questo prematuro allontanamento avviene sia per non permettere alla madre di “affezzionarsi” troppo ai cuccioli sia per non “sprecare” latte destinato alla vendita.

Dopo questa separazione il vitello viene rinchiuso in un box poco più grande di lui, solo dopo 8 settimane verrà trasferito in un recinto di gruppo. In questi stretti spazi il cucciolo non ha modo di muoversi e sviluppare muscoli, manifestando uno stato di stress evidente nei continui movimenti stereotipati.

Le femmine saranno poi indirizzate come le madri a produrre latte, mentre i  maschi diventeranno carne da macello nel giro di un anno.

Animali trasportati

📷 © Essere Animali

Quando un animale sta per concludere il suo ciclo produttivo, conta poco che sia un maiale, un coniglio o un pollo, l’importante è solo che sopravviva fino al macello. In termini di spazio perde così le poche tutele che aveva prima. La normativa sul trasporto prevede infatti che gli animali debbano disporre di spazio sufficiente, ma non viene precisato, nella maggior parte dei casi, in cosa consista esattamente questo “spazio sufficiente”.

Continueremo a lottare affinché le condizioni negli allevamenti migliorino, ma la migliore soluzione per porre fine alla sofferenza degli animali è di non mangiarli. C’è un’infinità di scelta in un’alimentazione a base vegetale, fatti ispirare dalle nostre ricette!