Code di maiali amputate: L’UE chiede lo stop, ma in Italia è routine

Scritto il 16 Luglio 2018
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A novembre 2017 la Commissione Europea ha condotto un’ispezione indipendente all’interno degli allevamenti italiani di maiali. Attraverso questi controlli si volevano verificate le misure nazionali usate per prevenire la morsicatura delle code dei suini.

Il risultato diffuso nei giorni scorsi è stato totalmente deludente. Quasi il 100% dei maiali in Italia subisce l’amputazione della coda di default, senza che siano invece messe in atto le procedure alternative per evitare la condizione di stress che induce i suini al cannibalismo. Per legge questa dolorosa pratica dovrebbe essere usata solo in casi estremi.

La verità è che non c’è nessuna strategia nazionale per evitare ai maiali questa sofferenza.

La pratica crudele


Abbiamo più volte raccontato come i maiali ancora cuccioli, oltre al taglio dei testicoli, siano sottoposti all’amputazione della coda con una lama incandescente e senza anestesia. Lo stress degli allevamenti porta infatti questi animali a fenomeni di cannibalismo, soprattutto su parti sporgenti come orecchie e coda.

Lo scopo della Commissione Europea

📷 © Essere Animali

L’Europa spinge affinché questa pratica barbara – ai più sconosciuta, ma di routine nella maggior parte degli stabilimenti – abbia fine in tutti gli stati membri. La Commissione Europea chiede infatti che l’amputazione della coda sia usata solo nei pochi casi previsti dalla norma; esatto, una norma esiste già, ma è rimasta lettera morta nella maggioranza dei casi.

L’obiettivo è quindi quello di evitare inutile sofferenza ai maiali tramite una più efficace applicazione dal decreto precedentemente promulgato dalla commissione stessa.

Le fasi per raggiungere l’obiettivo

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Estratto della scheda di valutazione che dovranno usare i produttori.

L’ispezione di novembre è servita come punto di partenza. Nel prossimo futuro alle aziende sarà dato un manuale tecnico e sarà richiesto di compilare una scheda di valutazione autocertificata in cui dichiarare lo stato di avanzamento dei miglioramenti.

Dal primo gennaio 2019 tutti gli allevamenti dovranno aver messo in atto misure correttive e aver raggiunto almeno il livello definito come “migliorabile” nella scheda di valutazione.

Si procederà quindi lasciando la coda a piccoli gruppi di maialini, testando così l’efficacia degli interventi. Il loro numero dovrà aumentare progressivamente nei  cicli successivi. Se in un allevamento venissero soddisfatti tutti gli accorgimenti richiesti e risultasse ancora necessario il taglio della coda per casi di cannibalismo, i produttori dovranno informare il servizio veterinario che valuterà la situazione e indicherà le contromisure da adottare.

Questo per noi è solo l’inizio!

C’è da augurarsi che questa iniziativa vada a buon fine. A tal proposito ci si deve auspicare che non tutto venga lasciato all’autocertificazione, ma che si monitori questo processo anche con nuovi controlli indipendenti. Su questo la nota non sembra molto chiara.

Sappiamo che questa direttiva, anche se applicata, non impedirà che i maiali vivano nelle terribili condizioni a cui sono costretti negli allevamenti. Risparmierà loro una sofferenza inutile, ma non fermerà la loro brutale macellazione. Bisogna però riconoscere che è comunque un passo importante e che se è stato possibile è perché la sensibilizzazione verso lo sfruttamento animale sta effettivamente avanzando.

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