7 pratiche crudeli degli allevamenti di cui non si parla abbastanza

Scritto il 4 luglio 2018

È ormai risaputo che negli allevamenti intensivi gli animali soffrono e vivono un’esistenza piena di dolore. Ci sono però alcune terribili pratiche, legali e molto comuni, che nella maggior parte dei casi rimangono sconosciute al grande pubblico. Questo è il motivo per cui abbiamo deciso di parlarne qui.

Debeccaggio delle galline ovaiole

📷 © Essere Animali

Entro i primi 10 giorni di vita, i pulcini destinati a diventare galline ovaiole, subiscono la mutilazione sistematica del becco. Uno strumento apposito amputa la punta attraverso una lama incandescente e cauterizza istantaneamente la ferita.

Non si deve pensare che questa operazione sia come tagliarsi le unghie. Il becco è ricco di terminazioni nervose e la sua amputazione provoca quindi molto dolore alle future galline.

Il debeccaggio viene effettuato per limitare il continuo beccarsi e strapparsi le piume reciprocamente, causa di ferite e infezioni. Questi comportamenti aggressivi sono sempre presenti negli allevamenti e sono conseguenza diretta della condizione di stress a cui sono costretti gli animali.

Amputazione di coda e testicoli dei maiali

📷 © Essere Animali

Ai maiali ancora in fase di allattamento viene amputata la coda per evitare che una volta adulti se la mordano a vicenda. Negli allevamenti dei suini sono infatti frequenti casi di cannibalismo dovuto allo stress. I maialini vengono inoltre castrati per eliminare un cattivo odore nelle carni. Questa operazione viene realizzata da un operatore (non un veterinario) che estrae i testicoli con l’ausilio di un bisturi.

Entrambe le mutilazioni avvengono senza anestesia.

Decornazione dei vitelli

📷 © Essere Animali

La decornazione dei vitelli è una pratica comune soprattutto negli allevamenti delle mucche da latte. Questa operazione viene eseguita per prevenire ferite che gli animali possono provocarsi quando tenuti in spazi ristretti come quelli degli allevamenti, oltre che per garantire l’incolumità del personale.

In Italia i metodi più usati sono due.

La cauterizzazione prevede l’utilizzo di un dispositivo che, reso incandescente, viene posto su ciascuna gemma cornuale.

La causticazione impiega invece materiali caustici. In questo caso una quantità ridotta può provocare una crescita deviata delle corna, mentre un’applicazione esagerata può essere responsabile di estese causticazioni della testa e degli occhi.

Anche se alleviata, in alcuni casi, attraverso l’uso di anestetici, la decornazione è senza dubbio un’esperienza dolorosa per il vitello, sia durante l’esecuzione che nei giorni successivi.

Triturazione di pulcini vivi

📷 © Essere Animali

Nascere maschio in un incubatoio di galline ovaiole, equivale a una condanna a morte quasi immediata. Dato che non depongono uova e la loro carne non ha valore commerciale, i pulcini maschi sono considerati uno scarto e vengono quindi macerati vivi o soffocati appena nati. Simile destino subiscono tutti i pulcini feriti o malati, compresi quelli destinati al mercato della carne, come documentato nella nostra indagine.

Alimentazione forzata di anatre e oche

📷 © Essere Animali

Il celebre paté di Foie Gras è frutto di una pratica disumana. Oche e anatre vengono ingozzate di cibo grasso più volte al giorno con il gavage, l’alimentazione forzata eseguita dagli operatori tramite un tubo inserito in gola che raggiunge direttamente l’esofago. Questa tortura viene eseguita per sviluppare una patologia – la lipidosi epatica – che porta il fegato degli animali a dimensioni abnormi, fino al 10 volte il normale.

In Italia, dopo molte lotte, la produzione di Foie Gras è stata vietata, ma purtroppo l’importazione è ancora legale.

Spiumaggio delle oche

La pratica per ottenere le piume utilizzate per l’imbottitura di piumini, cuscini e coperte è particolarmente cruenta.

Lo spiumaggio è in genere eseguito da un addetto che tiene l’oca tra le ginocchia strappandole con le mani il piumino dal petto e dal collo. Può accadere che per la fretta si strappino anche lembi di pelle, ricuciti alla meglio dagli stessi operai senza alcuna anestesia. Questa pratica dolorosa viene effettuata ogni due mesi. Quando la qualità delle piume inizia a diminuire le oche vengono mandate al macello o peggio agli allevamenti per il Foie Gras.

La maggior parte di questi allevamenti sono situati in Francia e nei paesi dell’est europeo. In Italia lo spiumaggio non è molto diffuso, ma i prodotti importati rimangono consentiti.

Non tutte le piume provengono da animali spennati vivi. Altre vengono strappate dopo la macellazione, spesso da macchine elettriche.

Strappamento del pelo ai conigli d’Angora

📷 © Peta

L’Angora è un materiale pregiato che viene dal pelo di una specifica razza di coniglio, il coniglio d’Angora per l’appunto. Ricavare questa soffice materia prima non porta allo scuoiamento dell’animale, ma non è nemmeno una tosatura tradizionale.

Ai conigli, con gli arti legati per non avere possibilità di muoversi, gli operatori strappano via il pelo a mano, letteralmente ciuffo dopo ciuffo, fino a lasciare l’animale spoglio e agonizzante dal dolore.

Senza pelliccia, i conigli vengono tenuti in gabbia al freddo affinché il loro organismo produca velocemente altro pelo. Questa procedura viene ripetuta fino a quando l’animale non riesce più’ ad avere una pelliccia morbida e viene quindi mandato al macello per divenire carne di seconda scelta.

Anche se sempre più marchi e case di moda stanno escludendo l’Angora, questa fibra, prodotta soprattutto dalla Cina e da altri paesi asiatici, viene ancora usata.

Tutta questa sofferenza non è necessaria. Fai una scelta diversa, su ioscelgoveg.it tutti i nostri consigli per uno stile di vita cruelty-free.

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