L’effetto dell’allevamento intensivo sul corpo degli animali

Scritto il 13 giugno 2018

Sono decine di  miliardi gli animali allevati e uccisi ogni hanno negli allevamenti a scopo alimentare.

Ma non ci limitiamo a farli nascere, crescere e morire. Anni di incroci e selezioni genetiche ci hanno permesso di adattare le loro caratteristiche fisiche alle nostre esigenze, a discapito del loro benessere e della loro stessa sopravvivenza. In pratica, li abbiamo trasformati in macchine.

Mucche  e galline come fabbriche

Le mucche, che produrrebbero meno di 10 litri di latte al giorno per il proprio cucciolo, sono state portate a produrne fino a 40 litri. Questo le porta ad avere mammelle costantemente pesanti, tese e molto spesso soggette a mastite, una dolorosa infiammazione.

Allo stesso modo le galline in allevamento intensivo sono state selezionate per produrre quasi un uovo al giorno, il triplo di quello che avverrebbe in un contesto libero. Inoltre tutti i pulcini immessi negli allevamenti intensivi subiscono la mutilazione del becco. Questa dolorosa operazione viene effettuata per limitare i problemi derivati dallo stress dell’allevamento, ovvero  la tendenza degli animali a beccarsi e strapparsi le piume reciprocamente.

Sia mucche da latte che galline hanno quindi vita breve. Nel momento in cui il loro corpo non riesce più a sostenere i ritmi di produzione ottimali per l’azienda, vengono eliminati e sostituiti da nuovi esemplari.

Polli giganti

📷 © Essere Animali

Per soddisfare la domanda di carne di pollo, contenuta soprattutto nel petto degli animali, siamo arrivati a far crescere questi volatili sempre più rapidamente per poterli macellare il prima possibile. Attualmente il pollo da allevamento intensivo raggiunge il peso di abbattimento in circa 6 settimane, impiegando un terzo del tempo necessario rispetto a qualche decennio fa. Inoltre, sempre nell’ottica di far fronte all’enorme richiesta, i polli devono necessariamente essere più grossi: 50 anni fa un esemplare adulto pesava meno di 1 kg, oggi ne pesa più di 4. Questi ritmi di crescita innaturali comportano seri problemi di salute ai giovani polli. I muscoli crescono più velocemente rispetto a zampe, cuore e polmoni, rendendo loro difficile camminare e respirare. In molti rimangono paralizzati e muoiono di fame e sete, impossibilitati a raggiungere acqua e cibo. Le condizioni in cui li costringiamo a vivere davvero crudeli.

Anatre e oche con fegati al collasso

Rimanendo in tema di produzioni crudeli, uno dei casi più estremi è sicuramente rappresentato dal Foie Gras. Anatre e oche stipate in gabbie minuscole che impediscono loro di compiere il minimo movimento, attraverso la pratica del gavage – l’alimentazione forzata attraverso un tubo inserito in gola fino all’esofago – vengono ingozzate di cibo grasso più volte a giorno. Tutto ciò viene portato avanti fino a sviluppare una patologia – la lipidosi epatica – che fa raggiungere al fegato degli animali dimensioni abnormi, fino al 10 volte il nomale.

Questa è forse una delle produzioni più crudeli che esistano: non a caso è vietata nella maggior parte degli stati europei – inclusa l’Italia, dove però ne è consentita la vendita. Con la campagna #ViaDagliScaffali siamo riusciti a far cessare la distribuzione di questo prodotto in molti supermercati italiani, ma c’è ancora molto da fare.

Maiali abnormi e geneticamente modificati

Maiale geneticamente modificato in un allevamento Cambogiano.

L’anno scorso aveva fatto molto scalpore il video su facebook di un allevamento di maiali in Cambogia. Questi animali, genericamente modificati, sviluppano una muscolatura pari al doppio degli esemplari normali, con evidenti sproporzioni tra le parti del corpo e, di conseguenza, vari disagi fisici. Nonostante l’indignazione unanime, non ci si è resi conto che anche la situazione dei maiali allevati in Europa e in Italia è tutt’altro che confortante. Lo scopo di un allevamento intensivo di maiali e far ingrassare gli animali nel minor tempo possibile e per farlo sono stati selezionati per raggiungere il maggior peso nel minor tempo, processo ulteriormente sospinto da farine e cibi altamente proteico. Alla nascita inoltre, i maschi sono castrati con un bisturi o con un’apposita macchina, senza alcuna anestesia per non pregiudicare il sapore della carne qualora l’animale venisse ucciso dopo la pubertà, come accade per la produzione dei prosciutti. A tutti i maiali viene inoltre tagliata la coda per ovviare alle devianze comportamentali dovute all’allevamento intensivo, che li porta a mordersi a vicenda. Tutto questo è legale.

La necessità di una profonda riflessione

“Gli allevamenti industriali sono uno dei peggiori crimini della storia”: così ha scritto in un articolo apparso sul The Guardian lo storico e scrittore Yuval Noah Harari, autore del bestseller “Da animali a dei – Breve storia dell’umanità”.

Gli allevamenti industriali ci pongono una domanda alla quale bisogna rispondere il prima possibile: è davvero necessario infliggere tutto questo dolore al mondo che ci circonda solo per poter mangiare carne?

Noi crediamo di no. La scelta vegan rappresenta un’alternativa efficace, gustosa e facile da mettere in pratica. Non ci credi? Fidati di noi!

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