Negli allevamenti 1 animale su 5 muore prima di arrivare al macello

Scritto il 20 Giugno 2018

Crediamo di sapere come finiscono gli animali destinati alla vita negli allevamenti intensivi, ma spesso le cose non vanno come si potrebbe pensare.

La macellazione è l’ultimo stadio di un processo di ingrasso – nel caso di allevamenti finalizzati alla produzione di carne – o sfruttamento – quando si parla di prodotti di origine animale come latte e uova. Ma non tutti gli animali ci arrivano. Perché? Purtroppo non perché alcuni si salvano, ma perché moltissimi non ce la fanno e muoiono prima di essere uccisi nei macelli.

I dati diffusi dall’OIE (organizzazione mondiale per la sanità animale) sono allarmanti: a livello mondiale più del 20% degli animali muore direttamente negli allevamenti.

Ecco le principali cause.

Malattie e infezioni

Gallina morta in allevamento intensivo

Allevamento di galline ovaiole italiano. 📷 © Essere Animali

Nonostante i numerosi trattamenti a cui sono sottoposti gli animali negli allevamenti, l‘OIE stima che 1 su 5 di loro muoia per malattia. Vaccinazioni e antibiotici infatti molto spesso non riescono a controbilanciare le terribili condizioni igieniche in cui sono costretti, documentate anche nella nostra recente inchiesta all’interno di 10 allevamenti italiani di galline ovaiole.

Persino negli allevamenti ittici si riscontrano problemi. Non troppo tempo fa avevamo riportato uno studio che mostra come i pesci vaccinati per alcune malattie, risultino più deboli nella risposta immunitaria ad altre. L’esposizione simultanea a più patologie – situazione assolutamente comune nell’itticoltura – è la causa principale di questa situazione.

Ad aggravare l’effetto dello stato igienico assolutamente scarso e disumano, si aggiunge lo stress a cui sono sottoposti gli animali negli impianti. Tale condizione li porta di frequente a comportamenti aggressivi o autolesionistici che generano anche ferite a carne viva, ideali per l’inizio di un’infezione.

Morte per fame

prosciutto crudele

Immagine da un allevamento fornitore del Prosciutto di Parma. 📷 © Essere Animali

Potrebbe sembrare il colmo, visto che gli impianti sono strutture molto spesso funzionali all’ingrasso degli animali. Eppure è possibile.

In sistemi così ottimizzati come quelli degli allevamenti intensivi, tutti i processi sono altamente automatizzati. Lo stesso razionamento del mangime avviene attraverso meccanismi che danno pasti agli animali in orari programmati. A volte però in situazioni di sovraffollamento non tutti gli animali riescono a raggiungere la mangiatoia e i più deboli vengono sopraffatti. E cosa succede quando un esemplare, come ci è capitato di vedere durante le nostre indagini, riesce a lasciare la sua gabbia? In questo caso un gesto di libertà può tramutarsi in una condanna.

Questi animali infatti rischiano di non poter più accedere a cibo e acqua, vagando tra corridoi freddi fino alla loro morte. Qualche volta siamo riusciti a salvare noi questi “evasi”, ma il loro destino è in genere segnato. I lavoratori possono non accorgersi di queste fughe e anche se lo facessero capita spesso che i ritmi e la pressione a cui sono sottoposti non gli permettano di fare nulla.

Schiacciati e incastrati

Allevamento italiano di conigli. 📷 © Essere Animali

I sistemi automatizzati non possono nemmeno prevedere che gli animali finiscano incastrati in un macchinario o in una grata. In queste situazioni possono morire di fame o per le ferite riportate nel tentativo di liberarsi. In ogni caso si tratta di una morte atroce. Spesso riguarda cuccioli nati da poco, come nel caso dei piccoli maiali schiacciati dalle scrofe impossibilitate a muoversi o dei pulcini incastrati sui nastri trasportatori.

Come porre fine alla crudeltà?

Le morti negli allevamenti non sono evitabili. Per rispondere alla altissima domanda di carne del pianeta, il sistema degli allevamenti intensivi è l’unica risposta. Ma è anche per queste morti, forse ancora più crudeli di quelle per macellazione, che dobbiamo eliminare il problema alla radice e smettere di mangiare prodotti di origine animale. Sono le  scelte che facciamo ogni giorno che possono evitare la sofferenza di miliardi di animali e garantire un futuro migliore per noi e per il nostro pianeta.

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