Report della conferenza sull’impatto ambientale degli allevamenti intensivi

Scritto il 16 Marzo 2018

Lo scorso sabato a Brescia si è tornati a parlare di allevamenti intensivi.
Lo abbiamo fatto con una conferenza dal titolo “NON MANGIAMOCI LA TERRA! L’impatto ambie­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­ntale degli allevamenti intensivi”, presso l’Auditorium del Museo di Scienze Naturali, iniziativa patrocinata dal Comune.

Consapevoli della complessità del tema, è stato l’inizio di un percorso di analisi partito dalla Provincia di Brescia, per arrivare a studi compiuti su dati nazionali, europei e mondiali. Per affrontare e comprendere meglio abbiamo invitato relatori:

  • esperti del territorio  (Gabriele Pellegrini, portavoce Legambiente Bassa Bresciana e Franco Licori, Guardia Ecologica Volontaria della Provincia di Brescia), che effettuano sopralluoghi e controlli sul campo
  • del mondo accademico (Francesca Allievi, Responsabile scientifico SIMBIO Onlus)
  • del giornalismo d’inchiesta (Francesco de Augustinis, giornalista freelance)
  • di diritti animali (Claudio Pomo, responsabile Campagne di Essere Animali).

In sintesi quello che è emerso è il fatto che gli allevamenti intensivi oltre a causare sofferenze agli animali, comportano un forte impatto sull’ambiente e problematiche come la diffusione del fenomeno dell’antibiotico-resistenza e di malattie tumorali, dovute all’esposizione ai nitrati.

Video interviste ai relatori

QUI PUOI VEDERE TUTTI GLI INTERVENTI DEI RELATORI

 

Recenti studi scientifici hanno riconosciuto quanto gli allevamenti intensivi influiscono in maniera significativa sull’ambiente andando a inquinare aria, acqua, suolo e a distruggere la biodiversità. Il vasto territorio bresciano è un’area interessata dalla presenza di discariche (diventata la Terra dei Fuochi del nord), i processi di industrializzazione e di cementificazione sembrano inarrestabili, l’inceneritore e le polveri sottili influiscono negativamente sulla qualità dell’aria, in questo sconfortante panorama di criticità gli allevamenti intensivi dovrebbero essere inseriti nella lista delle nocività ambientali proprio per il loro impatto sull’ambiente.

Questo sistema distruttivo coinvolge non soltanto gli animali ma anche l’ambiente e la salute e non stiamo parlando di problemi circoscritti.

La causa sta nel sistema di intensificazione delle produzioni zootecniche, non solo l’allevamento di animali da reddito per la carne e derivati ma anche l’agricoltura intensiva destinata a produrre il futuro mangime per il bestiame. Nelle aree interessate dalla presenza di allevamenti si verificano situazioni come lo spargimento (spesso in maniera illecita) dei reflui zootecnici con il conseguente rilascio di nitrati nei suoli e nelle falde.
La presenza di nitrati in falda deriva per il 35% dall’attività agricola e per il 52% da fertilizzanti minerali strettamente connessi all’attività agricola e agli allevamenti, quindi la percentuale totale supera l’80%. Ogni anno produciamo 35 miliardi di tonnellate di CO2, il 20-30% di queste emissioni sono causate dagli allevamenti e dall’agricoltura intensiva. Per quanto riguarda i consumi di risorse, per produrre 1 kg di carne servono circa 6000 litri d’acqua.

Solamente nella provincia di Brescia ci sono più maiali allevati che abitanti (totale capi suini 1.289.901), rinchiusi in 2.177 allevamenti. La Lombardia, assieme a Veneto e Emilia-Romagna, è la Regione con il più alto numero di allevamenti, circa la metà del patrimonio suinicolo nazionale, con oltre 4milioni di maiali allevati in 8.643 allevamenti, questi dati però non includono altri animali da reddito allevati per la carne e derivati, galline ovaiole, polli, tacchini, mucche da latte, bovini da carne, conigli.

In tutto questo le nostre abitudini alimentari sono la causa di questo urgente problema. Ogni giorno consumiamo dai due ai tre pasti, per questo possiamo incidere in maniera positiva verso una nuova cultura ecologica. Quando preferiamo cibi di origine vegetale stiamo compiendo un’azione concreta per risolvere i problemi legati agli allevamenti intensivi.