Harambe, un anno dopo


Simone Montuschi
Presidente

Esattamente un anno fa, nello zoo di Cincinnati in Ohio, un bambino di tre anni entrava nel recinto del gorilla Harambe.

Il finale lo conosciamo tutti: nel giro di qualche minuto Harambe, pur non avendo arrecato alcun danno al bimbo, veniva ucciso con un colpo di fucile dai guardiani del parco. La vicenda ha suscitato grosso scalpore e destato non poche polemiche, tanto da far finire al centro di un’inchiesta anche i genitori del piccolo che incautamente si era calato nella gabbia del gorilla, per accertarne l’eventuale negligenza.

 

gorilla harambe

 

Dopo i fatti dello scorso anno, sono state rinforzate le barriere e le protezioni della struttura.
Ma questa può considerarsi davvero una soluzione?

 

Per cercare di capire questi episodi c’è bisogno di una riflessione a monte. Il problema c’è, ed è l’indifferenza davanti a un’attività imprenditoriale che da decenni considera gli animali come attrazioni.

 

Zoo e parchi acquatici vengono ancora reputati luoghi positivi ed educativi, dove portare i più piccoli ad apprendere nozioni sul comportamento di animali che normalmente non avrebbero l’opportunità di incontrare da vicino. Ma da un animale privato della libertà non c’è niente da imparare.

 

harambe e la realtà degli zoo

Zoo Safari di Ravenna, animali in cattività per business © Giulio Favotto / Essere Animali

Che siano nati in cattività o liberi, costringere un essere vivente a vivere dietro una vetrina è semplicemente ingiusto. In Italia esistono almeno 90 tra parchi zoologici, acquari e rettilari pubblici: tutto ciò si traduce in migliaia di animali che non potranno mai avere a disposizione lo spazio, l’ambiente e la compagnia che la loro etologia richiede e che spetterebbero loro di diritto.

 

 

Zoo e acquari stanno gradualmente perdendo popolarità, sia in Italia che nel resto del mondo, e il 54,9% degli italiani si dichiara favorevole ad una loro abolizione.

 

Per favorire questo cambiamento la cosa migliore che possiamo fare è evitare di visitare queste strutture e insegnare ai nostri bambini perché gli animali non dovrebbero mai stare in una gabbia.

Esistono altri modi per osservare gli animali, come escursioni all’aperto, viaggi e visite a santuari; e se abbiamo bisogno di studiarne a fondo i comportamenti possiamo sempre avvalerci di un buon libro o di un documentario. Forse non sarà esattamente la stessa cosa, ma il nostro piacere agli animali costa tutta una vita di prigionia e privazioni.