Tutte le fasi della produzione di uova: video, foto e spiegazioni

Scritto il 23 Maggio 2017

Dietro l’allevamento di galline per la produzione di uova c’è un processo ottimizzato da centinaia di anni di selezioni genetiche e decenni di gestione imprenditoriale. Quello che ne è venuto fuori è un sistema, quasi perfetto, di sfruttamento e privazioni per gli animali che coinvolge solo in Italia 50 milioni di individui.

 

Noi non li chiamiamo più allevamenti ma Fabbriche di Uova.

Qui di seguito un approfondimento con foto, video e informazioni delle varie fasi della produzione di uova, scritto da qualcuno questa realtà l’ha vista da molto vicino.

Allevamento riproduttori

© Stefano Belacchi / Essere Animali

Le uova destinate al consumo non sono fecondate in quanto dentro agli allevamenti di galline non ci sono  individui di sesso maschile. La riproduzione delle ovaiole (così come quella dei polli o dei tacchini) è affidata ad allevamenti specializzati. Le strutture sono simili a un allevamento a terra, nel capannone sono presenti galline e riproduttori di sesso maschile in proporzione 6/7 a 1. All’interno sono posizionati dei nidi dentro ai quali le femmine depongono le uova fecondate che vengono raccolte quotidianamente e trasportate agli incubatoi.

Incubatoio

© Essere Animali

Gli incubatoi sono strutture adibite alla schiusa delle uova. Le uova fecondate vengono sistemate su carrelli a più piani e introdotti in camere dalla temperatura controllata. Restano qui fino alla schiusa, che per le galline è di 21 giorni. In natura le galline rigirano periodicamente le proprie uova e le covano mantenendole sempre al caldo e con il giusto grado di umidità. Nell’incubazione industriale questi processi vengono ricreati in modo artificiale.

Selezione del sesso e debeccaggio

© Aussie Farms

Dopo la schiusa i pulcini passano tra le mani di addetti specializzati nel riconoscimento del sesso. Questa operazione ha la funzione di separare le femmine, che verranno avviate alla produzione di uova, dai maschi, che vengono immediatamente soppressi in quanto improduttivi. Nel sistema di produzione moderno sono allevati unicamente animali selezionati per raggiungere il massimo della produttività. Per questo motivo i maschi della gallina ovaiola non vengono avviati alla produzione di carne in quanto questa razza è stata creata tenendo conto di una sola caratteristica: la produzione di uova. I polli da carne sono invece selezionati tenendo conto di caratteristiche completamente diverse come la qualità della carne e la capacità di ingrassare in tempi rapidi. Per questi motivi risulta più conveniente eliminare i maschi subito dopo la schiusa. Per fare questo vengono o gettati vivi in un tritacarne o semplicemente soffocati in sacchi neri.

Tutti i pulcini immessi negli allevamenti intensivi subiscono la mutilazione del becco. Questa pratica viene effettuata entro i primi 10 giorni di vita tramite uno strumento apposito costituito da una lama incandescente che amputa la punta del becco e cauterizza automaticamente la ferita. Questa dolorosa operazione (gli uccelli nel becco hanno terminazioni nervose) viene effettuata per limitare i problemi derivati dall’aggressività indotta dallo stress dell’allevamento. Per evitare che il continuo beccarsi e lo strapparsi le piume reciprocamente possa causare ferite e di conseguenza infezioni.

Allevamento da accrescimento

© Essere Animali

Le giovani galline non producono uova prima dei 5 mesi di età. Per questo periodo “non produttivo” vengono tenute in strutture simili ad allevamenti a terra oppure in batterie di gabbie su più piani. Per le prime settimane di vita all’interno dei capannoni vengono accese lampade termiche per mantenere caldi i pulcini.

Allevamento per la produzione delle uova

In Italia esistono 4 tipologie di allevamento intensivo per la produzione di uova. 
Queste tipologie sono identificate da un codice stampato sulle uova che indica anche la regione, la provincia, il comune e lo stabilimento in cui sono state prodotte.

In Gabbia (cod.3)

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© Essere Animali

Per norma di legge lo spazio a loro disposizione è di 750 cm², il 75% della produzione di uova in Italia proviene da qui. Il cibo viene somministrato automaticamente da un nastro trasportatore, per raggiungerlo le galline allungano il collo fuori dalle sbarre orizzontali e il continuo sfregamento con il metallo le porta a perdere completamente le penne dal collo. Il pavimento delle gabbie è di rete metallica inclinato verso l’esterno in modo che le uova possano rotolare su un nastro trasportatore. Il continuo contatto delle zampe con una superficie di rete causa ferite e malformazioni e l’impossibilità di razzolare fa crescere le unghie a dismisura.

GUARDA LA NOSTRA INDAGINE DENTRO GLI ALLEVAMENTI DI GALLINE OVAIOLE

La condizione di sovraffollamento è una costante: le galline riescono a stento a muoversi.
 Lo sfregamento delle ali e dell’addome sulle pareti della gabbia fa perdere le penne e le piume. È singolare considerare come negli uccelli che vengono allevati come animali da affezione (come a esempio i pappagalli) la perdita delle piume per stress o sfregamento sulla gabbia sia considerato maltrattamento.
 Le gabbie sono disposte su piani sovrapposti, in genere dai quattro ai sei, questa disposizione permette di stipare fino a 20.000 animali in ogni capannone.

A Terra (cod.2)

galline1_essereanimali

© Francesco Castaldo / Essere Animali

Sono denominati allevamenti a terra quegli allevamenti nei quali le galline non hanno accesso all’esterno ma non sono chiuse in gabbia. Sono “libere” di muoversi all’interno del capannone. 
Questi allevamenti possono essere a più piani (fino a 4) o a piano singolo. Quelli a piano singolo sono capannoni con fondo di cemento ricoperto di paglia e nei quali sono disposti dei tunnel di plastica con delle aperture nelle quali le galline entrano a deporre le uova. Le galline tendono istintivamente a nidificare in luoghi riparati e gli allevatori sfruttano questa naturale tendenza per poter raccogliere automaticamente le uova. All’interno del tunnel il pavimento inclinato permette alle uova di rotolare su un nastro trasportatore che le raccoglie.

La raccolta delle feci in questi allevamenti non è automatizzata. La paglia sul fondo del capannone ha la funzione di compattare il guano e impedire che questo si appiccichi eccessivamente alle zampe. Questa metodologia prevede che il capannone venga pulito esclusivamente a fine ciclo, quando le galline vengono macellate e il capannone svuotato, ciò significa che per tutto il periodo di allevamento le galline convivono con i loro escrementi. Negli allevamenti di ultima generazione per ottimizzare gli spazi e moltiplicare così il numero di animali vengono costruite strutture di ferro simili a gradinate (i piani).

L’allevamento a terra risolve in parte i problemi derivati dallo sfregamento delle penne sulle gabbie e della crescita incontrollata delle unghie. Restano però i problemi dovuti al sovraffollamento e alla presenza di migliaia di animali nello stesso spazio: aggressività e stress ma anche deficit da mancanza di luce naturale con tutte le problematiche che ne derivano.

All’Aperto e biologico (cod. 1 e cod. 0)

© Essere Animali

Viene considerato all’aperto un allevamento a terra che da la possibilità agli animali di uscire in aree recintate per alcune ore al giorno. L’interno dei capannoni è come negli allevamenti a terra. In natura durante la stagione fredda i pulcini avrebbero difficoltà a sopravvivere e per questo durante l’inverno la produzione di uova cala notevolmente fino anche ad arrestarsi. Questa caratteristica viene annullata dal clima controllato degli allevamenti al chiuso ma si riproporrebbe se gli animali fossero lasciati all’aperto durante la stagione fredda.

A nessun allevatore conviene mantenere degli animali per vari mesi senza che questi gli garantiscano un profitto è per questo che le galline allevate all’aperto restano all’interno dei capannoni per la stagione invernale, indipendentemente da quello che la legge prevede non abbiamo mai trovato in inverno galline all’aperto in nessun allevamento visitato.

ABBIAMO SALVATO ALCUNE GALLINE DA UN ALLEVAMENTO INTENSIVO, GUARDA IL VIDEO

Negli allevamenti biologici le galline hanno la possibilità di uscire all’aperto su un terreno coltivato in maniera biologica e sono alimentate con mangimi biologici. La densità di animali è inferiore rispetto a tutti gli altri sistemi. Come in ogni altro tipo di allevamento negli allevamenti biologici si riscontrano gli stessi problemi. Animali spennati e feriti, malati e malformati, sofferenti per lo stress e spaventati.

 

 

Importante: anche in questi allevamenti le galline vengono fatte nascere in incubatoi industriali e quindi gli esemplari maschi vengono uccisi appena nati.

Morti in allevamento

© Essere Animali

Anche la mortalità all’interno degli allevamenti viene preventivata e calcolata, per questo all’esterno delle strutture sono presenti celle frigorifere che contengono migliaia di animali che non sono riusciti a sopravvivere alle condizioni dell’allevamento intensivo.

Trasporto e macellazione

 

Quale che sia l’allevamento di provenienza la sorte delle galline è sempre la stessa.
 Dopo un periodo variabile tra un anno e mezzo e i due anni la loro produttività cala e non risulta più conveniente allevarle per questo vengono caricate e inviate al macello.

Degli operai catturano gli animali nei capannoni e li stipano in gabbie di plastica che vengono caricate sui camion. Il viaggio viene fatto solitamente la notte, con qualunque condizione meteo.
 L’uccisione avviene per sgozzamento, dopo essere stordite tramite scosse elettriche o tramite CO2. Diventano carne di seconda scelta o alimenti per altri animali.

 

Galline libere e felici

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© Stefano Belacchi / Essere Animali

Sappiamo che può essere difficile abbandonare le proprie abitudini, ma non per questo possiamo chiudere gli occhi e non guardare in faccia la realtà. Una realtà che ci spinge a ripensare la nostra alimentazione e scegliere in modo consapevole quello che portiamo a tavola ed essere coscienti che anche dietro al consumo di uova ci sono animali che soffrono.

Stiamo cercando in ogni modo di far conoscere e provare i benefici di una dieta basata su prodotti di origine vegetale, ci stiamo riuscendo: migliaia di persone ogni mese scelgono di essere dalla parte degli animali, dell’ambiente e di avere cura della propria salute.

 

Provaci anche tu, QUI tantissimi consigli e informazioni utili.