Bruxelles vieta il Foie Gras: un esempio da seguire

Scritto il 10 marzo 2017
foie-gras-Bruxelles_essereanimali

La capitale belga ha ufficialmente proibito la produzione di Foie Gras all’interno della propria giurisdizione: un gesto simbolico, perché a Bruxelles non ci sono allevamenti, compiuto nella speranza di essere da stimolo ed esempio per le città e province vicine.

 

«L’alimentazione forzata è una tortura», afferma Bianca Debaets, il Segretario di Stato per il benessere degli animali di Bruxelles «Non posso permetterlo».

 

Come abbiamo documentato in una nostra investigazione il gavage, ovvero l’alimentazione forzata di oche e anatre allo scopo di produrre il famoso fegato grasso, è una vera e propria tortura. Già dal 1998 questa pratica era stata classificata come minaccia al benessere degli animali da parte dell’Unione Europea e da allora il numero di Paesi dove la produzione di Foie Gras è considerata legale si è dimezzato.

Guarda l’indagine


Attualmente sono solo 5 gli stati membri dell’Unione dove questa pratica è ancora consentita, tra cui appunto il Belgio.

Ma non è escluso che con la presa di posizione di Bruxelles il numero potrebbe scendere ancora: il tema scatena sempre più numerose discussioni nella stessa Francia, dove questo alimento viene considerato patrimonio gastronomico.

Anche in Italia la produzione di di Foie Gras è vietata, ma questo non ne impedisce la vendita: il mercato risponde purtroppo a leggi differenti. Ecco perché attraverso la nostra campagna #ViaDagliScaffali chiediamo che i supermercati di tutta Italia cessino la vendita di questo alimento: ne abbiamo già convinti tanti, fra cui PAM Panorama, Eataly, Consorzio Nazionale CONAD ed Esselunga.

 

Firma anche tu la petizione su www.stopfoiegras.org, ed aiutaci a togliere il Foie Gras dai supermercati italiani!