5 storie a lieto fine per gli animali

Scritto il 27 Dicembre 2016
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Abbiamo scelto cinque storie che hanno reso migliore il nostro 2016. Siamo sicuri che piaceranno anche a voi!

Una storia a lieto fine per I VISONI: Armani diventa fur-free

Dopo mesi di graduali passi in avanti, il prestigioso marchio di moda Armani in collaborazione con Fur Free Alliance ha definitivamente abbandonato le pellicce, stilando ad inizio anno un impegno a non realizzare più questo tipo di capi di abbigliamento a partire dalla collezione A/I 2016/17: l’impegno è quindi già realtà!

 

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© Stephan Morris

Per una moda libera dalle pellicce: Hugo Boss, Calvin Klein, Tommy Hilfiger e Ralph Lauren hanno già abbracciato il fur-free, e l’accresciuta sensibilità dei consumatori negli ultimi anni ha fatto sì che questo mercato abbia visto un crollo del 25% della produzione mondiale. Inoltre, sempre più paesi stanno dicendo addio a questi allevamenti: qualche settimana fa il Giappone ha chiuso il suo ultimo allevamento, mentre l’Olanda ha confermato il suo no agli allevamenti di visoni.

 

Una storia a lieto fine per LE OCHE: sempre più supermercati dicono #ViaDagliScaffali

Lo scorso ottobre abbiamo diffuso un’investigazione all’interno degli allevamenti francesi produttori di Foie Gras. Il riscontro mediatico di queste immagini ha dato il via alla campagna #viadagliscaffali che nel giro di qualche mese ha portato Pam/Panorama, Eataly, Conad ed Esselunga a prendere posizione, rinunciando a vendere Foie Gras all’interno dei loro punti vendita.

 

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© 578 foot

Tutto ciò è stato possibile grazie all’iniziativa di associazioni e cittadini: ciò significa che con il tuo aiuto possiamo portare molti altri punti vendita ad abbandonare il Foie Gras e dire così addio alla terribile pratica dell’alimentazione forzata cui vengono sottoposti migliaia di animali indifesi ogni anno

 

Una storia a lieto fine per I MAIALI: no al megallevamento!

Tutto nacque nel 2006, quando la Società Agricola Porcellino d’Oro ottenne dalla Regione Veneto parere favorevole alla realizzazione di un megallevamento che avrebbe potuto contenere circa 30.000 maiali. Di tutto ciò non si parlò fino al 2015, quando la Società attirò l’attenzione dell’opinione pubblica presentando alla Provincia di Rovigo una richiesta di autorizzazione per un nuovo allevamento di 13.000 maiali. Da quella data, alcuni cittadini si riunirono nel Comitato Aria Pulita di Ceneselli, impegnandosi a contestarne la realizzazione.

 

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© byrdyak

Nonostante un primo colpo di scena del gennaio 2016, che vide la “Porcellino d’Oro” ritornare sui suoi passi e confermare di voler realizzare l’allevamento da 30.000 maiali di cui possedeva già l’autorizzazione della Regione Veneto, la vicenda vide trionfare il comitato, che con continue proteste e l’annuncio di un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, riuscì ad ottenere la rinuncia al progetto da parte della Società. Un’ulteriore testimonianza di quanto la determinazione e l’impegno dei cittadini siano determinanti per la costruzione di un mondo migliore.

 

Una storia a lieto fine per LE GALLINE: Lucy ha fermato gli allevamenti in gabbia!

A soli 14 anni una ragazza di nome Lucy è riuscita a ottenere dalla più grande catena di supermercati inglesi la rinuncia alle uova provenienti da allevamenti in gabbia! Dopo molti mesi passati a scrivere lettere che non ottenevano mai risposta, Lucy Gavaghan ha deciso di lanciare una petizione. In pochi mesi la petizione ha raccolto 280.000 firme e attirato l’attenzione dei media, raggiungendo così un traguardo importante: a partire dal 2025 la catena di supermercati inglesi Tesco non venderà più uova provenienti da allevamenti in gabbia.

 

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© Lucy Gavaghan / change.org

E non è tutto: Angelina Popolvski, una giovane della stessa età di Lucy, è riuscita a fare lo stesso con la catena Aldi in Australia. Queste giovanissime ragazze ci hanno dimostrato come la determinazione sia fondamentale per far trionfare le proprie idee!

 

Una storia a lieto fine per TUTTI GLI ANIMALI: la finanza ha scelto veg!

Per impossibile che sembri, il mondo della finanza si è diretta verso un cambio di alimentazione. Con un capitale collettivo di 1,25 trilioni di dollari un gruppo di 40 investitori riunito sotto la sigla FAIRR ha lanciato una campagna per incoraggiare aziende come Kraft Heinz, Nestle, Unliver, Tesco e Walmart ad abbandonare le proteine animali in favore di alternative vegetali.

 

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© Getty Images / Flickr RF

Una richiesta che ha fatto scalpore nel mondo dell’economia ma che conferma la tendenza internazionale: sempre più persone per motivi etici, ambientali o salutistici stanno riducendo o eliminando il consumo di prodotti animali, creando uno spazio di mercato sempre più ampio per la diffusione di alternative. Questo succede anche da noi: il rapporto Eurispes 2016 fotografa un’Italia che consuma sempre meno carne e dove vegetariani e vegani rappresentano ormai l’8% della popolazione: 1,5 milioni di persone in più rispetto allo scorso anno. Tutto ciò significa milioni di animali salvati ogni anno!

 

Le storie a lieto fine per gli animali possono essere ancora tante, il numero e il risultato dipende da ognuno di noi!

ECCO 5 COSE CHE PUOI FARE SUBITO PER AIUTARE GLI ANIMALI