Antibiotico resistenza, l’Italia sul podio europeo

Scritto il 21 Novembre 2016
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L’uso eccessivo di antibiotici negli allevamenti intensivi è una delle principali cause della sempre maggiore resistenza degli organismi patogeni agli antibiotici che dovrebbero debellarli. Nei mesi scorsi avevamo denunciato già tre volte questo fenomeno, noto come antibiotico-resistenza, riportando l’allarme della FAO e commentando le inchieste di Report e di Altroconsumo che ne erano seguite.

La problematica era già nota, ma una nuova ricerca dell’OECD – Organisation for Economic Co-operation and Development getta un’ombra nera sull’Italia, dove la percentuale di resistenza agli antibiotici ha toccato il 34% nel 2014, un valore superato soltanto da Grecia e Turchia e in aumento del 16% circa dal 2005 al 2015. Il dato più impressionante è il numero di antibiotici destinati agli allevamenti, che vede l’Italia al secondo posto in Europa, alle spalle della sola Spagna.

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Carrello infermeria dentro un allevamento di maiali – Essere Animali

L’effetto dell’antibiotico-resistenza è un aumento generale del costo di trattamento delle infezioni batteriche a carico della sanità pubblica, ma non solo: tragicamente è in aumento il numero di morti direttamente collegate a nuovi batteri resistenti agli antibiotici in commercio: si stima che il fenomeno provochi già più di 25.000 vittime ogni anno in Europa, numeri che potrebbero presto aumentare in modo vertiginoso.

Alla base vi è la selezione naturale, che porta i batteri ad adattarsi per resistere agli attacchi dei farmaci. Un processo inevitabile, che viene però accentuato dall’esposizione permanente alla pressione selettiva determinata da un uso eccessivo di antibiotici, come appunto accade negli allevamenti. Basti pensare che negli USA oltre l’80% degli antibiotici prodotti è destinato agli animali allevati. In Europa dal 2011 ne è vietato l’utilizzo come profilassi ma il consumo resta tuttora elevato, tanto che l’argomento è un tema centrale dell’agenda dei ministri della salute.

La soluzione? Ridurre o eliminarne l’impiego in zootecnia, dove però sono fondamentali per evitare agli animali a causa delle estreme condizioni in cui sono confinati. Ecco quindi un altro argomento che dimostra l’insostenibilità di questi luoghi, che provocano sofferenze agli animali, disastri per il pianeta e per la salute umana.