La pesca dei polpi, una tradizione violenta

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La pesca dei polpi, una tradizione violenta


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Francesco Ceccarelli
Responsabile investigazioni

Essere Animali ha documentato per la prima volta la pesca tradizionale del polpo, una pratica molto diffusa in tutti i mari italiani e causa di sofferenza per milioni di animali intelligenti.

Sono 2 i motivi principali che ci hanno spinto a indagare questo fenomeno poco conosciuto:

  • Le lacune nelle leggi che regolamentano questa attività, che hanno permesso un aumento indiscriminato di questo tipo di pesca, che oggi incide notevolmente sul numero di polpi pescati per il mercato alimentare italiano.
  • Il trattamento riservato a milioni di questi incredibili animali, vittime tanto della pesca industriale quanto di quella tradizionale, ugualmente cruenta, come testimoniato dalle immagini e confermato dall’etologo Jonathan Balcombe, uno dei massimi conoscitori al mondo di questa specie.

Guarda il video dell’indagine

Guarda QUI il reportage fotografico dell’indagine

In 270 milioni di anni di evoluzione il polpo ha sviluppato una biologia unica, oltre che abilità sorprendenti. Gli scienziati sono assolutamente concordi nel sostenere che il polpo, un mollusco invertebrato marino, prova sofferenza ed è cosciente di sé e del mondo che lo circonda, esattamente come noi esseri umani e gli altri animali vertebrati.

  • È intelligente
    Ben due terzi dei suoi neuroni risiedono nei tentacoli, che sono capaci ognuno di compiere un’attività diversa e anche di auto-rigenerarsi, al punto che è lo stesso polpo che sceglie di perdere volontariamente un tentacolo, se ciò è necessario ad esempio per sfuggire da un predatore.
  • È capace di risolvere problemi complessi
    Alcuni studi hanno dimostrato che i polpi sanno orientarsi in un labirinto o aprire contenitori, anche quelli con chiusura “a prova di bambino”, ricordando le soluzioni e dimostrando un’ottima memoria.
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© Lorenzo Terraneo
  • È in grado di utilizzare strumenti
    Costruisce dei ripari, si difende dai predatori o semplicemente… gioca, capacità questa tipica solo di alcune specie.
  • È abilissimo nel mimetizzarsi
    La sua pelle può mutare colore fino a 177 volte in una sola ora e, a differenza di altri animali marini con simili capacità, non sceglie di assumere i colori dell’ambiente circostante, ma di un oggetto preciso, come una conchiglia o un’alga.
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© Lorenzo Terraneo
  • Può modificare nell’immediato alcune sue funzioni fisiologiche
    Riesce cosi a sopravvivere anche negli ambienti più estremi, come ad esempio in acque molto fredde e infatti ha colonizzato i mari e gli oceani di tutto il mondo.
  • Ha un’ottima vista
    Il suo occhio è simile al nostro: è capace di mettere a fuoco e vede nitidamente i colori.

Una tradizione spietata

Nonostante queste incredibili capacità non siamo abituati ad attribuire al polpo, così come a tutti gli animali marini, la giusta considerazione morale. Proprio come i pesci, anche i polpi uccisi a scopo alimentare sono meno tutelati dalle leggi e sono sottoposti a violenze che, se fossero esercitate su animali di altre specie, ci farebbero inorridire. Le stesse statistiche non rendono loro dignità, fornendo i dati delle uccisioni non contando i singoli individui, ma le “tonnellate di animali”.

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© Essere Animali

Il consumo di polpo in Italia ha una range che varia da 1,5 a 5,1 kg pro capite all’anno. La maggior parte di questi animali viene pescata nei mari di Marocco, Spagna e Senegal: 47 mila tonnellate di polpi, milioni di loro, sono catturati dai pescherecci con reti a strascico e la loro carne viene poi venduta prevalentemente congelata. Altre 3.000 tonnellate di polpi sono pescati in Italia, principalmente in Sardegna dove la pesca di questi animali ha rappresentato il 34,4% del totale e in Puglia, Campania, Toscana, Sicilia con percentuali attorno al 20%.

Il fatto che questa carne sia proposta “fresca” in molti ristoranti ha intensificato negli ultimi anni il fenomeno della “piccola pesca”. Le immagini raccolte dal nostro team investigativo, che ha seguito da vicino diverse di queste battute di pesca, non documentano un piccolo mercato di nicchia. La “piccola pesca”, a dispetto del nome, incide oggi per il 15% nella totalità del pesce pescato e i ricavi che ne derivano, in considerazione dell’alto valore economico della specie catturate e del canale di vendita commerciale diretto, rappresentano il 23% di quelli dell’intero settore della pesca.

La pesca del polpo è praticata tutto l’anno. Eccola in sintesi

Il polpo viene pescato con un’esca chiamata “polpara”, che può essere utilizzata assieme a granchi e pesci, usati come cibo per attrarlo e a loro volta vittime della pesca.

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Un altro modo per catturare i polpi è tramite i tramagli (reti da posta flottanti). Centinaia di metri di reti calate a pochi chilometri dalla costa dove gli animali rimangono impigliati.

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Non appena viene catturato tenta di fuggire, non sono rari episodi di polpi che sono riusciti a scappare dall’imbarcazione.

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Successivamente i pescatori uccidono i polpi lacerandogli il cervello con un coltello o con un morso, metodi improvvisati che non sempre garantiscono una morte istantanea.

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Quando le barche giungono a terra il polpo viene lanciato ripetutamente a terra e sbattuto con un apposito legno. Un procedimento che ha lo scopo di ammorbidire la carne prima che sia consumata.

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Nei porti non è raro incontrare questi meravigliosi animali, capaci di un apprendimento sofisticato, ancora agonizzanti in attesa di essere venduti.

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«Mi ha rattristato molto sapere dello sterminio di grossi numeri di polpi da parte dei pescatori italiani, e dei metodi inumani utilizzati per prenderli e ucciderli. Di tutti gli invertebrati i polpi hanno forse la più alta complessità percettiva e di comportamento, che include emozioni, personalità, capacità di gioco e di risolvere problemi. Possiamo e dobbiamo trattarli meglio.
Sostengo con tutto il cuore l’impegno di Essere Animali nell’esporre questo brutto business.» Dr. Jonathan Balcombe – etologo e scrittore

Nessuna regolamentazione

Non vi è alcune limite alla pesca di questi animali. In Italia il Regolamento CE 1967/2006 “Misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel mar Mediterraneo” e il DPR 1639/1968 “Regolamento concernente la disciplina della pesca marittima” non fissano nemmeno limiti di taglia, che sono disposti solo dal Regolamento CE 227/2013 (peso di 450 gr. eviscerato) ma con esclusione proprio del bacino del mar Mediterraneo.

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I polpi più piccoli sono i più ricercati poiché la loro carne viene consumata cruda.
© Essere Animali

#SalvaIlPolpo

Con questa indagine vogliamo far conoscere alle persone questi incredibili animali e stimolare una riflessione sulla pratica della pesca. Milioni di polpi sono uccisi in modo cruento, sia dalla pesca industriale che dalla piccola pesca, per diventare un cibo che viene consumato per gusto, tradizione o semplicemente per provare un piatto tipico. Ma mangiare la carne di animali marini non è indispensabile per la nostra alimentazione. Possiamo nutrirci in modo sano e gustoso lasciando i polpi e gli altri pesci liberi di vivere la loro vita nelle acque del mare.


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