Tre (falsi) motivi per cui andiamo allo zoo

Scritto il 7 Giugno 2016
animale zoo

Sono presenti in quasi tutte le città del mondo, e spesso vengono considerati il modo più semplice e coinvolgente per entrare in contatto con la natura.  Ma quali sono le motivazioni che spingono le persone a visitare uno zoo?
Qui sotto i miti più sbandierati e le relative proposte alternative.

Mito 1. Lo zoo è il modo migliore per apprendere il comportamento degli animali

tristezza a prigionia per gli animali nello zoo

© Rebecca Norris Webb

 

È risaputo che gli animali rinchiusi negli zoo tendono ad avere atteggiamenti comuni, comportandosi in maniera innaturale rispetto a quanto farebbero nel proprio habitat. Inoltre, i loro rapporti con spazio, cibo e altri animali non sono certamente dettati dall’istinto, ma vengono determinati e quindi imposti dal regolamento della struttura. Risulta pertanto piuttosto improbabile che si possa apprendere ciò che avviene in natura, in luoghi in cui essa è riprodotta artificialmente in ogni suo aspetto.

 

ALTERNATIVA
→ Visitare un’area protetta: perché limitarsi a guardare gli animali attraverso un vetro, quando possiamo osservarli all’interno del proprio habitat naturale? In Italia e nel mondo esistono aree protette dove poter effettuare avvistamenti nel pieno rispetto delle specie ospitate.

 

Mito 2. Andare allo zoo permette un contatto ravvicinato con animali

 

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Viola Arduini / Essere Animali

 

Ciò è vero solo parzialmente: all’interno degli zoo è possibile passeggiare all’interno di aree recintate più o meno sofisticate, ma il limite della barriera è percepito in maniera evidente. Questo tipo di “contatto ravvicinato” è figlio di un retaggio culturale risalente a oltre un secolo fa, quando i mezzi di comunicazione erano limitati e la possibilità di intraprendere lunghi viaggi era riservata a pochi; osservare gli animali chiusi in gabbia rappresentava quindi il solo modo per  “ammirare” le differenti specie. Per fortuna sono passati molti anni e la tecnologia è in grado di garantirci esperienze infinitamente più emozionanti. 

 

ALTERNATIVA
→ Esperienza interattiva: La realtà aumentata è arrivata, ed è ora di approfittarne. Ologrammivisori e tecnologie multimediali avanzate sono alternative etiche, non invasive e ad alto contenuto interattivo, i cui consumi sono in costante aumento

 

Mito 3. Lo zoo tutela e preserva le specie a rischio estinzione

 

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Stefano Belacchi / Essere Animali

 

Se è vero che gli zoo proteggono le specie a rischio di estinzione, non è altrettanto chiaro perché al loro interno vengano ospitate anche specie che non rientrano in questa categoria. Inoltre, dato che i casi di re-immissione in natura di esemplari nati o cresciuti in cattività rappresentano una piccola percentuale, ci si potrebbe interrogare su quale sia l’utilità “ambientale” di far sopravvivere una specie esclusivamente all’interno di una gabbia.

 

ALTERNATIVA
→ Volontariato: Chiunque, a seconda dei propri mezzi e possibilità, può dedicare parte del proprio tempo e delle proprie energie a sostegno degli animali. Le associazioni sono tantissime, in Italia e all’estero, e sempre alla ricerca di volontari. In questo modo è possibile prendere parte ad esperienze straordinarie, che uniscono il volontariato alla scoperta di luoghi nuovi e culture differenti.

 

Quindi?

I giardini zoologici sono oggi parte integrante della società e la loro immagine viene spesso associata a concetti come salvaguardia, tutela e preservazione delle specie. Ma guardando con occhio attento si capisce che sono luoghi il cui unico interesse è il businesslegato non tanto all’educazione quanto al solo intrattenimento (finalità della visita segnalata dall’86% delle persone secondo uno studio americano del 2005).

Sfatando tre dei miti principali su cui si reggono gli zoo vogliamo stimolare la riflessione e proporre intrattenimenti alternativi in grado di non interferire con le vere priorità di un animale, ovvero il suo diritto di seguire gli istinti con dignità, di vivere a contatto con la natura (la sua) e di godere della libertà.