Il lato oscuro del latte

Scritto il 3 Dicembre 2015

È uscita da pochi giorni in Nuova Zelanda un’indagine condotta da SAFE e Farmwatch, due organizzazioni per i Diritti Animali. Le immagini, ottenute grazie all’utilizzo di telecamere nascoste e numerosi appostamenti, hanno mostrato il lato crudele della produzione del latte. Il video diffuso la scorsa domenica alle 19.00 sulla rete nazionale Tv One ha fatto esplodere un grosso dibattito, al punto che le associazioni di categoria sono dovute correre ai ripari dichiarando (come al solito) che i maltrattamenti sono solo casi isolati da condannare.

John Darroch, investigatore di Farmwatch ha dichiarato di aver documentato ciò che avveniva in 50 aziende nel territorio del Waikato e che in 15 di queste ha constatato pesanti maltrattamenti ai danni degli animali.

Guarda il video dell’indagine

«Abbiamo visto vitelli strappati dalle loro madri e lasciati al sole per ore e ore, gettati in camion e poi picchiati a morte. Non mi aspettavo di vedere questo».

Ogni anno in Nuova Zelanda per produrre latte e formaggi vengono fatti nascere 2 milioni di vitelli, tutti allontanati dalle cure delle proprie madri a pochi giorni di vita e mandati al macello. Il video mostra mucche inseguire il carello dove vengono caricati i vitellini, a dimostrazione del dolore che provano queste impotenti mamme. Si tratta di scene strazianti, che si ripetono in ogni azienda casearia.

«La separazione dei vitelli di pochi giorni di vita dalle loro madri è una parte integrante del settore lattiero-caseario, Anche nelle migliori aziende, con elevati standard di benessere animale i vitellini vengono allontanati dalla loro madre molto presto. Non esistono prodotti a base di latte senza questa separazione.» – continua Darroch.

I video prodotti nell’arco di due anni d’indagine sono stati consegnati alle autorità lo scorso 14 settembre ma le associazioni non hanno ancora ricevuto alcuna risposta alla loro denuncia.

«Sembra che il Ministero dell’Agricoltura non abbia nessuna voglia di guardare i filmati», ha detto Hans Kriek, direttore esecutivo di SAFE.

E in Italia?

Secondo il CLAL nel 2013 nel nostro paese erano presenti 1.862.127 mucche da latte. Analizzando questi numeri ci si accorge subito quanto sia stretto il legame tra prodotti caseari e produzione di carne.

Nel 2012 la macellazione dei piccoli vitelli di 6/7 mesi nati da mucche da latte, solo in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto ha rappresentato oltre il 12% della produzione di carne bovina, con 805 mila capi macellati.
Le mucche da latte a fine carriera incidono per il 15% sull’offerta complessiva di carne, interessando circa 507 mila capi.
Ancora: la categoria più importante è rappresentata dalla macellazione dei vitelloni, animali di poco più di un anno, 2 milioni di capi macellati nel 2012 costituiscono il 69% dell’offerta complessiva di carne bovina. Di questi 2 milioni, il 62% proviene da capi nati in Italia (gli altri vengono importati) e il 72% di loro proviene da allevamenti da latte.

Questi gelidi numeri rappresentano la sofferenza di milioni di animali fatti nascere per un prodotto, il latte, considerato nel nostro immaginario un cibo sano e naturale, da dare ai bambini. In molti ignorano quanti abusi subiscono le mucche e vitellini per la sua produzione.