Botti di Capodanno sempre più banditi


Simone Montuschi
Presidente

La tendenza delle amministrazioni comunali a bandire i botti di Capodanno si allarga sempre più di anno in anno. Partita in sordina alcuni anni fa con alcune ordinanze isolate e pesantemente criticate,  l’idea che sia giusto rinunciare a far scoppiare i petardi per evitare inutili vittime, soprattutto tra gli animali, è oramai sempre più accettata.

Stando ai dati diffusi dai media, lungo lo stivale sono ben 850 i comuni piccoli e grandi nei quali è stato vietato o fortemente limitato festeggiare il Natale e l’arrivo del 2016 con petardi e fuochi d’artificio. Tra questi, diversi capoluoghi di regione come Milano, Genova, Torino, Ancona, Bari e Bologna. A giustificare il bando c’è anche la volontà di tutelare i cittadini, limitando il tradizionale bilancio di morti e feriti che accompagna ogni nuovo anno, oltre a evitare gli immancabili danni all’arredo urbano. Per non parlare della criminalità organizzata, che prolifera all’ombra del commercio di botti illegali.

La prima motivazione è però la volontà di rispettare gli animali, sempre più avvertita man mano che aumenta la sensibilità verso di loro. Gli animali selvatici ma anche domestici, infatti, sono le prime vittime dei fuochi d’artificio: a causa del rumore e dei lampi perdono l’equilibrio, si spaventano e possono perdersi o andare a sbattere contro ostacoli e ferirsi gravemente o morire.

Chiunque abbia un cane o un gatto in casa saprà quanto terrore portano per loro i primi rintocchi del nuovo anno. Le vittime tra gli animali, soprattutto tra i selvatici, sono un numero impossibile da quantificare ma un peso morale di cui la nostra società deve farsi carico. Per questo motivo, non possiamo che accogliere con soddisfazione che un numero così grande di comuni abbiano finalmente riconosciuto che questa tradizione non vale il numero di vittime (molte umane ma incalcolabili animali) che provoca.

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Per la verità, anche se le critiche da parte degli amanti dei botti sono sempre meno, le forze dell’ordine faticano a far rispettare il divieto, tanto che molte città hanno previsto una sanzione di ben 500 euro, che dovrebbe fungere da valido deterrente, mentre il sindaco di Bari si è spinto fino a chiedere la collaborazione dei cittadini per filmare i trasgressori, che saranno poi identificati dalla polizia municipale.

Da ultimo, segnaliamo con piacere l’esempio di Torino, che si distingue per aver lanciato uno spot audio e un breve video di sensibilizzazione, in cui al centro ci sono proprio gli animali. Inoltre, il capoluogo piemontese ha inserito nel “Regolamento per la tutela e il benessere degli animali in città” il divieto di utilizzo di petardi e fuochi d’artificio, che quindi son banditi tutto l’anno e non soltanto durante queste feste.