Anche in Finlandia denunciate terribili violenze nei mattatoi

Scritto il 29 Ottobre 2015

L’associazione Oikeutta Eläimille ha diffuso questo lunedì un’indagine condotta in 4 diversi macelli finlandesi. Grazie all’utilizzo di telecamere nascoste, posizionate in vari punti delle strutture, dalla zona di scarico degli animali al reparto di stordimento e iugulazione, gli attivisti hanno documentato ripetute violenze ai danni di bovini, ovini, maiali e cavalli.

Gli animali vengono costantemente picchiati e il pungolo elettrico viene utilizzato di routine anche direttamente sul loro muso o quando sono bloccati in spazi ristretti e non riescono a muoversi né avanti né indietro. E ancora: pecore trascinate per le zampe o percosse con cassette di plastica, mucche spinte a spostarsi attorcigliando loro la coda. I filmati mostrano anche molte immagini agghiaccianti in cui gli addetti tagliano la gola ad animali non completamente storditi. Tutte procedure che violano le leggi sul benessere animale e che l’associazione ha prontamente denunciato alle autorità.

«Nei macelli il problema di fondo sta nel fatto che gli animali non vogliono morire. Gli operatori devono utilizzare pungoli elettrici o usare la forza perché gli animali non hanno nessuna intenzione di raggiungere la morte con le proprie zampe». Questa la dichiarazione di Kristo Muurimaa, portavoce di Oikeutta Eläimille.

«Queste immagini di violenza sono la conseguenza diretta di come la nostra società considera gli animali: solamente un prodotto. Finché continueremo a mangiarci decine di milioni di animali ogni anno, queste violenze non finiranno»continua Muurimaa.

Parole che trovano conferma anche alla luce di quanto è accaduto al macello di Ghedi messo sotto sequestro dalla Procura di Brescia dopo i maltrattamenti rivelati dalle telecamere nascoste del Corpo Forestale. Abusi documentati anche nella nostra indagine uscita pochi giorni prima di Pasqua, dove in un macello di agnelli gli animali venivano sgozzati davanti agli occhi impietriti dei loro simili.

È importante che ciò che accade in queste aziende sia reso pubblico, perché la maggior parte della popolazione consuma i prodotti finali di questa industria senza nemmeno conoscere la loro provenienza; queste indagini rivelano un lato della produzione tenuto nascosto ed edulcorato dalle immagini diffuse dai produttori di carne e dalla retorica della loro pubblicità.

Le persone hanno il diritto di sapere. Solo documentando la realtà di questi luoghi, potranno fare scelte consapevoli.

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